Riforma del lavoro, Fornero: “Incoraggia il lavoro nero”

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Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha spiegato che la riforma del lavoro potrebbe comportare qualche rischio. Il pericolo sarebbe quello di spingere il lavoro nero. Il Governo quindi sembra sapere abbastanza bene che procedere con la riforma del lavoro è qualcosa di estremamente delicato. Il ministro ha parlato anche degli ammortizzatori sociali, spiegando che insieme ai suoi collaboratori ha cercato di trovare le risorse destinate ad essi.

La ricerca è stata piuttosto difficile e si è dovuto ricorrere anche a chiedere ai lavoratori e alle imprese. Elsa Fornero inoltre ha specificato che il Governo ha intenzione di dare più attenzione ai segmenti più deboli e forse da questo punto di vista si è accumulato un certo ritardo.

In questo senso non rinnega una sua possibile responsabilità nella questione.

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Sommario
  1. La Fornero sulla riforma del lavoro
  2. Camusso e Fornero litigano per l'Alenia
  3. Passera: "Non c'è la bacchetta magica contro la crisi"
  4. Le critiche della Marcegaglia
  5. Riforma del lavoro: tutte le novità punto per punto
  6. Monti e Fornero presentano tutti i provvedimenti
  7. Alfano apre a Bersani: "E' meglio farla insieme"
  8. Lite tra Monti e Bersani
  9. L'ottimismo di Monti
  10. Fornero promossa dall'Ocse
  11. Monti: "Decisioni difficili ma necessarie"
  12. Monti blinda il testo. Bersani: "Va modificato" [VIDEO]
  13. Fornero: "Così le aziende non lasciano l'Italia"
  14. Il Cdm approva il disegno di legge
  15. Napolitano: "No ai licenziamenti facili"
  16. La Cgil protesta
  17. Monti annuncia: "Per il Governo, questione chiusa"
  18. Cgil: "Vogliono i licenziamenti facili"
  19. Incontro Governo-sindacati
  20. La Fornero auspica il consenso dei sindacati
  21. Fornero: "Andremo in Aula, non possiamo discutere all'infinito"
  22. Monti: "Accordo entro la prossima settimana"
  23. Monti fiducioso, sindacati e Confindustria dubbiosi
  24. Sì ai licenziamenti per motivi economici e contributi contro il precariato
  25. La Marcegaglia: "Paccate di soldi? No, paccate e basta"
  26. Fondo per il ritiro anticipato dal lavoro
  27. Fornero: "Niente paccate di miliardi"
  28. Camusso: "Porterò avanti la trattativa"
  29. Il Governo: “Aboliremo la disoccupazione”. Camusso: “Passo indietro”
  30. Camusso: "La riforma non crea occupazione"
  31. La Camusso avverte il Governo: "C'è il rischio di tensioni sociali"
  32. Camusso: "I soldi per gli ammortizzatori sociali vanno presi dai patrimoni"
  33. Rinviato l'accordo con le parti sociali
  34. Passera: accordo con parti sociali
  35. Stipendi italiani più bassi in Europa
  36. Scontro Fornero-Camusso
  37. Bersani incontra Monti
  38. Fornero a Bersani: "Avanti anche senza partiti"
  39. Bersani: "Il governo deve trovare l'accordo" [Video]
  40. Monti: "Avanti anche senza accordo con le parti sociali"
  41. Camusso: "Intesa? E' presto per dirlo"
  42. Sacconi invita il Governo ad andare avanti
  43. Fornero: "Sgravi fiscali per donne e Meridione"
  44. Napolitano: "Accrescere la produttività"
  45. Monti: "Approvare entro marzo"
  46. Fornero: "Distribuire meglio tutele"
  47. Il monito di Monti sulla mobilità nel tempo
  48. Il no della Marcegaglia al salario minimo
  49. Il ministro Fornero frena sulla cassa integrazione limitata

Mer 09/05/2012 da Ottavio Polito

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Cesara 23 gennaio 2012 18:42
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La Fornero sembra troppo ottimista. Vediamo alla fine cosa porta nella busta paga dei lavoratori precari e non, messi insieme.

