Trattativa Stato mafia, Silvio Berlusconi: “Non gioisco per il coinvolgimento di Napolitano”

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L’ultima scena della questione della trattativa Stato-mafia è stata rappresentata da un’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi al Foglio. L’ex Premier ha preso posizione sul caso delle intercettazioni telefoniche di Napolitano-Mancino. Berlusconi ha spiegato di non essere contento del fatto che possibili manovre destabilizzanti hanno raggiunto anche il Colle, la massima istituzione dello Stato. Berlusconi fa notare che ha a cuore l’interesse del Paese, come ha dimostrato lasciando il Governo all’esecutivo tecnico di Mario Monti. Berlusconi comunque non ha esitato anche ad esprimere questo suo parere in riferimento anche ad un servizio pubblicato dal settimanale Panorama.
In questo servizio si lasciava intendere che il tutto rientra in una manovra per ricattare Napolitano, visto che nelle conversazioni intercettate il Presidente della Repubblica darebbe dei giudizi severi su Berlusconi, Di Pietro e i magistrati di Palermo.
Il Quirinale ha diffuso una nota, scagliandosi duramente contro le insinuazioni e i sospetti nei confronti del Presidente della Repubblica. La nota insiste in maniera particolare sulle manipolazioni che la stampa avrebbe portato avanti sulle intercettazioni.
Per eliminare ogni dubbio, Napolitano si è rivolto alla Corte Costituzionale, affinché essa possa pronunciarsi sulle possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici.
In ogni caso la Presidenza della Repubblica e la Procura di Palermo hanno negato l’ipotesi di una mediazione per evitare il conflitto di attribuzioni. Gli stessi magistrati siciliani hanno chiarito che le comunicazioni telefoniche sarebbero irrilevanti.
Di recente Antonio Di Pietro ha lanciato nuove accuse al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalle pagine del suo blog mandando in tilt gli esponenti del Terzo Polo, del Partito Democratico e di Sinistra ecologia Libertà. Il leader dell’Italia dei Valori ha dichiarato che il capo dello Stato prima fa finta di non vedere e poi briga per impedire di conoscere i fatti. I suoi attacchi al presidente Napolitano sono ampiamente condivisibili dal popolo della Rete poiché essendo il capo dello Stato e simbolo dell’Italia unita deve essere al di sopra di ogni dubbio e sospetto. Deve risponderne come un qualsiasi altro cittadino, anzi dovrebbe dare il buon esempio piuttosto di nascondersi grazie alla complicità della casta.
Antonio Di Pietro si è detto oggetto di una campagna di diffamazione, denigrazione e calunnie senza precedenti per il semplice fatto che l’Italia dei Valori ha chiesto chiarezza sulla trattativa fra Stato e mafia, costata la vita a tanti uomini e donne valorosi, muovendo delle critiche anche al presidente della Repubblica per gli interventi del Quirinale in questa vicenda.
«Il minimo che si legge sui giornali a proposito del sottoscritto è che sono un irresponsabile eversivo – ha scritto Di Pietro sul blog -. Io, che per tutta la vita altro non ho fatto che servire lo stato come poliziotto, come magistrato e come ministro oppure dicono che ho fatto saltare il centrosinistra per correre dietro all’antipolitica. Io, che per mesi e anni mi sono sgolato chiedendo che l’alleanza di centrosinistra venisse formalizzata – ha continuato – mentre i leader del PD facevano orecchie da mercante».
Il fondatore dell’IdV non ha paura di essere solo in questa battaglia di civiltà e democrazia e ha asserito che continuerà a chiedere la verità a tutti i costi infischiandosene delle caste, degli intoccabili e di quelli che pensano che la legge è uguale per tutti, tranne che per loro oltre ovviamente agli obbedienti giornalisti che gli fanno volentieri da megafono.
