Sbarchi clandestini 2012, il sistema Italia non funziona

Il Governo Monti non ha invertito la rotta nella politica di lotta all’immigrazione clandestina. In perfetta continuità con il precedente Governo Berlusconi, il ministro Anna Maria Cancellieri ha stipulato un accordo con il suo omologo libico Fawzi Al Taher Abdulali il 3 aprile scorso che ricalca a grandi linee le vecchie intese sottoscritte dall’ex premier Silvio Berlusconi e dal rais Muammar Gheddafi. Nel mirino di Amnesty International sono finite le intese sui respingimenti in mare, che erano state già condannate a febbraio dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Amnesty International ha sottolineato che non è chiaro quali siano gli accordi bilaterali in materia, citati nel testo, anche se nella situazione attuale è da escludere che possano applicarsi in conformità con le norme internazionali sui diritti umani. I rischi di gravi violazioni dei diritti umani per il nuovo accordo italo-libico raggiunto sono tanti anche perché in Libia lo stato di diritto è inesistente e non vi è nessuna distinzione tra migrante e rifugiato dato che il Paese nordafricano non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status di rifugiato politico. Per di più i centri di accoglienza presenti in questo Stato, per garantire i servizi sanitari di primo soccorso a favore dell’immigrazione illegale, hanno funzionato come centri di detenzione e luoghi di tortura.
Dunque nessun passo in avanti è stato fatto dall’Italia e dalla sua ex colonia nella politica di lotta all’immigrazione clandestina e anche la situazione dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) nel nostro Paese è davvero disastrosa. L’Italia brucia 200mila euro al giorno per mantenere in vita questi centri colabrodo senza avere risultati, come è stato ampiamente documentato nel rapporto “Lampedusa non è un’isola” curato da Luigi Manconi e Stefano Anastasia per l’associazione “A buon diritto”. Questo rapporto sarà presentato oggi pomeriggio al Senato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.
Aumentano a dismisura i casi di discriminazione razziale nei Cie italiani. Il sistema fa acqua da tutte le parti. Non funziona e non produce risultati concreti. Oltre 200 minori non accompagnati presenti a Lampedusa nel 2011 risultano essere invisibili e senza tutele. Ogni immigrato trattenuto ci costa 45 euro al giorno e la spesa pro-capite media è di 10mila euro. Dal ’99 al 2011 per i Cie, lo Stato italiano ha speso un miliardo di euro. Con quali risultati? Come mai la spesa è lievitata all’inverosimile nell’ultimo decennio? Come mai nell’ultimo anno gli espulsi sono stati meno della metà dei trattenuti?
Sbarchi clandestini 2012, Amnesty denuncia gli accordi dell’Italia per respingere i migranti

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Il nostro Governo avrebbe firmato con la Libia un nuovo accordo per fermare i migranti in partenza per l’Italia. A denunciare la situazione stata Amnesty International. Secondo ciò che sarebbe stato messo in evidenza le autorità italiane avrebbero il diritto di far ritornare i migranti in Libia, non accordando loro nessuna protezione umanitaria. Tutto ciò non fa altro che violare la convenzione europea sui diritti umani e non tiene in nessun conto della situazione della Libia uscita da una guerra e da 40 anni di regime.
Riccardo Nouri, portavoce di Amnesty Italia, ha fatto presente: “Attualmente dunque non è dato di sapere se, come sostiene il Cnt, siano ancora in vigore gli accordi del 2008 sottoscritti dall’esecutivo Berlusconi con Gheddafi che prevedevano respingimenti in mare, peraltro condannati a febbraio dalla Corte Europea di Strasburgo, oppure se un nuovo corso sia stato dato dal Governo in carica“.
Inoltre Nicolas Beger, direttore di Amnesty International presso le istituzioni europee, ha fatto presente: “Per l’Ue il rafforzamento delle frontiere europee è chiaramente prevalente sul salvataggio delle vite umane. Nel tentativo di stroncare la cosiddetta immigrazione irregolare, i paesi europei hanno rafforzato misure di controllo delle frontiere oltre i loro confini, senza riguardo per i costi umani. Queste misure, di cui l’opinione pubblica non è informata, pongono le persone in serio pericolo“.
E’ possibile che non si tengano in minima considerazione i diritti umanitari di profughi, che potrebbero essere considerati a tutti gli effetti delle persone aventi diritto a richiedere asilo politico?
Non dobbiamo dimenticare che la situazione in Libia è veramente piena di difficoltà. La guerra è stata sanguinosa, gli anni di regime sono stati molto pesanti e la gente vuole venire in Italia perché è mossa dalla disperazione.
Certamente l’immigrazione clandestina deve essere combattuta, ma non si possono attuare queste strategie che non rispettano i diritti umanitari, anche perché non dobbiamo dimenticare che dietro il traffico di migranti ci sono vere e proprie organizzazioni criminali.
Attualmente la situazione dei cittadini libici è anche peggiore rispetto a quella degli anni del regime, perché i centri di detenzione sono nelle mani delle milizie e c’è una caccia ai sospetti molto agguerrita.
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Mer 20/06/2012 da Gianluca Rini in Amnesty International
Stiamo veramente esagerando, incominciano a essere veramente troppiiiiiiiiii. Come mai questi sbarchi non vengono resi noti in TV? Perchè non si fa un referendum per capire finalmente se il popolo è d’accordo su questo scempio del nostro Paese? Ma non lo capite che il popolo Italiano (la maggior parte) è stufooooo?????? BASTAAAAAAAA, BASTAAAAAAAAAAA
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due cose non capisco, 1 perché non sbarcano in grecia o in spagna ( sarà perche forse gli sparano?) 2 perché non li raccoglie Amnesty e li mantiene?
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