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Libia, il Cnt chiede alla Nato di rimanere fino alla fine dell’anno

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Il Cnt chiede alla Nato di rimanere in Libia fino alla fine dell’anno. Il presidente del Consiglio nazionale di transizione, infatti, Jalil, ha chiesto apertamente all’Alleanza atlantica di continuare la missione ancora per qualche mese. Sebbene le fonti militari occidentali avessero annunciato di avere concluso la campagna libica, tuttavia la nuova richiesta dei ribelli ha messo la Nato sulla necessità di consultarsi con l’Onu, con la UE e, successivamente, di rispondere ai dirigenti della nuova Libia. Nel frattempo, comunque, continuano i pattugliamenti aerei per controllare che la situazione a terra si sia pacificata e che non sussistano sacche di scontro fra i civili.

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Libia, Rasmussen della Nato: “Le operazioni termineranno entro la fine del mese”

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Subito dopo la riunione degli ambasciatori del Consiglio Atlantico a Bruxelles convocata alle 17 e protrattasi fino alle 22 di ieri, il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che è giunta l’ora che il popolo libico prenda il suo futuro nelle proprie mani, annunciando che le operazioni militari si concluderanno il 31 ottobre e fino alla fine le forze Nato proteggeranno i civili libici. Il segretario Rasmussen ha ribadito che la morte dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi non era un obiettivo della Nato, che era vincolata esclusivamente dalla risoluzione 1973 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a proteggere i civili libici. Il Colonnello Muammar Gheddafi è stato giustiziato giovedì scorso dai ribelli libici con due colpi d’arma da fuoco: uno alla testa e uno all’addome.

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Gheddafi è morto, la Nato termina la missione, l’Onu chiede un’indagine

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La morte di Gheddafi, oltre i festeggiamenti e le polemiche, ha avuto due effetti immediati. L’accelerazione della fine delle operazioni Nato in Libia e la richiesta di un’indagine sulla morte del leader libico da parte dell’Onu.

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Siria, Rasmussen esclude intervento Nato contro regime di Assad

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Il portavoce dell’Alto Commissario per i diritti umani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), Rupert Colville, ha dichiarato che il numero totale di persone uccise in Siria dall’inizio delle proteste è ora di oltre 2.900. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha escluso un intervento armato contro il regime di Bashar al-Assad poiché non sussistono le condizioni.

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Guerra in Libia, Gheddafi smentisce fuga in Niger: “Sconfiggeremo la Nato”

Il dittatore libico Muammar Gheddafi è tornato a far sentire la sua voce in un messaggio audio diffuso dall’emittente siriana al-Rai tv. Il Colonnello ha smentito la sua fuga in Niger e ha lanciato un nuovo appello al suo popolo per combattere fino all’ultimo contro i ribelli libici e la Nato. «A tutti i libici – ha affermato il rais libico -, la terra libica è vostra e voi avete la necessità di difenderla contro tutti coloro che hanno tradito, i cani, quelli che sono stati in Libia e stanno tentando di distruggere il Paese».

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Libia, i ribelli conquistano Tripoli: arrestati tre figli di Gheddafi

Dopo la battaglia di ieri nella capitale della Libia, Tripoli, tra i ribelli e le forze fedeli al regime del dittatore Muammar Gheddafi, gli insorti libici sono riusciti a conquistare il centro della Capitale. Nella giornata di ieri la Nato ha bombardato il compound del rais Muammar Gheddafi a Bab Al Aziziya e ha colpito anche l’aeroporto di Mitiga. I pretoriani del Colonnello si sono arresi ai ribelli.

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Libia, Rasmussen della Nato: “Per Gheddafi è game over”

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Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, durante la conferenza stampa mensile a Bruxelles si è detto convinto che per il dittatore libico Muammar Gheddafi è game over, sottolineando che ora tutto gioca contro di lui in Libia. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica ha spiegato che la sua forza economica a sostegno della guerra è in declino, i suoi ministri e i suoi generali stanno disertando e la comunità internazionale gli si è rivoltata contro.

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Libia, il figlio di Gheddafi avverte la Nato: “Non ci arrenderemo mai”

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Il terzo figlio del dittatore libico Muammar Gheddafi, Saif al Islam, in un’intervista rilasciata all’emittente francese TF1 è tornato a parlare della guerra in Libia lanciando un avvertimento all’Occidente e in particolar modo alla Nato. «Non vincerete mai – ha dichiarato il figlio del Colonnello -, non avete nessuna chance, avete zero possibilità di vincere questa guerra». Saif al Islam ha comunque precisato che Tripoli sarebbe comunque disposta a fare delle concessioni ai ribelli, ma l’addio di Muammar Gheddafi al potere è da escludere a priori.

