Spending review 2012: stangata sui servizi, ma la casta è salva

Dopo gli incontri dei giorni scorsi con le parti sociali e gli enti locali, il Governo Monti ha precisato che il provvedimento sui tagli alla spesa pubblica è pronto. Ieri il Consiglio dei ministri, dopo una riunione durata oltre 7 ore, ha dato il via libera al decreto legge sui tagli alle spese della Pubblica amministrazione di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 miliardi nel 2013 e di 11 miliardi per il 2014. Il disegno per la spending review dell’esecutivo prevede numerosi tagli in tutti i settori: dalla sanità al pubblica impiego fino all’articolazione periferica dello Stato. Tagli a tribunali, procure e sezioni distaccate nell’ambito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. E’ prevista una revisione dei farmaci e la scure sul pubblico impiego. Tagli alle scorte, riduzione e accorpamento per le Province con l’obiettivo di dimezzare il numero attuale. Stangata sui dipendenti e dirigenti statali. I sindacati dei lavoratori pubblici sono sul piede di guerra e minacciano lo sciopero generale. Inoltre il decreto legge, che verrà discusso alla Camera dei Deputati a partire dal 31 luglio, estende la clausola di salvaguardia ad altri 55mila esodati che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011 e l’importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014.
Il decreto sulla spending review rischia di aggravare ancora di più la situazione economico-sociale delle fasce più deboli e meno tutelate della nostra società, colpendo in particolar modo dei settori chiave come la sanità e l’istruzione pubblica senza intaccare minimamente i privilegi della casta, gli sprechi del settore pubblico e le esorbitanti spese militari. La politica di tagli indiscriminati ai servizi sociali, riducendo i diritti e le tutele dei cittadini, non può far altro che aumentare le diseguaglianze e il divario tra i ricchi e i poveri del nostro Paese. Come inaccettabili e vergognosi erano i tagli al Fondo per le vittime da uranio impoverito, inizialmente previsti nella precedente bozza.
L’obiettivo della spending review è di far cassa in tutti i modi possibili, facendo leva nuovamente sui sacrifici e sul sudore dei cittadini, per non aumentare l’Iva a ottobre, per risolvere la questione esodati e per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) ha presentato un rapporto di 14 cartelle all’esecutivo sulla revisione della spesa pubblica, così come richiesto dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.
Ma questa spending review non piace ai cittadini, agli avvocati, a Confesercenti, allo Snam, ai sindacati dei lavoratori e neanche ai partiti politici. In fin dei conti non piace proprio a nessuno. L’Organismo unitario dell’avvocatura protesta contro la “rottamazione della giustizia”, la chiusura di circa 1000 uffici giudiziari, l’aggressione alla professione forense e al diritto di difesa. Sono infatti state annunciate manifestazioni degli avvocati in diverse città.
Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha parlato di gioco sporco: «Come altro si può chiamare il paventato taglio dei fondi all’università e alla scuola pubblica per dare altri soldi a quella privata? Come altro si può definire il taglio dei posti letto negli ospedali e delle risorse alle regioni, che saranno costrette a ridurre drasticamente i trasporti locali, a danno dei pendolari che ogni mattina vanno a lavorare?». Il fondatore di Sinistra ecologia Libertà, Nichi Vendola, ha dichiarato che le politiche drammatiche di austerità del Governo Monti sono irresponsabili, inaccettabili e incompatibili con la ripresa di una prospettiva di sviluppo per il nostro Paese poiché vuole comprimere ancora di più la spesa sociale, tagliare la spesa sanitaria e il trasporto pubblico locale.
Critiche feroci anche dalla stessa maggioranza che sostiene l’esecutivo tecnico. Il Partito Democratico ha criticato la sforbiciata all’università e alla ricerca prevista nel decreto sulla spending review poiché sono tagli a settori innovativi, sui quali in genere gli altri paesi d’Europa puntano per la crescita e lo sviluppo. Il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, ha affermato che la spending review deve tagliare gli sprechi e non i servizi sociali a favore dei cittadini e ha promesso che il suo partito non sarà disposto a sostenere misure che riducano i diritti e le tutele degli italiani.