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Daniele 5 febbraio 2012 16:20
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Ma perchè dovremmo “re-distribuire” le tutele? Come se ci fosse una serie di sfumature tra l’essere tutelato ed il non esserlo… Essere tutelati, da cittadino e non solo da lavoratore, è un diritto: altrimenti lo stato a cosa serve?
Forse io e la Fornero intendiamo due cose diverse per tutela. Lei non solo non lo riconosce come diritto, perchè se queste sono “concentrate” da una parte e “lasciano scoperte alcune aree”, queste tutele mobili sono come un capitale che accumuli, sono quindi un privilegio che qualcuno ha guadagnato rubandolo ad altri.
Quindi lei ed il suo governo di tecnici interverrebbe a far giustizia… Ma attenzione: sta parlando di pensioni o di tutele? Perchè mi sono confuso, o forse no. Lo dice così apposta, d’altronde mica è scema, è un tecnico.
Tecnicamente: se fai passare un diritto come un furto, rispetto ad un patrimonio comune (es. pensioni), quel furto-privilegio i cattivoni lo fanno a mie spese! Caspita, grazie ministro! Peccato che non è così, perchè un diritto è un diritto e le “aree scoperte” sono i far-west che i lavoratori precari conoscono bene perchè ci sono costretti a combattere ogni giorno, e senza un contratto non ti puoi permettere di alzare la testa e lamentarti di un’ingiustizia, o di un trattamento da schiavi, senza contratto devi solo abbassare la testa e stare zitto.
Tecnicamente, fase uno: hai colpito, e sono riusciti a farlo, la parte più debole della società, facendo entrare donne e giovani nella condizione precaria come se niente fosse, dalla legge Biagi in poi. Fase due: togliamo i diritti anche agli altri perchè mica è giusto che siano privilegiati… Fase tre: non ci sono più diritti. Quattro: diritt.. ci cosa stavamo parlando?
Che fare? Sembra che possano fare quello che vogliano, tra cui, ormai è evidente, prenderci in giro. Troveremo poi sempre anche qualcuno proni a difenderli, in questa follia generalizzata (perchè è follia accettare questo: “senti, niente, è che da domani in poi le cose cambiano perchè lo decido io che sono un tecnico ed è così, quindi sappi che d’ora in poi la mattina quando devi andare a lavorare, vedi di fare come dico io, e come voglio io, se no sei fuori – e devi pagare mutuo, affitto, macchina, figli, andare dal dentista, far la spesa… fai tu”. o no?).
Beh, davanti a queste persone dico innanzi tutto: sono questi ragionamenti che gli permettono di fare ciò che vuole. Poi direi: che ne dicano, smetti di pubblicare gattini su facebook e fatti sentire; chiama il tuo referente del sindacato e rompigli le palle; se vuoi fare attività politica non vi è niente di meglio, specialmente se sei uno che si lamenta dei partiti (..e vai tu, no?); e soprattutto pensa a chi hai votato all’ultimo giro, e se non hai votato pensa chi avresti potuto contrastare con un voto contrario, l’italia non è solo Berlusconi e Prodi.

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Cesara 6 febbraio 2012 18:54
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Che iattura il Governo Tecnico. Pensa, studia, ipotizza ma non ariva mai al dunque. Ancora adesso non ha un’idea valida di come risolvere il problema del lavoro. intanto i precari, i disoccupati aspettano e tirano la cinghia.

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Serio 13 marzo 2012 14:16
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Noto 13 marzo 2012 14:33
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come dire tante lamentele da parte di tutti ma nessuno nel vero ascolta, il grido straziante di un popolo IT.
nel vero si pensi a tanti fatti, e alla crisi da dove viene, e chi n’è creatore in tutto il suo splendore, partiamo da chi oggi ancora riesce a creare in IT. e guardiamo i costi reali di prod.
poi giriamo tutto con un pochino di scopiaz.nto da parte dei paesi emergenti, e poi mettiamo il fattore che le imprese che oggi resistono in IT. tipo le ceramiche, rubano a loro volta i prog. di poveri cristi IT. quindi non potendo fermare altri che scopiaz.no, esempio ( ? )
poi si mette il tutto delle logiche lobbi, colluse con i politici, e si ritrova in fine anche il perchè i forse sempre soldi dell’europa, finiscono sempre solo in tali logiche, e nel mentre il resto del paese, 89%
spera morendo di fame, ma poi dopo tali politici tutti, chiedono dazi e altro, per indeniz. tali soldi prestati dalle banche E.U. PROPRIO A QUEI POVERI MORTI DI ( ? ) SENZA UN LAVORO.
precisando anche che molti esempio ( ? ) avrebbero dei prog. da sviluppare, ma le stesse banche gli dicono ( non prestiamo i soldini per nuovi prodotti che nel vero non avrebbero concorrenza, ma noi daremo sempre e solo i soldini alle ( ? ) quindi come dire chi vorrebbe creare imprese, con prodotti privi di concorrenza sleale, per dare anche lavoro in IT. non lo può fare )
quindi come dire tutti ci si lamenta, alcuni potrebbero creare con invenzioni proprie, circa 40/67 imprese nel territorio IT. ma il tutto non fare, delle banche e politici di sempre, come dire dobbiamo per forza tutti essere sucubi di logiche che danno solo soldi e potere a ( ? )
e stare come stupidi a m……………
quindi cosa dire oltre…………………………………..
aiutare il nuovo per creare imprese nuove, e proteggerle da chi copia, forse ecco l’unica vera possibilità del nostro paese e altri.

