Riforma della giustizia, il ddl anticorruzione inaugura le trasformazioni

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ddl anticorruzione polemica

Ieri l’Aula di Montecitorio ha votato la fiducia richiesta dal Governo tecnico, presieduto da Mario Monti, su tre articoli del ddl intercettazioni riguardanti la concussione, la corruzione tra privati e l’ineleggibilità dei parlamentari. Per quanto riguarda la concussione è stato approvato l’articolo 13, le cui norme prevedono il nuovo reato di traffico di influenze e la nuova concussione per induzione con la conseguente riduzione degli anni di prescrizione.

Le norme sulla corruzione tra privati prevedono la reclusione da 1 a 3 anni e le pene raddoppiano in caso di società quotate. Tutto ciò comporta la modifica dell’articolo 2635 del Codice Civile. Aspre polemiche sull’ineleggibilità dei condannati (le condanne per l’incandidabilità dovranno essere passate in giudicato) alla carica di membro del Parlamento europeo e Parlamento italiano poiché secondo Futuro e libertà e Italia dei Valori le nuove norme dell’articolo 10 scatteranno dal 2018 e non dal prossimo anno.

E’ scontro tra Governo e partiti

Il Governo aveva presentato lunedì sera alla Camera un maxi emendamento al ddl anticorruzione, ponendo la fiducia, ma tutto ciò ha portato allo scontro fra il Governo e i partiti. Il Pdl infatti ha chiesto che l’emendamento venga modificato. Sul provvedimento sull’anticorruzione sono state autorizzate tre fiducie, una per mercoledì alle 12, la seconda sempre per mercoledì alle 15 e la terza alle 18. La retromarcia è arrivata nella mattina di martedì. Nel provvedimento messo a punto inizialmente c’erano alcune parti non gradite al Pdl, come l’estensione all’articolo 319 del codice penale dell’interdizione dagli uffici pubblici.

Il Pdl ha così chiesto delle modifiche nel corso di una riunione con il ministro della Giustizia Paola Severino e i capigruppo della maggioranza in Commissione Giustizia. Non c’è quindi intesa nella maggioranza. Per giovedì è previsto il voto finale.

Profumo: “Se il Governo cade, come spiegarlo agli elettori?”

Inaugurazione dell'Anno Accademico 2011  2012

Il ministro Profumo ha esposto i suoi dubbi riguardo al dibattito politico di questi giorni, che è stato orientato verso una certa critica nei confronti del Governo Monti. Profumo ha detto che non sarebbe bello se il Governo andasse a casa su un tema come l’anticorruzione, perché poi bisognerebbe spiegare il tutto agli elettori futuri e tutto ciò si presenta come una questione non facile. L’intervento di Profumo riguarda l’approvazione del provvedimento anticorruzione.

Riguardo a questo argomento il ministro Paola Severino ha detto che il Governo è pronto a porre la fiducia e, se il provvedimento non dovesse passare, il Governo Monti potrebbe anche finire il suo percorso.

Appare chiaro che ci potremmo ritrovare improvvisamente di fronte ad un’altra crisi di Governo su un tema che non può passare inosservato. Il Governo Monti è stato bersagliato da molti, eppure è riuscito ad andare avanti con la determinazione di chi vuole arrivare al pareggio dei conti pubblici. Adesso è arrivato il vero banco di prova di questo Governo tecnico.

Approvato alla Camera il testo Severino

Senato   commissione diritti umani

E’ stato approvato alla Camera il ddl anticorruzione. Il cosiddetto “testo Severino” è passato con l’approvazione da parte delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera dei Deputati. Si tratta di un testo importante per quanto riguarda tematiche relative alla corruzione. Le norme che sono state approvate hanno fatto decadere in modo automatico altre modifiche sulla stessa questione. Il testo Severino riguarda in particolare la Corruzione per l’esercizio della funzione e il Traffico di influenze illecite.

All’inizio della discussione era stato proprio il ministro Severino ad illustrare le novità del testo di legge e a chiedere che tutti gli altri subemendamenti venissero ritirati. Il ministro della Giustizia ha chiesto il voto del suo emendamento, per modificare la parte del ddl relativa al penale. A votare a favore del testo sono stati Pd, UdC, Fli e Lega, l’Italia dei Valori ha votato contro e il Pdl si è astenuto.

Paola Severino inaugura il pacchetto giustizia

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha incontrato ieri mattina i rappresentanti dei tre partiti politici che sostengono l’attuale maggioranza di Governo per discutere dell’emendamento al ddl anticorruzione, che è stato poi presentato ieri pomeriggio in commissione. Una questione molto delicata e importante che sta passando in sordina, ma che inaugura il cosiddetto “pacchetto giustizia“.

Ieri le commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio hanno deciso di fissare al 4 maggio il termine per la presentazione dei sub-emendamenti e all’8 maggio una nuova riunione congiunta per l’esame del provvedimento, subito dopo le elezioni amministrative. Le tre grandi questioni aperte in tema giustizia, che dividono la maggioranza, sono le seguenti: corruzione, intercettazioni e responsabilità civile dei magistrati.
Corruzione
Il ministro della Giustizia ha presentato in commissione le nuove norme in materia di contrasto alla corruzione che sono in linea con accordi già ratificati dall’Italia (convenzione dell’Onu sulla corruzione), o in corso di ratifica (convenzione penale sulla corruzione, Strasburgo 27 gennaio 1997) e recepiscono le raccomandazioni dei gruppi di lavoro dell’Ocse e del Consiglio d’Europa. Con il nuovo emendamento si introducono nuovi reati e aumentano le pene.

Aumenta la pena di corruzione per l’esercizio della funzione da uno a cinque anni (inizialmente era da due a cinque) per il pubblico ufficiale che, in relazione all’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa. Tutto ciò prevede la riformulazione dell’articolo 318 del Codice penale.

Aumenta la pena da tre a sette anni (attualmente va da due a cinque anni) per il reato di corruzione propria, che ricorre quando il pubblico ufficiale commette un atto contrario ai doveri di ufficio, ricevendo denaro o utilità. La corruzione in atti giudiziari prevede la reclusione da quattro a dieci anni (attualmente gli anni sono da tre a otto). Passa da quattro a dieci anni la pena per peculato (attualmente va da tre a dieci anni), mentre, la pena per abuso d’ufficio passa da uno a quattro anni (attualmente da uno a quattro anni). La confisca per equivalente si applica anche al profitto del reato e non solo al prezzo.

Punita con la reclusione da uno a tre anni la corruzione tra privati (la pena raddoppia nei casi di società quotate in Borsa). Aumento di pena per il delitto di concussione che passa da sei a dodici anni (attualmente va da quattro a dodici anni) per il pubblico ufficiale che costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità. Si estende il regime di interdizione dai pubblici uffici nei casi di peculato, concussione, corruzione propria e corruzione in atti giudiziari.

Tra i nuovi reati spiccano il traffico di influenze illecite (quando ci si avvale di relazioni con pubblici ufficiali per farsi dare o promettere indebitamente per sé o altri, denaro o utilità) che viene punito con reclusione da uno a tre anni e l’indebita induzione a dare o promettere utilità che prevede sia per il pubblico ufficiale che per l’incaricato di pubblico servizio la reclusione da tre a otto anni mentre per il privato la reclusione fino a 3 anni.

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Gio 14/06/2012 da Domenico Giampetruzzi in

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