Flavio Tosi
L’Infedele 5 novembre 2012, Matteo Renzi: “Se vinco io, il PD non si sfascia” [VIDEO]
Nella puntata di ieri sera del programma di approfondimento politico di La7 L’Infedele di Gad Lerner si è discusso principalmente delle primarie del centrosinistra dove la sfida sembra essere a tre tra l’attuale segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il sindaco rottamatore di Firenze Matteo Renzi e il leader nazionale di Sinistra ecologia libertà Nichi Vendola. Ma dopo il boom delle astensioni e del voto di protesta alle ultime elezioni regionali siciliane è tutto un correre ai ripari per assicurare ai cittadini che i partiti si rinnoveranno. Le primarie ci restituiscono la democrazia perduta? Si è parlato anche della riscossa dei sindaci ambiziosi come Luigi De Magistris, Flavio Tosi, Giuliano Pisapia, Matteo Renzi e Leoluca Orlando. Ospiti della puntata il capogruppo del Popolo della Libertà al Parlamento europeo Mario Mauro, l’ex presidente della Provincia di Firenze e attuale primo cittadino del capoluogo toscano Matteo Renzi, il responsabile auto della Fiom Cgil Giorgio Airaudo, l’attivista e blogger indipendente Piero Ricca, l’attrice Lella Costa, il direttore di “Che futuro” Riccardo Luna e il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.
Guarda il video e leggi l'articoloLega, Bossi rispolvera la secessione: “L’Italia dobbiamo mandarla a f…ulo”

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Ora che è stato emarginato anche dal neo segretario della Lega Nord Roberto Maroni, Umberto Bossi rispolvera la secessione e attacca l’Italia. Durante una festa del Carroccio in provincia di Varese, il Senatur ha dichiarato che i padani non possono più restare in Italia. Il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, ha invocato uno sforzo per padanizzare il resto d’Italia al più presto. Ma Bossi non è d’accordo poiché lo Stato italiano ha fallito.
Leggi l'articoloLega: Bossi non molla, ma il raduno di Pontida non si farà più

Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, non ha nessuna intenzione di mollare la guida del partito. Il Senatur ha anche giustificato i suoi figli Renzo e Riccardo che sono finiti insieme a lui al centro di inchieste giudiziarie per via dello scandalo dei rimborsi elettorali provenienti dal finanziamento pubblico ai partiti. Intanto il raduno storico dei leghisti a Pontida rischia di saltare poiché mancano solamente tre settimane alla data fissata e non c’è ancora un annuncio ufficiale.
Leggi l'articoloFlavio Tosi programma, famiglia, servizi sociali e giovani

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Il programma del candidato sindaco di Verona Flavio Tosi, fra i suoi concetti principali, punta su quello di famiglia, considerata a tutti gli effetti un attore delle politiche sociali. Per Tosi le politiche familiari comprendono molti aspetti della vita amministrativa, come la scuola, l’educazione, le tasse, i trasporti, la qualità della vita, la sicurezza e molto altro ancora. Per questo bisogna diffondere la cultura che riconosca la famiglia come un fondamentale soggetto sociale, in modo che il nucleo familiare diventi protagonista attivo della vita cittadina.
Leggi l'articoloElezioni amministrative a Verona, tutti contro Tosi

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Il sindaco uscente di Verona, Flavio Tosi, viene ripetutamente e continuamente bersagliato dagli altri candidati sindaci durante questi ultimi importanti giorni di campagna elettorale in vista del voto del 6 e 7 maggio. Il candidato sindaco leghista è molto apprezzato dal popolo, ma è finito al centro delle polemiche perché secondo gli ex alleati di Governo ha piazzato parenti e amici in tutti gli interstizi del potere pubblico e para-pubblico.
Leggi l'articoloLega Nord, Tosi attacca Berlusconi: “Ci ha traditi sul Federalismo”