Il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, ha ammonito la casta sul suo blog: «Cari parlamentari, cari membri del governo, caro Fini: siete responsabili della deriva sociale che può fare esplodere l’Italia. Il Paese si è rotto i di una massa di incapaci che ha accumulato duemila miliardi di debito e che si riempie la bocca di parole senza significato come spending review».
La spending review del Governo Monti ha come obiettivo quello di risparmiare e fare cassa, andando così a ridurre ancora di più la qualità dei servizi nonostante l’aumento vertiginoso delle tasse senza toccare minimamente i reali sprechi (come tutti quegli enti e divisioni che non servono a nulla, tranne che ai partiti che si dividono le “poltrone”) e i privilegi della casta politica (benefit, stipendi e pensioni d’oro dei politici). In fin dei conti se l’Italia si trova in questa situazione, a un passo dal baratro e con una crisi economico-finanziaria ancora in atto, non è certo colpa dei cittadini, ma bensì di chi amministra la cosa pubblica. E allora a cosa serve una spending review che comporterà tagli ai servizi per i cittadini, oltre a una riduzione della qualità degli stessi? E le conseguenze negative sull’occupazione?
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Ven 06/07/2012 da Gianluca Rini in Spending Review
Anche la Grecia ha incominciato così per dar retta all’Unione Europea e sappiamo come è finita. Ma ci vuole tanto ad abolire tutti i privilegi o ci vuole ben altro? La rivoluzione francese insegna e lo sappiamo tutti per quale motivo è stata fatta e cosa sia avvenuto Dovrà vedersela direttamente il popolo per avere più GIUSTIZIA SOCIALE?
Rispondi Segnala abusoFinalmente una cosa giusta e se i sindacati non riusciranno ad ottenere un c..zo esattamente cosi’ come e’ successo per noi privati ed autonomi, questa e’ veramente una grande opera di uguaglianza oltre che di pulizia.
Mi sono sempre chiesto (da oltre 20 anni), perche’ qualcuno la mattina, che si alza dal suo bel lettone e’ sereno e felice, mentre qualcun’altro che si alza da un lettone molto simile, grattandosi le testa, si doveva chiedere cosa fare per svoltare quella giornata e comprare due panini per la famiglia???
Ecco la risposta : il primo andava a lavorare in circosrizione, al comune o in un bel ministero, mentre il secondo aveva una srl o spa oppure lavorava per una srl o spa o, ancora meglio, era lavoratore AUTONOMO con, nessuno che quel giorno se lo cacava e quindi non era “garantitamete” pagato da nessuno, eppure era bravo e capace ma questo e’ un altro argomento !!!!!
Evviva
bravo!!! srl – spa – autonomo – commerciante…..hai mai sentito parlare di evasione fiscale?
Segnala abusoLa sua risposta e’ propria di un poveretto e mentecato perche’ dice una cosa inappropriata da “luogo comune”.
Le tasse le paghiamo tutti nel privato perche’ molti (anche alcuni autonomi) hanno la ritanuta alla fonte o addirittura busta paga come la sua!
Noi privati, invece caro lei, non abbiamo la certezza del domani mattina (mentecato), perche’ da noi si puo ‘ (da sempre) licenziare in 36 secondi, cio’ che immagino da lei non e’ purtroppo mai stato possibile (fino a ieri) perche’ una volta entrato il culetto rimaneva bello al caldo fino alla pensioncina!!!
Pensi ancora, io invece Le rispondo e quegli infami di statali doppiolavoristi, quellisi a nero ed evasori, posso fare nomi glielo garantisco!!!!!
………….a si mi scusi Lei non ne sa niente perche’ magari non sa nemmeno come si fa!!!
Vai a scuola
per evviva, mentecatto sarà lei, perchè sa argomentare solo con offese.
Si informi bene prima di parlare, da anni esiste il licenziamento anche nel pubblico impiego.