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Libia, Gheddafi minaccia l’Europa: “Basta ai raid della Nato o sarà una catastrofe”

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Il dittatore libico Muammar Gheddafi è tornato a parlare ai suoi militanti e al popolo libico per telefono a una folla oceanica che si era radunata nella Piazza Verde di Tripoli. E’ la prima volta che il Colonnello parla al suo popolo dopo il mandato di cattura spiccato nei suoi confronti dalla Corte penale internazionale (Cpi) con l’accusa di crimini contro l’umanità per il coinvolgimento nell’uccisione dei contestatori civili. La Corte dell’Aja ha spiccato mandati di arresto anche nei confronti del figlio Saif al-Islam e del capo dei servizi segreti Abdullah al-Senussi. Secondo quanto riferito dalla tv Al Arabiya, il rais libico ha promesso che non lascerà il potere e ha minacciato l’Europa e la Nato.

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Libia, la Nato su mandato di arresto per Gheddafi: “Rafforza la nostra missione”

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La Nato ha commentato positivamente la decisione della Corte penale internazionale (Cpi) di spiccare un mandato di arresto contro il dittatore libico Muammar Gheddafi, suo figlio Saif al-Islam e il capo dei servizi segreti Abdullah al-Senussi. Il Tribunale internazionale dell’Aja ha così accolto le richieste avanzate lo scorso maggio dal procuratore Luis Moreno Ocampo. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato che i mandati di arresto spiccati dalla Corte penale internazionale nei confronti del Colonnello libico, di suo figlio e di Abdullah al-Senussi indicano che per loro il tempo sta rapidamente scadendo.

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Guerra in Libia, Gheddafi grida alla Nato: “Siete assassini”

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La guerra in Libia scatena l’ira di Muammar Gheddafi, che grida alla Nato: “Siete assassini“. Le invettive del Colonnello sono state trasmesse in audio dalla Tv di Stato libica e sono state giustificate dal Raìs con l’affermazione che l’Alleanza atlantica ha colpito numerosi civili dopo i raid aerei degli alleati occidentali sopra Tripoli e sopra Sorman. Poi ha minacciato l’Occidente, dichiarando che “un giorno vi risponderemo allo stesso modo e le vostre case diventeranno bersagli legittimi”. Le parole di Gheddafi non si sono fermate qui, ma hanno specificato che il regime continuerà nella guerra al di fuori dei propri confini nazionali, colpendo in Europa, negli Usa e in Asia.

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Guerra in Libia, la Nato boccia la proposta di Frattini: “Si continui a combattere”

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Il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini aveva avanzato ieri la proposta di una sospensione umanitaria immediata delle ostilità in Libia per consentire la creazione di corridoi umanitari in grado di aiutare la popolazione libica. Il titolare della Farnesina, durante la sua audizione in commissione alla Camera, aveva aggiunto che la priorità resta il cessate il fuoco, che rimane in primo piano nella strategia politica dei negoziati. La Nato ha però bocciato la proposta del ministro Frattini. Il ministero francese degli Esteri ha dichiarato in una nota che la Francia è contraria a una pausa nelle operazioni militari in Libia. Sulla stessa linea anche la Gran Bretagna.

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Guerra in Libia, raid Nato a Sorman: sale a 19 il bilancio delle vittime

Nel corso del raid della Nato di ieri a Sorman, 70 km a ovest della capitale libica Tripoli, hanno perso la vita non 15 ma 19 civili, tra cui ben 8 bambini. La notizia è stata diffusa dall’agenzia di Stato Jana. Ieri il portavoce del regime libico del dittatore Muammar Gheddafi, Ibrahim Mussa, aveva accusato la Nato di aver ammazzato numerosi membri della famiglia di Khuildi Hemidi (uno dei 12 membri del Consiglio del Comando Rivoluzionario e vecchio collaboratore del Colonnello). «E’ un atto terroristico e vigliacco – aveva attaccato il portavoce del regime di Muammar Gheddafi – che non può in alcun modo essere giustificato». La Nato aveva inizialmente smentito con fermezza la notizia diffusa da Ibrahim Mussa salvo poi fare retromarcia.

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Libia, il regime di Gheddafi accusa la Nato: “Il nuovo raid ha ucciso altre 15 persone”

Il portavoce del regime libico del dittatore Muammar Gheddafi, Mussa Ibrahim, ha dichiarato che nel nuovo raid compiuto dalla Nato a Sorman, piccola città a ovest di Tripoli, sono morte 15 persone, tra le quali tre bambini. L’attacco dell’Alleanza Atlantica contro la residenza di Khuildi Hemidi, vecchio collaboratore del Colonnello che fa parte del Consiglio di comando della Rivoluzione, è stato condotto nella notte.

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Guerra in Libia, Frattini ammonisce la Nato: “Evitare il rischio di uccidere i civili”

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Il ministro Franco Frattini interviene sulla guerra in Libia ed ammonisce la Nato dicendo che “non si può correre il rischio di uccidere i civili“. La dichiarazione del ministro degli Esteri è stata raccolta al suo arrivo a Lussemburgo, dove il responsabile della Farnesina ha detto che “l’Alleanza atlantica è alla prova della sua credibilità”. Il pensiero del ministro Frattini è corso alle ammissioni della stessa Nato sull’uccisione di alcuni civili durante uno degli ultimi raid aerei. Poi si è rivolto anche al suo collega di Governo, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

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