Elezioni Politiche 2013

Leggi elettorali in Europa e nel mondo: come si vota all’estero Leggi elettorali in Europa e nel mondo: come si vota all’estero

Le ultime elezioni politiche hanno dimostrato come l’attuale legge elettorale del Porcellum non sia adatto: la disparità che si è creata nella maggioranza alla Camera e al Senato ha di fatto paralizzato il Governo per due mesi, arrivando alla fine a un esecutivo di larghe intese...

Elezioni giugno 2013 quasi impossibili: tutti gli scenari in assenza di un governo

Quirinale consultazioni crisi governo Monti

Elezioni a giugno 2013? Molti ne parlano, ma non si tratta di un’impresa affatto facile. Infatti, anche se si può considerare il tutto possibile a livello teorico, nella pratica ci sono delle difficoltà da affrontare. Proprio per questo il voto anticipato collegato all’impossibilità di governare non è nient’altro che uno di quegli scenari che vengono proposti e che potrebbero rivelarsi solamente delle strumentalizzazioni. Non bisogna infatti ignorare che ci sono dei tempi ben precisi, che sono dettati dalla Costituzione e che occorre rispettare.

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Alleanza Grillo-Bersani: governo a 5 stelle o Grillo si ritira dalla politica

petizione online grillo bersani

Non ci sarà alcuna fiducia a un governo targato Pd, l’unico esecutivo possibile è a marca 5 Stelle, altrimento sono pronto a lasciare la politica. Beppe Grillo ribadisce da suo blog la linea dura del MoVimento 5 Stelle ed è pronto a qualsiasi passo pur di rimanere coerente. “Nel ‘Non Statuto’ e negli impegni sottoscritti dai neo parlamentari del M5S sono esclusi in modo categorico accordi con i partiti. Per quanto mi riguarda, non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l’appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica“, avverte l’ex comico.

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Servizio pubblico, Bindi: “Il governo deve partire, M5S sia responsabile”

servizio pubblico 7 marzo ok

Puntata ricca di argomenti per Servizio Pubblico, il programma di La7 condotto da Michele Santoro. La trasmissione ha pubblicato sulla sua pagina Facebook e su Twitter la lista di un possibile governo, lanciando l’hastag #governosantoro, un governo da approvare“. Nomi eccellenti e quasi tutti terzi per cercare l’appoggio del M5S alla formazione di un esecutivo nel caos del dopo voto. In studio ci saranno Rosy Bindi, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana e il giornalista Gad Lerner, oltre al filosofo Massimo Cacciari, già ospite nella scorsa puntata.

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Crozza a Ballarò ironizza sui grillini: piovono gli insulti su Facebook

ballaro 5 marzo

La libertà comincia con l’ironia“, diceva Victor Hugo, ma a qualcuno proprio non va giù. Così la copertina di Ballarò affidata a Maurizio Crozza finisce sotto gli strali dei sostenitori del MoVimento 5 Stelle che hanno riempito di insulti più o meno volgari la pagina Facebook del comico, “colpevole” di aver ironizzato sui neo eletti del M5S e sulle loro presentazioni. Attacchi senza mezzi termini al comico e a Giovanni Florische lecca a destra e a manca“, “Crozza un cogl***** pagato dalla Casta“, e via discorrendo. I grillini se la prendono con il comico che è già finito nel tritacarne mediatico per il suo intervento a Sanremo, quando imitò Silvio Berlusconi con fischi e contestazioni da parte di qualcuno che era in platea in attesa più di una battuta politicamente scorretta che della musica. Crozza se la prende con tutti nelle sue copertine di Ballarò: lo fa con gli ospiti in studio, di sinistra e di destra: anche se molti si sforzano di non ridere, alla fine quasi tutti cedono al potere liberatorio della risata. Non così il “popolo del web” targato 5 Stelle che si scaglia con ferocia contro chi osa anche solo ironizzare.

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Voto di fiducia, Grillo perde il controllo: tutte le giravolte del M5S

Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle non darà fiducia ad alcun governo, men che meno a uno tecnico, visto che “non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari“, come scrive sul suo blog Beppe Grillo. Lo ripete anche il capogruppo al Senato Vito Crimi. “Non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto“, ribadisce il senatore sempre dal blog di Grillo che invece, appena nominato capogruppo al Senato il 4 marzo, aveva aperto a proposte alternative a governi politici. La situazione di oggi è questa: no, al governo Pd, no al governissimo Pd-Pdl, no al governo tecnico. L’unico sì è quello a un governo targato 5 Stelle. Lo dice Grillo, lo ripete Crimi, lo sostiene la base, o almeno una larga parte: eppure nei giorni immediati al voto qualche spiraglio si era aperto per poi essere subito chiuso. Mero calcolo politico o difficoltà a gestire una situazione complicata senza dover scendere a patti con la realtà della politica?

