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Istat, pensionati sempre più poveri: 2.4 milioni sotto i 500 euro

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L’Istat e l’Inps hanno condotto un’indagine relativa alle pensioni in Italia e il quadro che emerge non è sicuramente dei più positivi. Si parla infatti di pensionati sempre più poveri nel nostro Paese, visto che per il 14,4% di coloro che percepiscono una pensione, la prestazione non è superiore a 500 euro. Si tratta in particolare di 2,4 milioni di pensionati. E bisogna considerare anche che nel corso del 2010 il 45,5% dei pensionati, praticamente la metà sul totale di coloro che percepiscono la pensione, in totale 7,6 milioni di persone, hanno preso una somma mensile in media inferiore a 1.000 euro.

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Disoccupazione, l’Istat lancia l’allarme: senza lavoro 1 giovane su 3

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La disoccupazione giovanile, in base ai dati che si riferiscono ai mesi di febbraio, è aumentata di 0,2 punti rispetto a gennaio e di 1,2 punti in base all’anno. Il tasso di disoccupazione per il mese di febbraio è stato pari al 9,3%. A comunicarlo è stato l’Istat, che sottolinea una situazione piuttosto drammatica per i giovani. Un giovane su tre non riesce a trovare lavoro. Da un lato si registra un aumento dell’occupazione per la fascia più adulta, dall’altro l’abbassamento dell’occupazione giovanile.

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Istat: nel 2011 il Pil è diminuito fino al +0,4%

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L’Istat ha comunicato che il Pil per il 2011 è calato fino a registrare un livello del +0,4%. La relazione dell’Istituto centrale di statistica evidenzia una diminuzione del rapporto fra decifit e Pil, con un conseguente lieve miglioramento delle cose. Però, i dati ufficiali rilevano come, nel corso del 2010, la crescita economica dell’Italia si era attestata ad un +1,8%, mostrando un certo rialzo. Adesso, invece, il Pil arretra e la crescita del Paese frena. Le stime, a tal proposito, per l’anno 2011, da parte del Governo, per il Pil, erano del +0,6%.

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Istat: l’inflazione rallenta ma la spesa aumenta di oltre il 4%

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L’Istat ha comunicato che l’inflazione rallenta ma il costo della spesa, tuttavia, aumenta di oltre il 4%. I due dati sembrerebbero in contraddizione ma la differenza sta nel fatto che esiste un calo del costo dei servizi ma crescono i beni primari. Tuttavia, il prezzo della benzina raggiunge un nuovo record nel primo mese del 2012. Per quanto riguarda le famiglie, in particolare, il costo sostenuto per fare la spesa è aumentato del 4,2% tendenziale, mentre è in aumento dello 0,8% sul mese precedente. Tutti questi dati, secondo l’Istat, si riferiscono al mese di gennaio e sono definitivi, evidenziando che il prezzo del gasolio è il più alto dal 2008.

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Istat, Giovannini: “In Italia il rischio povertà è il più alto nella UE”

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Il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, afferma che “in Italia, il rischio di povertà è il più alto che nell’intera media UE” ed il mercato del lavoro ha visto altri 80 mila giovani perdere il posto. Il presidente dell’Istituto centrale di statistica avverte che l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa a non prevedere strumenti di contrasto all’indigenza. Sebbene il sistema previdenziale abbia individuato diversi ammortizzatori sociali, tuttavia mancherebbe proprio uno degli strumenti più indispensabili, in casi come questi. Le parole del presidente Istat sono state ascoltate dalla Commissione Bilancio della Camera, dove Giovannini ha affermato che l’elemento che deprime la vita del nostro Paese è, senza dubbio, la disoccupazione giovanile che, nel corso del 2011, si è aggravata di molto.

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L’Italia è un paese di vecchi e precari

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L’Istat, l’Inps ed il Ministero del Lavoro hanno realizzato uno studio sulla coesione sociale in Italia. I dati evidenziati dallo studio sono la fotografia di un paese che è sempre più allo sbando e che si affida poco ai giovani per risollevarsi. Gli ambiti analizzati sono diversi, da quello lavorativo a quello familiare. In definitiva l’Italia è un paese di vecchi, precari e donne mal pagate.

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Istat, lavoro: disoccupazione boom fra i giovani

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L’Istat registra una disoccupazione boom fra i giovani che non riescono a entrate nel mercato del lavoro. I dati diffusi dall’Istituto centrale di statistica individuano un aumento dell’8,9%, con evidenti rialzi rispetto al mese precedente e rispetto all’anno appena passato. Le stime provvisorie dell’Istat indicano che un giovane su tre non trova nessun tipo di lavoro e, tenendo presente i rilievi effettuati nelle scorse cadenze trimestrali del 2011, si tratta del tasso più alto dal terzo trimestre del 2011. Lo scorso dicembre, infatti, il numero dei disoccupati era arrivato a quota due milioni e 243 mila, in aumento dello 0,9%. Allo stesso modo, sempre secondo l’Istat, il dato degli occupati è invariato.

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Istat, divario salario-prezzi al record. Retribuzioni 2011 ai minimi da 12 anni

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L’Istat afferma che il divario fra il salario ed il livello dei prezzi è arrivato al record negativo, in quanto le retribuzioni sono ai minini da almeno 12 anni, anche rispetto a quelli calcolati sul 2011. Infatti, l’aumento delle retribuzioni è stato del +1,4% mentre quello dell’inflazione è stato del +3,3%, su base annua, portando così ad una differenza del +1,9%: un divario che risale al 1995. Secondo l’Istat, si tratta di un valore che continua con una tendenza al ribasso. L’istituto centrale di statistica afferma, inoltre, che la frenata si è registrata specie nell’anno appena passato del 2011, mentre era meno forte nel 2010.

