Susanna Camusso

Squinzi-Camusso: padroni ed operai uniti contro il Governo Monti

Susanna Camusso e Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi e Susanna Camusso si schierano uniti e compatti contro le politiche socio-economiche del Governo tecnico presieduto da Mario Monti. Il decreto sulla revisione della spesa pubblica (spending review) approvato dal Consiglio dei ministri sta scatenando un vespaio di polemiche e non piace davvero a nessuno. I tagli alla ricerca universitaria e scientifica, come anche al pubblico impiego e alla sanità stanno allarmando sindacati dei lavoratori, partiti politici e industriali oltre al popolo della Rete. Le critiche feroci del numero 1 di Confindustria hanno scosso il presidente del Consiglio che non si aspettava un attacco diretto e frontale proprio dal mondo industriale.

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Terremoto oggi in Emilia Romagna, scoppia lo scontro fra Camusso e Squinzi

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Il terremoto in Emilia si è rinnovato con tutta la propria forza. Oggi, 29 maggio, ci sono state altre scosse che hanno messo in ginocchio la regione. Una vera e propria catastrofe naturale, sulla quale sono intervenuti anche gli uomini politici italiani, per esprimere le loro considerazioni su quanto è accaduto e allo stesso tempo per far conoscere quali sono i provvedimenti che il governo intende prendere per riuscire a fronteggiare una situazione di emergenza. Intanto è scoppiata una polemica fra il segretario della Cgil Camusso e il presidente di Confindustria Squinzi. Camusso ha fatto presente, a proposito dei lavoratori rimasti vittime del terremoto in Emilia: “Questo mi fa pensare che non si è provveduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro“.

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Riforma del lavoro, Fornero: “Incoraggia il lavoro nero”

Lavoro fornero riforma

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha spiegato che la riforma del lavoro potrebbe comportare qualche rischio. Il pericolo sarebbe quello di spingere il lavoro nero. Il Governo quindi sembra sapere abbastanza bene che procedere con la riforma del lavoro è qualcosa di estremamente delicato. Il ministro ha parlato anche degli ammortizzatori sociali, spiegando che insieme ai suoi collaboratori ha cercato di trovare le risorse destinate ad essi.

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Articolo 18, Fornero: “Garanzie tagliate, ma non del tutto”

Il governo incontra le regioni del sud per il

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero è intervenuto ad un convegno dell’Udc, ammettendo che sulla flessibilità in uscita il Governo ha deciso di tagliare qualcosa, una garanzia fondamentale nell’ambito dell’articolo 18, sull’impedimento del licenziamento. Secondo il ministro tutto ciò però non è stato fatto a caso, ma sulla base del ragionamento che le imprese a volte possono avere la necessità di licenziare delle persone per motivi economici.

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Camusso choc: “Va bene farsi le canne, ma mai a scuola”

Conferenza stampa Camusso presso la sede dell'Ass. Stampa Estera

Le ultime dichiarazioni della Camusso sono state veramente incredibili. Il segretario generale della Cgil è intervenuto nel corso della trasmissioni “Un giorno da pecora“, trasmessa su Radio Rai, e ha parlato di vari argomenti, tra cui anche il primo sciopero, che tutt’ora ricorda. La sua prima manifestazione risale al 1969, quando la Camusso aveva appena iniziato a frequentare il liceo.

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Riforma del lavoro, la Camusso gela il Governo: “Le proposte non vanno bene”

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Susanna Camusso gela il Governo sulla riforma del lavoro e dichiara che le proposte fatte non vanno bene. Il leader della Cgil parla dell’articolo 18 ed afferma che la presa di posizione del Governo Monti non convincono affatto il più grande sindacato italiano. Le proposte che sono state annunciate dal presidente Monti e dal suo ministro del Welfare, Elsa Fornero, non vanno bene e bisogna incontrarsi ancora per discuterne. Secondo la Camusso, infatti, il presunto accordo su questo argomento è stato annunciato con troppa fretta e l’entusiasmo registrato in alcuni ambienti dev’essere smorzato.

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Sciopero generale 9 marzo, i metalmeccanici protestano contro la riforma del lavoro

sciopero generale 9 marzo dei metalmeccanici contro la riforma del lavoro

La riforma del lavoro e la probabile modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sono sempre al centro del dibattito pubblico nazionale. Il capo del Governo Mario Monti ha dichiarato di voler approvare la riforma sul mercato del lavoro entro marzo. La Fiom non ci sta e il leader, Maurizio Landini, ha indetto lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 9 marzo, con una grande manifestazione nella Capitale. La protesta dei metalmeccanici ha trovato il consenso della segretaria federale della Cgil, Susanna Camusso. A margine di un convegno a Valle Giulia, la Camusso ha spiegato che in Fiat c’è una piattaforma contrattuale senza risposta e una grave lesione democratica. Secondo il numero 1 del principale sindacato italiano, la categoria fa bene a intraprendere iniziative di lotta per ottenere delle risposte.

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Confindustria e sindacati si parlano ma senza produrre nessun documento

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Confindustria e sindacati si sono parlati in un faccia a faccia ma senza produrre nessun documento. Il lungo incontro fra i rappresentanti degli industriali e quelli sindacali si è concluso con uno scambio utile di vedute su molti argomenti, come gli ammortizzatori sociali, mondo del lavoro e possibilità di riforme. I sindacati della Cgil, della Cisl, della Uil e della Ugl si sono detti contenti per il fatto che hanno incontrato i vertici di Confindustria e perchè l’incontro è stato piuttosto fruttuoso. Si è parlato a lungo, e per un arco di 360 gradi, di tutte le problematiche inerenti al mondo del lavoro, evidenziando che ci sono degli elementi convergenti fra le parti. La stessa Marcegaglia ha dichiarato che l’obiettivo era quello di individuare un punto comune, che è stato raggiunto almeno in parte.