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Movimento 5 Stelle in parlamento: i grillini eletti sono (quasi) tutti parenti?

m5s parentopoli

Il MoVimento 5 Stelle come novità assoluta della politica italiana, ma è davvero così? Su alcuni aspetti non ci sono dubbi visto che il movimento di Beppe Grillo ha portato una ventata di rinnovamento sui banchi del Parlamento, ma su altri sembra che i difetti italici siano duri a morire. Tra questi le parentopoli che la stampa nazionale ha sottolineato fino dall’immediato dopo voto con il caso di Cristian Iannuzzi, eletto alla Camera, e della madre Ivana Simeoni, neo senatrice del M5S, entrambi eletti nel Lazio. Sulla questione erano già state espresse perplessità all’epoca delle Parlamentarie, ma il movimento ha sempre spiegato che sono state rispettate tutte le regole. Un caso, a quanto pare, che però ricorda episodi del passato a cui lo stesso movimento vuole mettere fine.

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Deputati grillini: rinunciano a mezzo stipendio, ma guadagneranno 11.300 euro al mese

Tzunami Tour a Susa, campagna elettorale di Bebbe Grillo

I deputati grillini ancora nell’occhio del ciclone. Tutta la loro campagna elettorale è stata basata su un punto fondamentale: la riduzione dei costi della politica. E adesso, per dare un segno concreto di questo obiettivo, hanno deciso di cominciare da loro stessi, rinunciando a metà del loro stipendio. Un’azione notevole, a cui va dato atto. Il problema però resta, perché, se facciamo un po’ di conti, ai grillini andranno in tasca ogni mese 11.300 euro. Si tratta allora solo di una soluzione di facciata? Il dubbio resta e qualche perplessità si insinua.

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Grillini eletti in Parlamento: chi sono deputati e senatori del Movimento 5 Stelle? [FOTO]

Gli eletti grillini alla Camera

Lo Tsunami di Beppe Grillo è arrivato in Parlamento. Con la vittoria alle politiche 2013, il MoVimento5 Stelle rivoluziona anche le due camere. 108 gli eletti a Montecitorio che viene investito da un’onda di rinnovamento. L’età media è di 33 anni, i più vecchi ne hanno 39, i più giovani, e sono in 5, ne hanno 25, e più di un terzo è donna: una vera novità per i deputati nostrani a cui siamo stati abituati in questi anni. Anche al Senato la situazione è simile: 54 gli eletti a Palazzo Madama di cui il 44% è donna, età media 46 anni e un massimo di 59 anni. Anche scorrendo le professioni ci si accorge che non si è più davanti ai soliti noti. Non ci sono politici di professione, ma questo si sa, è la forza del movimento. Tra Camera e Senato prevalgono gli impiegati e i liberi professionisti, ma ci sono anche dei disoccupati, o meglio ex disoccupati.

  • Andrea Colletti
  • Daniele Del Grosso
  • Gianluca Vacca
  • Mirella Liuzzi
  • Sebastiano Barbanti
  • Federica Dieni
  • Dalila Nesci
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Ballarò 26 febbraio, Crozza imita Bersani: “Grillo, adottami” [VIDEO]

ballaro 26 febbraio

Ieri sera, 26 febbraio, a Ballarò si è discusso di quale potrà essere il futuro dell’Italia dopo i risultati delle elezioni politiche 2013. L’appuntamento con il voto sta portando con sé molte incertezze. Il Centro-Sinistra ha riportato un’esigua maggioranza e molti sono i dubbi che permangono in seguito a tutto ciò. C’è anche chi parla di ingovernabilità e di possibili alleanze trasversali. E non manca chi ha messo in campo anche l’ipotesi del ritorno al voto. L’unico dato certo è quello che riguarda il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Quello dei grillini si conferma come il primo partito italiano.

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Eletti Senato 2013: l’elenco completo [Pdf]

Senato legge stabilita' fiducia

Gli eletti al Senato hanno un’età media di 53 anni, che, vista in rapporto con quella della scorsa legislatura (in media 57 anni), rende subito evidente come il Parlamento che è venuto fuori dalle elezioni politiche 2013 si distingua per essere il più giovane di tutta la storia repubblicana. Se poi consideriamo anche che la presenza femminile al Senato è pari al 30%, ci accorgiamo come nel nostro Paese possiamo dire che sia avvenuta una vera e propria svolta. Il problema comunque rimane, proprio al Senato, in cui fra i primi due schieramenti politici, Centro-Sinistra e Centro-Destra, non c’è stata una netta differenza.

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Eletti Camera 2013: l’elenco completo [Pdf]

eletti camera 2013

Gli eletti alla Camera in seguito alle elezioni politiche 2013 fanno capire come quello che ne è uscito fuori possa essere considerato a tutti gli effetti come il Parlamento più giovane della storia della Repubblica. L’età media dei parlamentari è infatti di 48 anni. Grande svolta anche per quanto riguarda la presenza delle donne, in quanto si è calcolato che si è arrivati al 31% di presenze femminili. In particolare alla Camera l’età media dei deputati è di 45 anni, mentre nella scorsa legislatura la media era pari a 54 anni. La presenza femminile è pari al 32% nella Camera, contro il 21% precedente.