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Istat, rapporto deficit-Pil ai minimi dal 2008

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L’Istat comunica che il rapporto fra il deficit italiano ed il Pil del Paese è sceso ai minimi dal 2008. L’Istituto centrale di statistica, infatti, registra una percentuale del 4,3% tra i due parametri, con un decremento dello 0,3% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando la percentuale si attetava al 4,6%. I dati comunicati dall’istituto statale si riferiscono ai parametri generali che devono essere ancora studiati nei particolari e riguardano l’indebitamento al netto delle Pubbliche Amministrazioni. Questo nuovo rapporto fra il deficit dello Stato e la sua ricchezza prodotta, elementi essenziali per capire lo stato di salute dell’economia nazionale, è stato registrato nel terzo trimestre del 2011, con una percentuale registrata del 2,7% del rapporto deficit/Pil.

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Istat: la disoccupazione è in aumento, quella giovanile è ai massimi

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La disoccupazione è in aumento, nel mese di novembre, secondo l’Istat, e quella giovanile, in particolare, risulta ai massimi livelli dal 2004. Si tratta di un vero e proprio allarme sociale, quest’ultimo dato, visto che un giovane su tre è senza lavoro. Il dato generale della disoccupazione segna la quota di 8,6%, con un aumento dello 0,1% rispetto al mese di ottobre e con un aumento dello 0,4% sullo stesso mese dello scorso anno. L’Istat, comunque, comunica che questi dati sono ancora provvisori e che potrebbero ancora aumentare. I giovani presi in considerazione hanno un’età compresa fra i 15 e i 24 anni, il cui tasso di disoccupazione è del 30,1%, nel mese di novembre: un aumento dello 0,9%, rispetto al mese di ottobre e dell’1,8%, rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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Istat, la disoccupazione giovanile è ai massimi livelli dal 2010

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L’Istat comunica che la disoccupazione giovanile è ai massimi livelli dal 2010. Il tasso diramato è del 8,5%, in aumento rispetto al mese precedente e rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In pratica, un giovane su tre è senza lavoro, in Italia. Alta anche la disoccupazione femminile, che si attesta al 9,4%, sebbene sia in diminuzione di una percentuale minima dello 0,2%. La leggera percentuale in diminuzione non è affatto significativa, visto che i numeri rimangono sempre alti, per un Paese come l’Italia. Una nazione che possiede la terza economia d’Europa e si vanta di essere fra le prime otto nazioni al mondo per potenza industriale, non si può permettere di mantenere così alti livelli di disoccupazione.

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Istat, la disoccupazione giovanile aumenta

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L’Istat comunica che la disoccupazione giovanile è aumentata nel mese di settembre. Il riferimento riguarda i giovani che vanno di 15 anni fino ai 24 anni e segna una percentuale del 29,3%. Il precedente dato comunicato dall’Istituto centrale di statistica riguardava il mese di Agosto ed era del 28%. Secondo le prime stime effettuate dall’Istat, in particolare, si tratterebbe del dato più alto dal 2004 e porterebbe il dato effettivo della disoccupazione giovanile all’8,3%. All’interno di questo dato generale, si può individuare una disoccupazione maschile che aumenta dello 0,3% e si porta a 7,4%. Dall’altro lato, vi è anche un incremento della disoccupazione giovanile femminile, che registra un aumento della stessa grandezza, attestando, però, il dato al 9,7%.

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Istat, la produzione industriale sale del 4,3% in agosto

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L’Istat informa che la produzione industriale sale del 4,3% nel mese di agosto. Si tratta di un dato del tutto inatteso dell’industria, date le previsioni di scarsa crescita che erano state stimate da tutte gli istituti nazionali ed internazionali. Uno dei comparti industriali che ha segnato l’aumento è stato quello degli autoveicoli, così come quello dell’energia. La percentuale così alta non si vedeva dai tempi del 2000, quando l’aumento si attestava giusto su queste percentuali. Rapportato alla base annua, il dato diffuso dall’Istat dice che c’è un aumento dell’industria del 4,7%.

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Istat, cala il potere d’acquisto per le famiglie

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L’Istat afferma che il potere d’acquisto per le famiglie cala. In particolare, nel secondo trimestre dell’anno, le famiglie hanno perso uno 0,2% del loro potere d’acquisto, a fronte di uno 0,3% dello scorso anno, al netto dell’inflazione. Il loro reddito è aumentato dello 0,5% mentre la spesa per i consumi finali è aumentata dello 0,9%, nei confronti dello scorso trimestre mentre è aumentata del 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. All’interno di questa situazione, con meno reddito e più spesa, le famiglie hanno ridotto la loro propensione al risparmio.

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Istat: “Pil aumentato solo dello 0,3%”

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L’Istat afferma che il Pil italiano è cresciuto solo dello 0,3% nel secondo trimestre dell’anno. La crescita economica è asfittica, però, in tutti i Paesi maggiormente industrializzati, anche se maggiore rispetto a quello italiana. All’interno del dato che riguarda il Prodotto interno lordo dell’Italia, però, c’è da fare una distinzione: in campo industriale, si rileva un andamento del +0,9%, così come in quello dei servizi c’è un aumento minimo dello 0,1%. Il settore che più risente della crisi è, di sicuro, quello del comparto dell’agricoltura, dove la diminuzione si è registrata per un 2,4%.

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