P.S.
a scuola ci vada lei, mentecatto si scrive con due T
La casta è salva. Infatti ci stanno togliendo il cibo dalla bocca sti ingordi che ci governano. Non ce la facciamo più, di sentire soluzioni per risolvere la crisi solo sulle spalle ns. quando loro campano con più stipendi e che stipendi! Tanti privIegi per alcuni, significa tanta ingiustizia per gli altri. Se poi il il popolo esploderà, saranno cavoli amari per tutti i privilegiati. Tanto se non aumenterà l”IVA, senz’altro tante persone perderanno il lavoro, il che è peggio e poi chi ci dice che l’aumento dell’Iva non ci sarà in seguito? Anzi sarà la prossima maziata LA GUERRA DEL PANE è DIETRO L’ANGOLO. Attenzione.
Rispondi Segnala abusoPurtroppo un brutto esempio di come non ci si dovrebbe mai confrontare. Ci sono persone disoneste in ogni categoria di lavoratori, direi soprattutto gente senza dignità, che hanno sfruttato per decenni politiche di puro elettorato. Tutti noi ci chiedavamo come era possibile andare in pensione dopo 15/20 anni di lavoro, come era possibile avere una spesa pubblica enorme ed uno stato sociale inferiore a tutti gli altri stati Europei, come poteva andare avanti e progredire una nazione quando
la corruzzione, la grande evasione, la burocrazia esasperata e quant’altro avevano la meglio sempre ed ovunque. E’ stato bello perchè chiudevamo gli occhi……ora invece di litigare su chi ruba di più è il momento CHE TUTTI NOI pensiamo (ci vorranno anni) ad un’Italia diversa ed in primis i politici di domani non dovranno fare “favori” a nessuno ma avremo uno Stato forte e imparziale che ci accompagnerà, come dovrebbe essere, nelle nostre fasi della vita con dignità.
Finché rimarranno questi politici, questi magistrati, questi banchieri, questi petrolieri, questi avvocati, ossia questi avvoltoi, che si stanno disputando le nostre carcasse, in Italia non cambierà mai nulla! E’ un’amara constatazione, ma purtroppo è l’amara verità. Siamo impotenti difronte a questo muro di avvoltoi che non aspettano altro che l’Italia vada a picco. Che faranno i nostri padri che hanno versato il loro sangue per darci uno Stato degno di questo nome! Non abbiamo più nessuno che difende il popolo, nemmeno i sindacati che con i loro incassi faraonici ogni mese, ci prendono in giro. (E qui apro una parentesi: lo sapete quanto incassano ogni mese i nostri sindacati? Tra attivi e pensionati hanno circa 13/14 milioni di tesserati per 5€ a tessera, fate i vostri conti, e questo ogni mese!!!! Grazie, sindacati!!!
Rispondi Segnala abusoC’è sempre da rivedere la chiave di lettura che la Rivoluzione francese contiene. Chissà se…..
Segnala abusonn è difficile capirlo: più tasse, meno servizi, più debito sulle spalle degli italiani…i soldi del debito vanno nelle banche. Le banche di chi sono proprietà? :) Per chi ha lavorato Monti precedentemente? :) E dire che una persona schifosa e innominabile 70 anni fa una cosa giusta l’avevaa detta…c’avreste mai creduto?
Rispondi Segnala abusoFINALMENTE E’ STATO SCOPERTO IL COLPEVOLE DEL DISASTRO ITALIANO
IL PUBBLICO DIPENDENTE!!!!!!
Tutta l’attenzione dell’opinione pubblica è stata pilotata al lavoratore pubblico, unico colpevole di questo sistema che va a rotoli.
Chi gioisce, come qualcuno su questo forum, non ha capito nulla prima e, continuerà a non capire nulla dopo, restando nei meandri della povertà mentale.
e questi sotto non hanno più colpa?
Assegno di solidarietà (o di fine mandato)
Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve dal Fondo di solidarietà fra i Senatori l’assegno di solidarietà, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo. Tale assegno viene erogato sulla base di contributi interamente a carico dei Senatori, cui è trattenuto mensilmente il 6,7 per cento dell’indennità lorda.
Assistenza Sanitaria Integrativa
Il Fondo di solidarietà fra i Senatori eroga un rimborso parziale di determinate spese sanitarie sostenute dagli iscritti, nei limiti fissati dal Regolamento e dal Tariffario. L’iscrizione è obbligatoria per i Senatori in carica, che versano un contributo pari al 4,5 per cento dell’indennità lorda; è facoltativa per i titolari di assegni vitalizi, il cui contributo è pari al 4,7 per cento dell’importo lordo del proprio assegno. (In futuro questa disposizione si applicherà ai titolari di pensione). Con il versamento di quote aggiuntive è possibile l’iscrizione dei familiari.