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Elezioni 2013, chi ha vinto? Così il Parlamento è ingovernabile

elezioni m5s camera

Se c’è un vincitore in queste elezioni politiche 2013 è Beppe Grillo. Per il resto basta una sola parola: ingovernabilità. Il MoVimento 5 Stelle infatti, dati definitivi alla mano, è il primo partito d’Italia alla Camera dove strappa il 25,55% dei voti, superando così il PD, fermo a 25,41%, e il PdL, a 21,56%. Il boom del movimento di Grillo è palese anche al Senato dove il Partito Democratico è in effetti il primo partito a livello numerico (27,43%), ma è tallonato proprio dai grillini a 23,79%: più lontano il Popolo della Libertà, terza forza politica di Palazzo Madama a 22,30%. È a livello nazionale che lo scenario si complica: il centrosinistra strappa la maggioranza alla Camera per un nonnulla con il 29,54% contro il 29,18% del centrodestra. Lo scarto è irrisorio, lo 0,36%, 124.407 voti, ma tanto basta per assegnare il premio di maggioranza a Montecitorio, come vuole il Porcellum. A scrutinio definitivo alla Camera il centrosinistra conquista 340 seggi, il centrodestra 124, il M5S 108, seguiti da Scelta Civica di Monti (8,30%) che ne ottiene 37 e 45 con la coalizione (8 vanno all’UdC). Al Senato invece è paralisi. La coalizione di Pierluigi Bersani è avanti a livello nazionale (31,63% contro il 30,72 del centrodestra) ma perde nelle regioni chiave in un testa a testa fino all’ultima scheda. Il centrosinistra conquista 113 seggi, il centrodestra 116, il M5S 54 e 18 Scelta Civica di Monti.

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Elezioni 2013, possibili alleanze e governi

Palazzo Madama Senato

Il verdetto delle urne è chiaro: Grillo ha vinto le elezioni 2013 ma nessuno è in grado di governare e ora si inizia a discutere su possibili alleanze e governi. Il dato dell’ingovernabilità è quello che spaventa di più: la Camera è in mano al centrosinistra di Pierluigi Bersani che pur con una manciata di voti strappa il premio di maggioranza del Porcellum, il centrodestra di Silvio Berlusconi recupera e si prende la maggioranza relativa al Senato, la lista di Mario Monti rischia di non essere determinante, mentre il M5S diventa il primo partito alla Camera e secondo al Senato. Il problema è tale che il rischio della paralisi è quasi una realtà: nessuna coalizione più governare, non ci sono i numeri per una maggioranza solida e gli scenari che si aprono sono davvero diversi.

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Elezioni politiche 2013 risultati: Centro-Sinistra avanti, Senato senza maggioranza [SPOGLIO IN DIRETTA]

Italiani al voto: i seggi elettorali

I numeri delle elezioni politiche 2013 e dei risultati ci descrivono un quadro molto chiaro. Al Senato la coalizione di Centro-Sinistra, con PD e SEL, si colloca al 31,65%, PdL e Lega (coalizione del Centro-Destra) ottengono il 30,62%, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo si ferma al 23,78%, Monti al 9,15%. La situazione, allo stato attuale, porta ad un evidente stato di ingovernabilità. Il PD otterrebbe, infatti, allo stato attuale, 105 seggi a Palazzo Madama, contro i 112 di PdL e Lega, i 64 di Grillo e i 20 di Monti.
Questo accade perché l’attuale legge elettorale prevede un sistema di calcolo dei seggi al Senato su base regionale, in base alle vittorie dei coalizioni nelle varie regioni d’Italia. E il Centro-Destra ottiene la vittoria in alcune delle regioni chiave. Situazione completamente diversa per la Camera dei Deputati, dove è il Centro-Sinistra ad avere attualmente la maggioranza. La coalizione di Bersani si colloca infatti al 29,74%, PdL e Lega sono al 28,95%, Il Movimento 5 Stelle al 25,49%, la Scelta Civica di Monti al 10,58%.

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Elezioni 2013 risultati, il PD: “Così si torna a votare”

elezioni 2013 risultati pd

I risultati delle elezioni 2013 sono ancora incerti e, quando lo spoglio è ancora in corso, si cerca di comprendere al meglio quale sarà la situazione politica italiana a partire dalle prossime ore. Quando le operazioni di scrutinio dei voti saranno completate si potrà capire nel dettaglio quale sarà la composizione del Parlamento, sia per la Camera dei Deputati che per il Senato. Naturalmente è ancora presto per fare delle ipotesi, ma, se dovessero essere confermate le notizie che arrivano dalle proiezioni delle ultime ore, la situazione non sarebbe certo positiva. E intanto arrivano i primi commenti.

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