Rimborsi per il terremoto in Emilia: i partiti non pagano e il Governo perde tempo

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Nuove scosse di terremoto in Emilia Romagna

Sui rimborsi per il terremoto in Emilia erano state fatte molte ipotesi e molte promesse, che comunque adesso rischiano davvero di non essere mantenute. Era stato detto che ai terremotati dell’Emilia Romagna sarebbero stati dati 91 milioni di euro, ma adesso un cavillo burocratico rischia di bloccare tutto. E’ vero che si continua a dire che metà di questi soldi saranno dati per ovviare ai problemi di chi ha le case distrutte e per ricostruire le scuole, ma allo stesso tempo il tempo che rimane è davvero poco.

Mancano soltanto 72 ore e l’unico modo che il Governo ha per intervenire è quello di mettere a punto un decreto d’urgenza. Altrimenti si rischia che i soldi non vengano dati.

Ma non dobbiamo dimenticare che tutti i partiti avevano dato il loro sostegno a questa causa, dal PD al PdL, tutti erano stati d’accordo. I partiti avrebbero dovuto dare metà dei loro rimborsi elettorali di luglio ai terremotati, invece finiranno con l’intascare i loro soldi, senza pensare per nulla alle esigenze di chi ha perso tutto in seguito al sisma.

Adesso la questione rischia di diventare un vero e proprio scandalo. I primi a denunciare il tutto sono stati i Radicali, i quali hanno fatto notare: “Si scopre che per una “svista” questo non accadrà neanche per la tranche di luglio, quella da destinare ai terremotati! Infatti, il principio e la norma fissate nel primo articolo alla Camera, col voto contrario dei deputati Radicali, viene infatti reso nullo dall’ultimo articolo con cui si stabilisce che il governo ha 15 giorni di tempo per accertare i risparmi e destinarli ai terremotati“.

Di conseguenza, sempre come hanno ribadito i Radicali, “Peccato che la seconda tranche del “rimborso” per l’anno in corso verrà consegnata ai partiti il primo luglio, ossia prima che entri in vigore la legge“.

E’ possibile che tutti stanno a guardare di fronte ad una simile questione? L’intervento per il rimborso ai terremotati non è affatto una questione di poco conto, rappresenta una priorità per il nostro Paese.

Non si può solo dire a parole e poi non far seguire i fatti. Dichiarare le proprie intenzioni sulla carta e poi non dare i soldi ai terremotati per problemi di carattere burocratico significa veramente portare avanti un problema vergognoso.

Non si parla ormai da tempo di voler snellire la burocrazia? Questo è il momento adatto per farlo, per dimostrare che si può benissimo andare avanti senza i cavilli burocratici, i quali impongono un’attesa che in questo caso si rivela completamente inopportuna, perché c’è chi di quei soldi ne ha un urgente bisogno.

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Mer 27/06/2012 da Gianluca Rini

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Alessandro 28 giugno 2012 12:18

Ma qualcuno ha creduto per caso che avrebbero mantenuto la parola? E ti credo che poi questi fanno quello che vogliono, finché ci sono tanti boccaloni che gli danno ancora retta…Al lupo! Al lupo!

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