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Gerald 17 febbraio 2012 11:04
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io rirdcoo una maestra di mie amichette alle elemantari che metteva sulla cattedra le fotografie dei suoi morti e faceva recitare ai piccoli allievi il requiem aeternam era davvero unica!

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Cesara 18 febbraio 2012 11:27
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Fornero continua a ipotizzare ma ancora non sa nemmeno lei di cosa di concreto si debba fare. Prof Fornero non è che salendo in cattedra si risolvono i problemi del Paese. Ci vogliono idee chiare che ancora non ha e intanto aspettiamo la soluzione. Aspetta e spera. Chi di speranza vive, diisperato muore.

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Cesara 21 febbraio 2012 11:22
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la riforma del lavoro così come sembra di capire sta diventanto un grosso pasticcio; i Sindacati che non capiscono l’importanza del cambiamento dell’Art, 18 e la Fornero che se ne esce fuori che vuol dare un sussidio al lavoratori disoccupati piuttosto che continuare con la cassa integrazione, ci dimostra che ci troviamo difronte un vuoto assoluto di idee per risolvere il problema del lavoro in Italia. Come e quando finirà questa tiritera?

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Carolus 23 febbraio 2012 18:16
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L’ottusità dei sindacati nel difendere ad ogni costo l’art 18 spingerà le imprese estere a rifiutarsi di investire in Italia ed è comprensibile.
L’ultimo esempio è la sentenza che obbliga Fiat a riassumere i tre operai che avevano bloccato il funzionamento dei carrelli a Melfi.
Solo degli incoscienti farebbero investimenti a casa nostra e non mi stupirei se Marchionne chiudesse tutti gli stabilimenti Fiat in Italia. Camusso, landini e compagni sarebbero contenti !

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Cesara 24 febbraio 2012 12:26
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I sindacati che dicono di stare dalla parte dei lavoratori ascoltano quanto dicono i lavoratori stessi che perdono il lavoro? Loro dicono che le fabbriche vengono chiuse perchè gl’imprenditori preferiscono aprirle all’estero: I sindacati si sono mai posta la domanda perchè questo avviene? Addirittura la Fornero ora vorrebbe proporre che il sussidio di disoccupazione ai loro ex dipendenti sia tutto a carico dell’impresa stessa senza nessuno aiuto dello Stato. Ma come può un’azienda sobbaccarsi questo onere se è costretta a licenziare per difficicolktà economiche? Ma siamo sicuri che questa Fornero ci capisce qualcosa per quanto riguarda il lavoro? Che dice la Marcegaglia che tanto tuonava contro Berlusconi ,su questa proposta della Fornero, che veramente farebbe chiudere tutte le aziente preferendo produrre all’estero.? Ma in che mani stiamo. che Dio salvi l’Italia.

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Pino 26 febbraio 2012 20:47
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Gentile Ministro Elsa Fornero, forse mai nessuno si è interessato dei salari degli italiani.Le chiedo gentilmente un Suo interessamento,perchè anche noi abbiamo diritto di vivere dignitosamente.Grazie

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Pino 26 febbraio 2012 21:00
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A proposito di stipendi le statistiche non bastano.E’ ora che si passa ai fatti….NON PAROLE MA OPERE!

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Trish 27 febbraio 2012 08:42
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Purtroppo paghiamo anche lo scotto di essere l’unico paese con eccedenza di personale in alcuni settori che non possono essere licenziati. Bisogna poi considerare l’alto costo della assistenza sanitaria in alcuni paesi, come la Svizzera, che grava pesantemente sullo stipendio dei lavoratori. Ci sono altre imprecisioni nell’articolo: “il mercato del lavoro italiano vede la fuga dei nostri cervelli verso quei Paesi della UE che hanno una bassa natalità”. Ma se è l’Italia il paese con la più bassa natalità! Inoltre medici e ingegneri sono assunti all’estero perché le nostre università, benché siano agli ultimo posti nelle classifiche internazionali, in realtà forniscono una migliore preparazione agli studenti.

