Scandalo sanità in Lombardia, Formigoni: “Prima voglio vedere tutti gli atti”

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Nuovo cambio di strategia del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, accusato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio dalla Procura della Repubblica di Milano nell’ambito dell’inchiesta scandalo sulla Fondazione Maugeri. Il Governatore lombardo aveva dichiarato il 25 luglio scorso di esser pronto a comparire davanti ai giudici, ma ora i suoi nuovi avvocati Brusa e Stortoni hanno depositato in Procura una memoria in cui si sostiene che ci sono complessi atti amministrativi da studiare e che una adeguata difesa non può prescindere dall’analisi di tutte le fonti di prova e degli atti di indagine. Formigoni non si è infatti presentato all’interrogatorio di sabato 28 luglio fissato dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta.
Lunedì scorso il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, ha notificato una nuova convocazione formale per Roberto Formigoni per sabato prossimo. Ma la nuova richiesta presentata dai legali del Governatore lombardo parla chiaro: Formigoni si farà interrogare solamente dopo il deposito di tutti gli atti dell’inchiesta e quindi dopo la chiusura delle indagini.
Formigoni difeso a spada tratta dalla Lega [VIDEO]
Roberto Formigoni non è stato scaricato dagli alleati, almeno finora. Dopo che il presidente della Regione Lombardia è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, aggravata dal carattere transnazionale del reato, nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo sanità in Regione, la Lega Nord ha difeso il “Celeste” e ha rispedito al mittente le richieste di dimissioni. Subito dopo l’incontro con i vertici del Carroccio, il Governatore lombardo ha dichiarato ai giornalisti, con un lapsus da incorniciare, di essere in perfetta sintonia con gli amici leghisti.
Il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, ha difeso Roberto Formigoni ma allo stesso tempo ha aggiunto che se dovessero rinviarlo a giudizio allora sarà tutta un’altra cosa. Poi ha fatto un paragone con gli altri due presidenti di Regione che risultano indagati dalla magistratura: «Se il metro di valutazione deve essere il processo, allora in casa di Errani e di Vendola dovrebbero andare al voto domani».
Formigoni indagato per corruzione

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Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Milano con l’accusa di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, aggravata dal carattere transnazionale del reato. La notizia era stata già anticipata da diversi giorni dai quotidiani “La Repubblica” e “Il Fatto Quotidiano”, scatenando la dura reazione del Governatore lombardi che aveva accusato i quotidiani di gettare solo fango su di lui. Ora però l’esponente di spicco del Popolo della Libertà dovrà chiarire agli inquirenti quei 7 milioni di euro di controvalore patrimoniale dei molteplici benefit che il mediatore e intermediario Pierangelo Daccò, che è in carcere dal 16 novembre scorso, gli ha messo a disposizione.
Pierangelo Daccò è stato ricompensato con ben 70 milioni di euro negli ultimi 10 anni dalla Fondazione Maugeri per il suo ruolo di intermediario nei rapporti tra questo importante polo privato della sanità e il Pirellone. Roberto Formigoni ha ricevuto ieri l’avviso di garanzia dai pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta del dipartimento del procuratore aggiunto Francesco Greco. Il Governatore lombardo è finito nel mirino della magistratura per diversi motivi: dai soldi ricevuti per la campagna elettorale delle regionali del 2010 fino ai viaggi, yacht e ville lussuose in cui ha svolto un ruolo fondamentale il facilitatore Daccò. Sotto la lente di ingrandimento sono finite circa 15 delibere regionali.
Formigoni ha dichiarato a caldo di non aver nulla di cui temere e non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ma quest’ultima indagine rischia di affossare ancora di più la Regione Lombardia dopo i numerosi scandali emersi negli ultimi anni e che hanno coinvolto altri membri della Giunta regionale. Inoltre il presidente Formigoni è sotto pressione poiché su di lui pende anche una richiesta di condanna a 1 anno di reclusione per diffamazione dei Radicali nella controversa vicenda delle firme false alle elezioni regionali del 2010.
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Ven 03/08/2012 da Domenico Giampetruzzi in Matteo Salvini, Pierangelo Daccò, Sanità



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