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L’ex presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi sta facendo di tutto per ripristinare l’alleanza tra il suo partito, il Popolo della libertà, e la Lega Nord di Umberto Bossi dopo che alcuni colonnelli del Carroccio hanno dichiarato senza mezzi termini che l’alleanza è finita. L’hanno ribadito in diverse occasioni anche gli ex ministri leghisti dell’ultimo Governo Berlusconi: Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Ma l’ex premier non demorde. Silvio Berlusconi ha infatti annunciato un incontro con Umberto Bossi per venerdì a Milano. Al settimanale “L’Espresso” il sindaco di Verona Flavio Tosi ha affermato che Berlusconi doveva dimettersi molto prima e l’ha criticato su un tema molto importante per il Carroccio: il Federalismo.
Leggi l'articoloLega Nord, pace fra Bossi e Tosi

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Umberto Bossi, leader della Lega Nord, e Flavio Tosi fanno la pace. Qualche giorno fa era nata una diatriba in merito agli argomenti usati dal Carroccio in tema di politica nazionale, con la critica del sindaco di Verona verso alcuni suoi compagni di partito. Inoltre, il primo cittadino aveva commentato negativamente sia il progetto della Padania sia il Governo, in quanto preda dei problemi personali del Premier. Le sue esternazioni erano state raccolte da Radio24, durante la cui trasmissione Tosi aveva parlato di voltastomaco diffuso in molti deputati, riguardo agli argomenti trattati.
Leggi l'articoloLega Nord, Bossi insulta Tosi: “Stro…, hai portato tanti fascisti”
Tempi duri per il leader e fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi. Dopo la micidiale contestazione di Varese, il segretario federale del Carroccio ha dovuto incassare le critiche del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha snobbato il progetto della Padania e ha criticato l’attuale Governo perché è schiavo dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Al programma radiofonico “La Zanzara” in onda su Radio24, il sindaco leghista Flavio Tosi ha parlato di voltastomaco diffuso in molti deputati durante le votazioni e ha rivendicato la libertà di parola. Umberto Bossi ha replicato alle critiche di Tosi alzando il dito medio e insultandolo: «Tosi è uno stronzo. Tosi ha tirato dentro la Lega Nord un sacco di fascisti - ha attaccato Bossi -, cosa che non può essere sopportata per molto. Noi abbiamo altri progetti».
Guarda il video e leggi l'articoloLega Nord, scintille tra Tosi e Calderoli sul progetto secessionista

Il progetto secessionista della Lega Nord è stato snobbato dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, durante un’intervista rilasciata a Radio24. Il sindaco leghista ha dichiarato che è un argomento che non serve aggiungendo che è solo filosofia, mentre, i problemi del Paese restano. A lui piace stare sulle cose concrete: il federalismo e le riforme. Secondo il primo cittadino di Verona non è il momento di dividersi sulla Padania. Il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, ha prontamente replicato al suo collega di partito affermando di essere dispiaciuto per le sue dichiarazioni poiché contrastano apertamente con le finalità previste dall’articolo 1 dello statuto del Carroccio.
Leggi l'articoloTosi, Alemanno e Polverini scaricano Berlusconi: “Il suo ciclo è concluso”

A chiedere un passo indietro al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi non è soltanto l’opposizione ma anche diversi e autorevoli esponenti della maggioranza. Dopo l’invito dell’ex ministro dell’Interno e attuale presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, al premier Berlusconi di dimettersi per dare vita a un Governo di larghe intese e a un patto di fine legislatura si aggiungono alla lista anche il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi. In un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, la Polverini ha affermato che Berlusconi ha perso credibilità e reputazione, e ha invitato le persone illuminate del Popolo della libertà, se ce ne sono, a dire in faccia al premier che esiste una soluzione alternativa.
Leggi l'articoloLega Nord, Tosi sulla norma pro-Fininvest: “Berlusconi ha rimediato una pessima figura”

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La retromarcia del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi sulla norma pro-Fininvest, inserita a sorpresa nel testo della manovra economica, è stata commentata dal sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”. La norma ad personam sul Lodo Mondadori aveva scatenato un putiferio di polemiche e attacchi provenienti dalle opposizioni ma anche da alcuni esponenti del Carroccio anche perché nessun leghista era a conoscenza di questa leggina che avrebbe provocato la sospensione del pagamento dei 750 milioni di euro dovuti dalla Fininvest (di proprietà della famiglia del premier Silvio Berlusconi) alla Cir di Carlo De Benedetti.
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