Il consigliere del Quirinale Pasquale Cascella ha replicato su Twitter al sindaco di Palermo dell’IdV Leoluca Orlando, che aveva chiesto il sostegno di Napolitano ai magistrati che indagano sulla trattativa affermando che il capo dello Stato ha fatto molto per i magistrati impegnati contro la mafia e per la legalità. Intanto sul blog di Beppe Grillo, Giorgio Napolitano è stato eletto da 43mila grillini come il “peggior presidente della Repubblica della storia”. Subito dopo di lui Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Giovanni Leone.
Nell’ambito della trattativa Stato Mafia di inizio anni ’90, la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per importanti uomini delle istituzioni tra cui spiccano i nomi di Marcello Dell’Utri, Nicola Mancino e Mario Mori. Il provvedimento porta la firma del procuratore aggiunto Ingroia e dei sostituti Di Matteo, Del Bene e Sava. Gli altri imputati sono i mafiosi: Bernardo Provenzano, Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà e Giovanni Brusca. Nell’elenco degli imputati figurano anche il deputato Calogero Mannino, gli ex ufficiali dei carabinieri Antonio Subranni e Giuseppe De Donno e il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Massimo Ciancimino.
L’accusa nei confronti dell’ex ministro dell’Interno ed ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, è di falsa testimonianza poiché avrebbe nascosto troppe cose in merito alla trattativa intavolata da ufficiali del Ros coi capi della cupola di Cosa nostra, rappresentati da Vito Ciancimino. Immediata la reazione dell’ex presidente del Senato: «Dimostrerò la mia estraneità ai fatti addebitatimi ritenuti falsa testimonianza e la mia fedeltà allo Stato».
Nelle indagini sulla vicenda i pm di Palermo hanno ascoltato come persona informata dei fatti e parte offesa la figlia dell’ex premier, Marina Berlusconi, nel nuove filone di inchiesta relativo alla trattativa Stato Mafia, dato che indagano il senatore Marcello Dell’Utri per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. La figlia del fondatore del Popolo della Libertà ha risposto a tutte le domande del procuratore Francesco Messineo, l’aggiunto Antonio Ingroia e i Pm Paolo Guido, Lia Sava e Nino Di Matteo sui due bonifici di 362mila e 775mila euro fatti a titolo di prestito infruttifero, nel 2003, dal conto di cui era cointestataria insieme al padre. Secondo gli inquirenti, Berlusconi avrebbe sborsato 40 milioni di euro al senatore Dell’Utri per comprare il suo silenzio e per assicurarsi la protezione delle cosche di Cosa nostra.
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Lun 03/09/2012 da Gianluca Rini in Marcello Dell'Utri, Presidente Della Repubblica
I media sotto accusa da parte del Presidente Napolitano. Adesso tocca a qualchedun’altro sopportare la gogna della stampa. Tenetevi il fango che vi cadrà addosso, perche questa volta il fango è vero e si attaccherà tutto sulle persone coinvolte. Ci si riferisce magggiormente all’ex democristiano che è stato pure un componente della Corte costituzionale, addirittura Presidente dell’Organo stesso. Tanto per capire chi possono essere colorro che contrastano facilmente la Volontà Sovrana del Popolo quando il Governo scelto da esso legifera e solo per accontentare l’opposizione. Berlusconi ne sa qualcosa.
Rispondi Segnala abusoPresidente vogliamo chiarezza… altro che bavaglio!! http://lalogicamente87.wordpress.com/2012/06/23/tre-passi-a-nostra-insaputa/
Rispondi Segnala abuso“… può una norma di rango infimo, che distribuisce pifferi a pifferai, disporre indipendentemente dagli obblighi prescritti dal c.p.p.? …”
Rispondi Segnala abusoSe uno è vittima delle cosche a che serve rivolgersi alla polizia? Eppure un guidice che opera in Sicilia lo dovrebbe avere bene impresso nella mente che se sei nel mirino di questa organizzazione, non c’è nessua soluzione che scendere a compromessi. O paghi, altrimenti non ne esci fuori. Essere nel mirino della mafia non è un semplice giochetto. Berlusconi, Dell’Utri sono solo vittime della Mafia come dice appunto Ingroia, quindi finiamola con le supposizioni di comodo per far passare Berlusconi e dell’Utri colpevoli di che cosa, ancora non si è capito.