La riduzione del trattamento economico dei Senatori
Come si è già visto, nel corso degli ultimi anni il trattamento complessivo dei Senatori è stato più volte ridimensionato, al fine di contribuire alla riduzione della spesa pubblica. Si ricapitolano le più importanti novità.
Dal 1° gennaio 2006 al 2012 l’importo dell’indennità parlamentare lorda è stato ridotto da 12.434,32 a 10.385,31 euro. Inoltre dal 1° gennaio 2011 le competenze accessorie sono state complessivamente ridotte di 1.000 euro al mese.
Dopo la riforma degli assegni vitalizi del 2007, che ridusse la misura di tali prestazioni e raddoppiò il periodo minimo di mandato richiesto per maturare il diritto all’assegno, portandolo da 2 anni e 6 mesi a 5 anni, dal gennaio 2012 è stato radicalmente modificato il trattamento previdenziale di tutti i parlamentari, con l’introduzione del sistema contributivo.
Significa che se lo stipendio è questo
La percentuale da prendere ai fini del calcolo per Il trattamento di fine mandato è questo
I conti sono semplici penso
Supponiamo che ha svolto solo 5 anni di mandato (impossibile)
l’80% di 10385.31 per ogni anno sono 8308.24 x
Anni di mandato 5
Liquidazione per aver lavorato 5 anni 41541,24
Dopo 40 di lavoro non so nemmeno se mi daranno questi.
Eviterei facili entusiasmi. Sono quasi tutti tagli lineari che metteranno in ginocchio chi sta lavorando bene ottimizzando i costi. Chi invece sta sprecando ingenti risorse sarà appena scalfito.
Se un comune di 10.000 abitanti spende 100 di parco auto ed un altro comune sempre di 10.000 abitanti (e a parità di km^2) spende 500, grazie a queste nuove misure il primo comune dovrà spendere 50 mentre il secondo potrà continuare a spendere beatamente 250! Ridicolo!!!
Non cambierà nulla se non mettiamo insieme le forze e non facciamo una vera e propria rivoluzione copernicana. Noi ci stiamo provando …
Rispondi Segnala abusoCiao, ti rispondo alla prtsenee per dire hai proprio ragione a volte si a paura di quello che arrivera perche8 noi ambulanti vediamo i cambiamenti come la distruzione del nostro settore non creando alternativa vera e concreta alla concorenza.Ho partecipato sempre alle riunioni anva e fiva pensando che forse qualche idea ne venisse fuori niente il nulla la discusione ti va sempre a finire su quello e8 sempre fuori dai segni propri non mi hanno accreditato quella presenza ecc.. cazzate su cazzate.Il problema caro mio ti parlo da ambulante che lavora in provincia di Perugia e Siena da generazioni e8 che dobbioma lavorare sulla nostra categoria e non individualmete si deve migliorare la qualite0 merceologica creare guppi di acquisto mirati alle esigenze del singolo con a capo un manager che contratta i prezzi delle varie merceologie ed il singolo acquista le sue qu.te0 e poi spendere soldi per creare immaggine e noi tutto questo non lo focciamo rimanendo cosi non si crea una nouva generazione lavorativa lasciamo solo spazio a cinesi marocchini e grande distribuzione che ci massacrano.
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Se i tagli a:
numero dei parlamentari
compensi vergognosi a parlamentari
pensioni d’oro a dirigenti pubblici
eliminazione delle provincie
licenziabilità dipendenti pubblici
cancellazione enti inutili
ecc ecc
non verranno fatti dal governo Monti, ci ritroveremo in eterno lo sfascio del bilancio dello Stato.
Rispondi Segnala abusoNella malaugurata ipotesi di un prossimo governo di “sinistri” con PD IDV SEL non solo non si taglierà più niente , ma ricominceranno le assunzioni clientelari di iscritti al partito, oltre che del folle aggravio di spese per clandestini, figli di clandestini, coppie di fatto, figli adottati da coppie di fatto ecc ecc.
Monti taglia fin che siamo in tempo.