Libia
Sbarchi clandestini 2012, il sistema Italia non funziona

Il Governo Monti non ha invertito la rotta nella politica di lotta all’immigrazione clandestina. In perfetta continuità con il precedente Governo Berlusconi, il ministro Anna Maria Cancellieri ha stipulato un accordo con il suo omologo libico Fawzi Al Taher Abdulali il 3 aprile scorso che ricalca a grandi linee le vecchie intese sottoscritte dall’ex premier Silvio Berlusconi e dal rais Muammar Gheddafi. Nel mirino di Amnesty International sono finite le intese sui respingimenti in mare, che erano state già condannate a febbraio dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Leggi l'articoloLibia, prigionieri in gabbia costretti a mangiare la bandiera [VIDEO]
Un video, postato in rete, mostra alcuni prigionieri in gabbia, costretti a mangiare la bandiera verde della Libia di Gheddafi. Il video messo sul web dimostra come i prigionieri appartenenti all’esercito lealista siano tenuti in una gabbia, con le mani legate dietro la schiena e con un pezzo di bandiera in bocca. I carcerieri intimano loro di mangiarla, sotto continui insulti. La situazione di violenza ha suscitato molte reazioni di sdegno in tutto il mondo, in quanto i prigionieri sono, presumibilmente, gli abitanti di una città fedele all’ex dittatore della Libia, Muammar Gheddafi.
Guarda il video e leggi l'articoloImmigrazione: Italia condannata per i respingimenti verso la Libia

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L’Italia è stata condannata per la sua politica di immigrazione in occasione dei respingimenti dei migranti verso la Libia. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha sentenziato che l’Italia dovrà pagare un risarcimento di 15 mila euro a ciascuno dei 22 ricorrenti che hanno fatto ricorso. Il fatto si riferisce al respingimento della Hirsi, con 200 migranti a bordo, che fu intercettata al largo delle coste dell’isola di Lampedusa. Trasbordati su unità italiane, i migranti furono riportati in Libia, nel porto di Tripoli.
Leggi l'articoloLibia, Monti e Scaroni a Tripoli per ricevere più petrolio

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Mario Monti e Paolo Scaroni sono sbarcati in Libia per incontrare il governo locale a Tripoli e chiedere una maggiore fornitura di petrolio per l’Italia. Il presidente del consiglio italiano, di concerto con l’amministratore delegato dell’Eni , ha in mente una road map per potenziare la politica energetica italiana attraverso un rafforzamento dei legami politici con il Paese arabo. Il presidente Monti ha affermato che L’italia vuole stare saldamente in Libia e rafforzare sempre di più la sua presenza allo scopo di rinsaldare i legami fra i due Paesi dirimpettai. Per questo motivo, il Premier italiano ha incontrato il presidente del governo provvisiorio della Libia, Abdel Rahim al-Kib.
Leggi l'articoloLibia, prima manifestazione di protesta contro il Cnt e il presidente Jalil

A Bengasi si è svolta la prima grande manifestazione di protesta dei libici contro il Consiglio nazionale di transizione libico. Lunedì scorso migliaia di persone sono scese in piazza per contestare apertamente e pubblicamente il Cnt e il suo presidente Mustafa Abdel Jalil al grido “Abbasso il nuovo regime”. E’ la prima volta che succede dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi. La manifestazione contro il Cnt si è svolta a Bengasi, città libica che diede l’avvio alla rivolta contro l’ex rais.
Leggi l'articoloLibia, il Cnt annuncia l’arresto di Saif Gheddafi

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Il Cnt, in Libia, ha annunciato l’arresto di Saif Al-Islam Gheddafi. L’annuncio, in particolare, è arrivato da uno dei ministri del nuovo governo libico, Mohamed Al-Allagui, che ha raccontato la cattura di uno dei più pericolosi figli di Muammar Gheddafi, Saif appunto. Il Figlio del Raìs era ricercato dalla fine del conflitto, cioè nel momento in cui il padre era stato ucciso. Saif era ricercato anche dalla Corte penale internazionale de L’Aia e, adesso, è detenuto nel sud del Paese maghrebino. Il Cnt ha annunciato che l’arresto di Saif è avvenuto nella zona di Obari e, poi, è stato trasportato in aereo verso la zona di Zenten.
Leggi l'articoloLibia, Jibril annuncia il ritrovamento di armi nucleari

Il premier dimissionario libico del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mahmud Jibril, ha annunciato alla tv Al Arabiya il ritrovamento di armi nucleari in Libia. L’Agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’energia atomica (Aiea) darà l’annuncio del ritrovamento nei prossimi giorni. Oggi si conclude l’Operazione della Nato “Unified Protector” in Libia, partita a metà marzo dopo il disco verde dell’Onu.
Leggi l'articoloLibia, Ignazio La Russa sul ruolo dell’Italia: “E’ pronta a fare la sua parte”

Nel corso dell’informativa in Aula al Senato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha dichiarato che l’Italia è pronta a fare la sua parte nel percorso di ricostruzione della Libia. La Russa ha spiegato che il contributo italiano potrebbe riguardare la formazione e l’addestramento delle forze di sicurezza libiche, il controllo delle armi chimiche, delle armi anti aeree spalleggiabili e lo sminamento umanitario. Il titolare della Difesa, che ha ricordato che la copertura finanziaria della missione è scaduta il 30 settembre, ha sottolineato che il ministro dell’Interno Roberto Maroni è già strettamente in contatto con l’omologo libico per valutare l’intervento italiano nella formazione della polizia anche per il monitoraggio dell’immigrazione non di profughi.
Leggi l'articoloLibia, il Cnt chiede alla Nato di rimanere fino alla fine dell’anno

