Siria, l’ambasciata Usa richiama i suoi cittadini
a cura di Ottavio Polito
L’ambasciata Usa in Siria ha rivolto un appello ai suoi cittadini esortandoli a lasciare il Paese arabo. L’appello è stato diramato dal sito della stessa ambasciata americana e cerca di convincere gli americano presenti sul territorio siriano ad abbandonare la nazione araba fin tanto che ci sono i voli aerei disponibili. Si tratta di un segnale chiaro della tensione esistente fra gli Usa e il governo siriano, tanto che l’ambasciatore americano in Siria, Robert Ford, è stato trattenuto a Washington con l’ordine di non partire. Altro segnale della tensione esistente in quel Paese del Medio Oriente viene dalla Turchia, il cui governo, vicino agli Usa, esorta anche i suoi cittadini, in pellegrinaggio a La Mecca, a non attraversare la Siria.
Sulla stessa linea si schiera anche la UE che, con la sua portavoce agli Esteri, Cathrine Ashton, annuncia di avere creato un dialogo con il Consiglio nazionale siriano e altre organizzazioni democratiche, presenti nel Paese, per la protezione dei civili attaccati dalle forze regolari dell’Esercito fedele al presidente Assad.
Per quanto riguarda l’Italia, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha escluso che le forze europee possano organizzare un intervento armato contro la Siria, cercando di privilegiare l’opzione diplomatica innanzitutto. Però, in Francia, alcune fonti giornalistiche parlerebbero di un possibile piano militare della Nato, da attuarsi attraverso la Turchia.
A queste notizie, il Governo di Bashar Al- Assad afferma di non volere l’ingerenza straniera ma, allo stesso tempo, dichiara di preparare una nuova costituzione sul modello di quella francese e che si baserà su una maggiore rappresentanza democratica. La nuova costituzione, una volta preparata, dovrebbe essere approvata attraverso un referendum popolare.
Intanto, secondo fonti dell’Onu, sarebbero oltre 3.500 i morti in Siria a causa della repressione che va avanti da circa otto mesi. Gli attivisti, invece, affermano di avere dei documenti fotografici e filmati secondo cui la repressione di Assad ha provocato oltre 4.300 vittime, per lo più civili che avevano manifestato il proprio dissenso dal regime attuale.
Ambasciate arabe assaltate

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In Siria si registrano assalti alle ambasciate del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti e del Marocco. I fedeli del regime di Bashar Al Assad si sono resi protagonisti violenti dell’attacco alle sedi di rappresentanza diplomatica dei Paesi arabi, colpevoli, secondo il regime, di avere sospeso la Siria dalla Lega Araba. La sua sospensione, però, era avvenuta con una votazione quasi unanime, in quanto il Paese siriano è accusato dai suoi stessi confinanti di violenze inaudite sulla popolazione civile. Il gesto di assaltare le ambasciate, dunque, va letto come una rappresaglia del regime di Assad contro quei Paesi arabi che hanno votato la sospensione della Siria dalla rappresentanza delle nazioni arabe.
Vista la tensione che si riscontra in quel Paese, la Francia ha deciso di richiamare il suo ambasciatore, Eric Chevallier, dopo che le stesse violenze perpetrate dai fedeli al regime hanno intaccato alcuni interessi francesi in quella nazione. La notizia è stata diramata dal ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, che ha comunicato al Parlamento la chiusura dei consolati presenti a Latakia e ad Aleppo, oltre ad altri istituti culturali francesi.
Siria sospesa dalla Lega Araba

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a cura di Domenico Giampetruzzi
La Lega Araba ha deciso di sospendere la Siria del dittatore Bashar al-Assad con 18 voti su 22 a causa del protrarsi della violenta repressione del regime nei confronti dei ribelli siriani che protestano da marzo. La Siria è stata sospesa perché non ha rispettato il patto del 2 novembre stipulato con la stessa organizzazione: fine delle violenze, ritiro delle forze di sicurezza dalle città, rilascio dei prigionieri e apertura di un dialogo nazionale con le opposizioni. Contrari alla decisione della Lega Araba lo Yemen e il Libano, mentre, l’Iraq si è astenuto e la Siria non ha votato. Il rappresentante siriano della Lega Araba ha dichiarato che è stata una mossa illegale e pilotata da Usa ed Europa. Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Hamad Al Thani, ha parlato di una “decisione sofferta”.
I sostenitori di Assad hanno preso d’assalto l’ambasciata saudita e quella del Qatar, oltre ai consolati di Francia e Turchia. Finora il regime siriano di Assad ha ammazzato quasi 4mila civili. La Cina e la Turchia hanno sollecitato Assad ad attuare il piano di uscita dalla crisi proposto dalla Lega Araba. L’Unione europea ha esteso le sanzioni contro il regime siriano a diciotto persone (quasi tutti militari) e ha congelato i prestiti europei nel Paese a causa della prosecuzione della repressione. La decisione della Lega Araba è stata duramente criticata dall’Iran e dalla Russia.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invitato al richiamo degli ambasciatori arabi da Damasco. «La Russia ritiene la decisione della Lega Araba di sospendere la Siria – ha detto Lavrov – una mossa premeditata e sbagliata». Il ministro degli Esteri russo ha accusato l’Occidente di fomentare l’opposizione siriana fornendo armi di contrabbando ai ribelli, nel tentativo di rovesciare Assad.
Gio 24/11/2011 da Domenico Giampetruzzi in Siria






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