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I sindacati al Governo Monti: “Cambi la politica economica”

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I tre principali sindacati italiani, Cgil, Cisl e Uil hanno preparato una piattaforma comune di proposte da presentare al Governo tecnico, presieduto da Mario Monti, su diverse tematiche per affrontare la drammatica crisi economico-finanziaria che ha colpito il Vecchio Continente e in particolar modo il nostro Paese. Le proposte dei leader sindacali, Susanna Camusso, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni non riguardano solo il mercato del lavoro, ma anche previdenza e liberalizzazioni.

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Manovra, Camusso al Governo: “Il capitolo pensioni non è chiuso”. Video

Presidio di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, contro la manovra economica

I principali sindacati italiani Cgil, Cisl e Uil sono scesi di nuovo in piazza durante la vigilia di Natale in Piazza Montecitorio a conclusione dei presidi unitari per protestare contro la manovra economica del Governo tecnico, presieduto da Mario Monti. La manovra Monti è ormai diventata legge dopo l’ok definitivo della Camera dei Deputati e del Senato. I sindacati hanno ribadito che la manovra è iniqua e recessiva poiché incide negativamente sui consumi e sull’occupazione mentre si dovrebbe ridistribuire la ricchezza e puntare sulla riforma fiscale. E’ stato fatto ancora troppo poco sul fronte dell’evasione e sul fisco. Allo stesso tempo il provvedimento economico colpisce i giovani sia per quanto riguarda l’aspetto occupazionale che quello previdenziale.

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Manovra, critiche dai sindacati. Camusso: “E’ iniqua su lavoro, pensioni e famiglie”

Manifestazione dei sindacati contro la manovra economica

La manovra economica del Governo Monti non piace ai principali sindacati italiani. Il provvedimento economico è stato bocciato dai leader sindacali perché è iniquo. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha dichiarato che la manovra Monti che è stata approvata ieri con 402 sì dalla Camera dei Deputati, è profondamente squilibrata sulla tassazione del lavoro dipendente, delle pensioni e delle famiglie. Questa manovra seconda la leader della Cgil avrà effetti recessivi sull’Italia in termini di potere d’acquisto e di contratto alla progressiva riduzione dell’apparato produttivo, soprattutto se si prendono in considerazione alcuni dati come quelli sulla produzione industriale che sono in totale calo e le previsioni sull’occupazione che sono pessime.

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Manovra: Cgil, Cisl e Uil proclamano 3 ore di sciopero lunedì

Manovra-sciopero-sindacati

I tre sindacati Cgil, Cisl e Uil proclamano 3 ore di sciopero contro la manovra economica del Governo Monti da effettuarsi lunedì. La Camusso, Bonanni e Angeletti si sono messi d’accordo per fissare lo sciopero unitario in segno di protesta contro un’inaccettabile riforma delle pensioni. Lunedì 12 dicembre, dunque, i tre sindacati ritrovano l’unità e si dicono pronti a manifestare contro un provvedimento che giudicano iniquo. I rappresentanti dei lavoratori, infatti, affermano di essere molto preoccupati per le conseguenze che un tale provvedimento possa avere sui lavoratori. Non solo, ma gli stessi sindacalisti si dicono certi che la stretta sulle pensioni produrrà una contrazione dei consumi al dettaglio e, quindi, una mancata crescita per il Paese.

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Cgil, Camusso: “Non è urgente riformare le pensioni”

CGIL, presentazione del libro di Alfiero Grandi

La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha dichiarato durante l’assemblea dei delegati del sindacato dal palco del Palalottomatica di Roma che non è urgente riformare le pensioni poiché il sistema per i lavoratori dipendenti è in equilibrio e non ci sono “tragedie” in materia di previdenza. La leader della Cgil ha sottolineato che quando una persona ha lavorato 40 anni, ha lavorato per una parte consistente della vita e ha il diritto di andare in pensione e di riposarsi. Ha parlato di “diritto del lavoratore di andare in pensione”, così come può scegliere di non andarci, e non di obbligo di andare in pensione.

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Cgil, Camusso rivolge appello all’unità a Cisl e Uil: “L’unico da licenziare è Berlusconi”

cgil susanna camusso invoca unita sindacale contro governo

La segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso, che oggi ha radunato in piazza del Popolo a Roma i pensionati della sua organizzazione, ha lanciato un nuovo appello all’unità agli altri due grandi sindacati: Cisl e Uil. La proposta di modificare le norme sui licenziamenti contenuta nella lettera inviata dal premier Silvio Berlusconi all’Unione europea potrebbe ricompattare i sindacati, dopo lo strappo di due anni fa sulla vertenza Fiat.

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Camusso, Cgil: “La Fiat non vuole regole”

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Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, afferma che la Fiat non vuole regole. Le parole della responsabile del maggiore sindacato italiano arrivano dopo la dichiarazione dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dell’uscita del gruppo industriale torinese da Confindustria. La Camusso rincara la dose contro il Lingotto esprimendo le sua perplessità in merito alla cosiddetta Fabbrica Italia, quel progetto annunciato dall’azienda automobilistica ma che, secondo la Cgil, appare più una chimera che una concreta realizzazione di un progetto lavorativo. Sembra che i grandi innovatori dell’industria, come li definisce la Camusso, stiano tornando alle ricette ottocentesche, con il beneplacito di un Governo che fa loro da sponda.

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