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Il Cnt chiede alla Nato di rimanere in Libia fino alla fine dell’anno. Il presidente del Consiglio nazionale di transizione, infatti, Jalil, ha chiesto apertamente all’Alleanza atlantica di continuare la missione ancora per qualche mese. Sebbene le fonti militari occidentali avessero annunciato di avere concluso la campagna libica, tuttavia la nuova richiesta dei ribelli ha messo la Nato sulla necessità di consultarsi con l’Onu, con la UE e, successivamente, di rispondere ai dirigenti della nuova Libia. Nel frattempo, comunque, continuano i pattugliamenti aerei per controllare che la situazione a terra si sia pacificata e che non sussistano sacche di scontro fra i civili.
Leggi l'articoloLibia, la famiglia di Gheddafi presenta denuncia all’Aja per crimini di guerra

La morte dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi, giustiziato dai ribelli a Sirte, continua a far discutere. La famiglia del Colonnello chiede giustizia e presenterà formalmente una denuncia per crimini di guerra alla Corte penale internazionale dell’Aja. L’ex raìs libico Muammar Gheddafi è stato sepolto in un luogo segreto del deserto libico. L’avvocato francese di Gheddafi, Marcel Ceccaldi, ha attaccato senza peli sulla lingua la Nato poiché l’omicidio è stato ben programmato. Il legale della famiglia di Gheddafi ha precisato che gli elicotteri della Nato hanno sparato sul convoglio dell’ex raìs, anche se non rappresentava alcun rischio per la popolazione.
Leggi l'articoloIl Cnt a Bengasi: “La Libia è libera. Spoglie del Raìs ai parenti”

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Il Cnt, riunito a Bengasi, ha affermato che “la Libia è libera e che le spoglie del Raìs saranno consegnate ai parenti“. Sono stati migliaia i libici che si sono riuniti nella città dalla quale è partita la rivoluzione che ha rovesciato il regime di Muammar Gheddafi. Il discorso della liberazione è stato pronunciato da Abdel Jalil, il numero uno del Cnt, durante un comizio cominciato con la lettura del Corano. Proprio questo inizio lascia intendere che la nuova Libia sarà una nazione di chiaro stampo religioso, con lo stesso Jalil che ha annunciato come la legge islamica sarà rafforzata: “Ogni legge contraria ai principi dell’Islam non avrà valore”.
Leggi l'articoloIl Cnt annuncia la liberazione della Libia: festeggiamenti in tutto il Paese
Il capo del Consiglio nazionale transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil, nel corso della cerimonia di ieri in piazza Vittoria a Bengasi ha proclamato la liberazione della Libia dopo tanti mesi di guerra civile tra i ribelli libici e i lealisti fedeli all’ex dittatore Muammar Gheddafi. Secondo molti politici stranieri e italiani con la morte del rais libico Muammar Gheddafi è finita la guerra in Libia. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha spiegato che la morte di Gheddafi ha dimostrato che assumere un ruolo nel proteggere il popolo libico e nell’aiutarlo a liberarsi dal tiranno era la cosa giusta da fare.
Guarda il video e leggi l'articoloGheddafi morto, Obama: “Abbiamo fatto la scelta giusta”

Durante il tradizionale messaggio del sabato, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha affrontato la questione della fine del conflitto in Libia soffermandosi sulla morte dell’ex tiranno libico Muammar Gheddafi giustiziato giovedì scorso dai ribelli a Sirte. Il capo della Casa Bianca ha spiegato che la morte di Muammar Gheddafi ha dimostrato che assumere un ruolo nel proteggere il popolo libico e nell’aiutarlo a liberarsi dal tiranno era la cosa giusta da fare. Il presidente Obama ha sottolineato che senza impiegare truppe di terra, la Nato ha raggiunto gli obiettivi e molto presto la missione della Nato (“Unified Protector”) giungerà a termine con successo e gli Usa continueranno a sostenere il popolo libico e gli altri popoli in tutto il mondo arabo che chiedono un futuro di democrazia.
Leggi l'articoloLibia, Rasmussen della Nato: “Le operazioni termineranno entro la fine del mese”

Subito dopo la riunione degli ambasciatori del Consiglio Atlantico a Bruxelles convocata alle 17 e protrattasi fino alle 22 di ieri, il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che è giunta l’ora che il popolo libico prenda il suo futuro nelle proprie mani, annunciando che le operazioni militari si concluderanno il 31 ottobre e fino alla fine le forze Nato proteggeranno i civili libici. Il segretario Rasmussen ha ribadito che la morte dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi non era un obiettivo della Nato, che era vincolata esclusivamente dalla risoluzione 1973 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a proteggere i civili libici. Il Colonnello Muammar Gheddafi è stato giustiziato giovedì scorso dai ribelli libici con due colpi d’arma da fuoco: uno alla testa e uno all’addome.
Leggi l'articoloMuammar Gheddafi: il video degli ultimi istanti di vita del Colonnello

Sta facendo il giro del mondo e del web il video, girato con un telefonino da un ribelle libico del Consiglio nazionale di transizione, che mostra gli ultimi e drammatici istanti di vita dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi. Immagini forti e cruenti che rimarranno nella Storia. Il Colonnello Muammar Gheddafi è stato giustiziato ieri dai ribelli a Sirte e oggi il medico legale che ha esaminato il cadavere di Muammar Gheddafi ha dichiarato alla tv Al Arabya che il raìs libico è stato ucciso con due colpi d’arma da fuoco: uno alla testa e uno all’addome.
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