Rispondi Segnala abusoVade retro, vile Terrorismo di Stato, dei Gaglioffi Inquisitori tribunalizi, che molto impestarono la Società Civile e assassinarono i Tribunali del Piemonte, compiendo diaboliche Barbarie su tanti Innocenti. — Si osa far notare con angoscia e con rispetto a chi di Dovere, che purtroppo e da lungo tempo, la moderna CARESTIA si è trasferita dai campi e dal mare nelle case dei nuovi POVERI, che sono sopratutto le sfortunate, laboriose e Morigerate Famiglie; ciò è successo per vari motivi, il maggiore dei quali va ricercato nel perenne DISSANGUAMENTO che subisce il martoriato Popolo Italiano, da parte di emeriti Cialtroni e Corna-Copia della magistratura Politica, che oltre a suscitare malessere e Sdegno per i suoi Mafiosi comportamenti, deturpa l’animo e rovina la vita a tanta brava Gioventù. …..
Sfortunati GIOVANI e Sventurate le loro Famiglie, quelli a cui capita di avere a che fare con questi Briganti del triste Giudiciume e Compari, quei feroci Sgherri dal vile istinto criminale con Associati Manutengoli, da sempre affezionati al gratuito Santantonio (alias o Paliaton, le Sevizie) che lo fanno tanto per divertirsi un poco e mantenersi in forma; ma il GOVERNO non lo capisce che continuando con questo infame andazzo, si ripiantano pure i velenosi semi dell’Odio, che germinando spontaneamente, possono nuovamente dare vita ad un nefasto “Terrorismo di reazione” peggio di quello passato, perché adesso e per tanti ovvi motivi non saremo più in molti a rischiare su più fronti, per parlare in nome della Pace Sociale ai “Compagni che sbagliano” e a cercare di togliere così anche le castagne dal fuoco a tanti Fetenti, che dopo aver provocato un’Ecatombe, alla fine si arrogano pure il rubato merito dei veri Vincitori, che sono stati in primis i Lavoratori col loro senso di responsabilità. …..
Giacchè questi efferati individui dilapidano Scelleratamente le CASSE dello STATO, pur continuando, gli ingordi Suini, ad ingrassarsi avidamente nel loro esclusivo e Privilegiato TRUOGOLO, si invita il sedicente Compagno Napolitano ad aprire gli occhi sulle turpitudini della famigerata Banda dei FELLONI togati e di intervenire colla fiamma ossidrica, per cercare di cauterizzare questa bubbonica e Purulenta PIAGA, prima che si rinnovino inconsulti atti da parte di chi per grave Offesa ricevuta, ritiene che al Tradimento del Popolo da parte di una Pubblica Istituzione appropriata dai BARBARI, l’unica alternativa possibile, doverosa e Sacra, sia quella di rispondere colle Picche, anche di fronte ad un sicuro Capestro…..
Letto e approvato dall’ A. V. G. (Associazione Vittime della “Giustizia”) che augura a tutti i Bambini del Mondo un felice futuro senza Giudicioni sudicioni, e per i Nonni in sofferenza e tutti i poveri Cristi crocifissi da Scellerata mano, almeno un poco di sereno avvenire; si saluta pure la normale Gente; Vermi, Miserabili e CAROGNONI esclusi. Così gridò un paziente e pensieroso Tapino; in nome della Libertà, da questa valorosa Barricata dove si difende con coraggio la Dignità, l’Onore e la PACE di questa Oltraggiata Nazione. ruotologiu@libero.it
Rispondi Segnala abusoHa! Con con il ritorno di Berlusconi in politica, si ricominicia con la telenovela del Patto Stato-Mafia coinvolgendolo a tutti costi. Poi adesso che si deve coprire Mancino; Napolitano, ovvero escuderli dalla faccenda, allora chissà che s’inventeranno i giudici di Palermo. Staremo a vedere.
Rispondi Segnala abusoBerlusconi attenzione. Dai giudici siciliani come quei PM di Milano ci si deve sempre aspettare una trappola per lei. Fa bene a non presentarsi. Da quanto si legge non è chiaro dove il giudice di Parlermo voglia andare a parare .E’ meglio starne lontano.
Rispondi Segnala abusoMa che se sta a inventa’ sto giudice di Palermo? Dell’Utri ricattava Berlusconi? Ma è una tesi che non sta ne in cielo ne in terra. Se sono ancora amici e di vecchia data dove sta il ricatto? Dell’Utri in contatto con Cosa nostra e Berlusconi non lo avrebbe saputo? Allora a questo punto si deve dedurre che dell’Utri potrebbe essere colpevole lui di aver dato modo a Cosa nostra la possibilità di sequestrare i figli di Berlusconi, e questo con il bene placido dello stesso Berlusconi visto che se lo lo tiene ancora oggi come amico? Si capisce subito che una teoria del giudice di Palermo per incastrare Berlusconi adesso che è tornato in politica. Non parliamo poi della questione Berlusconi, Forza Italia. Perchè Berlusconi doveva render conto a Cosa nostra delle sue faccende, dopo che costoro volevano sequestrargli i figlioli? insomma una nuova amicizia nata tra Berlusconi e cosa nostra? Ma sto giudice di Palermo ci sta con la testa?
Rispondi Segnala abusoTrattativa stato-mafia: l’ennesima dimostrazione che in Italia sussisite un grave e pericoloso problema di trasparenza, libertà ed indipendenza dell’informazione!! Ecco perchè http://lalogicamente.wordpress.com/2012/07/19/sapere-e-potere/
Rispondi Segnala abusoL’informazione oggi deve avere la sensazione nell’aria, Poi se dici stronzate, teorie che non stanno nè in cielo e nè in terra, non ha più importanza. Conta solo riempire le pagine di un giornale e vai, domani è un altro giorno, altre bufale altre stronzate.Giorno dopo giorno con la capa tanto……
Segnala abusoOgni giorno il teorema per incastrare Berlusconi cambia. Questo giudice è ormai da interdire. Inventa oggi, inventa domani. giorno dopo giorno, costui non ricorda più cosa va dicendo. ed esce fuori un casino da paura. Fa caldo e a Palermo c’è un mare invitante, lascia perdere signor giudice. vatte a fa’ un bagno.
Rispondi Segnala abusoScusami Cesara ma un giudice nel dichiarare pubblicamente delle accuse lo fa a fronte di indagini e di elementi reali che provano la loro veridicità. Del marcio sicuramente c’è……
Segnala abusoGiovanni vediamo di capire le intenzioni del giudice, che non è chiaro per niente dove vuole andare a parare. anzi si, coinvolgere a tutti i costi Berlusconi, passando da Delll’Utri suo fedele amico, nella faccenda della nascita di Forza Italia. Si legge in questo articolo:”La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per importanti uomini delle istituzioni, tra cui spiccano Marcello Dell’Utri, Nicola Mancino e Mario Mori. Come si fa accostare Dell’Utri a queste persone, non si capisce. Non sto a dilungarmi, ma è chiaro che il giudice si sita arrampicando sugli specchi per far valere il suo torema. Poi che c’entra la figlia di Berlusconi? Come si può pensare che un padre coinvolga sua figlia in una questione così pericolosa quale è la Mafia. e il figlio lo tiene fuori. Visto che il mondo è maschilista è più normale trattare la faccenda tra uomini, che ne dice? Insomma preferisce parlarne con la figlia e non con il figlio.E lei Giovanni ancora vede la giustizia trionfare nelle teorie del giudice di Palermo?
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Finalmente altri personaggi “al di sopra delle parti” godranno delle notizie diffuse dalla stampa sul loro vero o presunto operato.
Rispondi Segnala abusoForse adesso si renderanno conto di come deve aver vissuto Berlusconi in tutti questi anni di infangature.