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Nome (obbligatorio)piccini giovanni 27 febbraio 2012 14:11
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pero’ gli stipendi dei politici e manager italiani sono i piu’ alti d’europa , dovrebbero dire anche questo
non sara’ forse che i soldi disponibili sono andati a finire solo nelle tasche della politica.
solo ora vi accorgete , ma quando si parla che i consumi diminuiscono secondo voi da cosda dipende?
qui o abbassate i prezzi oppure aumentate gli stipendi altrimenti andiamo fuori da ogni confronto.
basterebbe pogliere i soldi di rimborso ai partiti e dimezzare gli stipendi e dil n. dei politici che si potrebbe aumentare le pensioni minime e diminuire il prelievo fiscale sulle buste paga.

cordialmente

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Cesara 4 marzo 2012 12:39
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Signora Camusso, se chi ci governa sono persone con grandi patrimoni dietro, come può pretendere che si spoglino dei propri averi per donarli ai poveri.Colui era Robin Hood, mica chi ci governa, gente, di tutt’altra specie. animata da un’immensa ingordigia.

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Manolete 4 marzo 2012 19:12
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fattuchiera sei abusiva nessuno ti ha votato

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Daniel 5 marzo 2012 09:25
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“I soldi per gli ammortizzatori sociali vanno presi dai patrimoni”: be’, certo: non si potrà prendere più niente né dalle pensioni, né dalle tasse, considerate l’IMU, l’IVA al 23%, la rimodulazione dei ticket sanitari, le accise sulla benzina, la nuova TARSU comunale… bisognerà necessariamente prenderli, se li si vuole far sbucar fuori, da dove sostanzialmente non è stato preso nulla!

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Cesara 5 marzo 2012 10:42
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Sarebbe quasi facile, se al Governo ci fossero delle persone alla guida del Paese intenzionate a mettere in atto, per prima cosa, la Giustizia Sociale. Purtroppo Una classe politica di siffatta specie ancora non esiste. Non illudiamoci, e vai……

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Carolus 5 marzo 2012 12:28
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Il tempo dedicato a CGIL è sempre sprecato perchè serve solo al sindacato a giustificare la sua presenza.
Presenza che ha trascinato l’italia in fondo alla classifica dei Paesi occidentali.
La minoranza dei lavoratori che CGIL dice di rappresentare non può imporre la propria volontà, proprio perché minoranza.
Oltre al fatto che nessuno ha mai potuto controllare quanti sono veramente gli iscritti a quel sindacato.

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Cesara 11 marzo 2012 11:43
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L’art. !8 strumentalizzato dai Sindacati sembra più, che lo statuto dei lavoratori, sia lo statuto del sindacalista che a nome dell’art. 18 si fa propaganda per se stesso, ma non facendo niente di concreto per la classe lavorativa.Non è che continuando col muro contro muro si risolvono i problemi dei lavoratori.

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Cesara 12 marzo 2012 19:50
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Sono proprio dei diletanti allo sbaraglio della politica. Tutto gli sembra possibile, ma in realtà non c’è niente di concreto., faremo, troveremo… Tra il dire ed il fare c’è di mezzo in mare. Questo non lo hanno preso in considerazione per questo torno a dire che questi tecnici al Governo sono dei dilettanti allo sbaraglio.In che mani siamo finiti.

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Cesara 13 marzo 2012 13:27
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Ma quali passi avanti, indietreggia, indietro, indietro fino a sparire. La Camusso è insopportabile.con le sue ripicche dimostranto di non capirci niente sul tema dell’occupazione.

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Cesara 14 marzo 2012 11:07
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Sinceramente non ci si capisce ancora niente, dove vada a parare la riforma del lavoro prospettata dalla Fornero. La telenovela continua.

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Daniel 14 marzo 2012 11:51
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Penso che occorra dire no ai soldi della Fornero.
Intanto perché la stessa Fornero è poco credibile, avendo recitato fino a ieri un lungo rosario con una solo litania: “Soldi non ce ne sono!”. Poco credibile non per i soldi in quanto tali, ma per il fatto che la “paccata” di soldi sia in realtà nient’altro che un “pacco”!

Infatti la Fornero, così come il governo Monti in generale, utilizzerebbe la formula più spicciola possibile, per togliersi dei problemi che invece devono rimanere suoi, e che necessitano di soluzioni adeguate, ovvero di soluzioni che passino per la via maestra.

Ad esempio, troppo comodo, per la Fornero, liquidare le centinaia di migliaia di lavoratori attualmente in cassa integrazione straordinaria o in mobilità, e quelli in procinto di finirci, con quattro spiccioli, recuperati, tra l’altro, dall’aver tolto anni di pensioni a 22 milioni di lavoratori!
Troppo comodo permettere alla Fornero l’eutanasia dei lavoratori estromessi, con la sottrazione di risorse a carico di altri lavoratori.

Infatti, non sono affatto i soldi, la “cosa” che la Fornero, e il governo, devono dare ai lavoratori, ma è il lavoro!
Cambiare, cambiare per davvero, visto che il governo Monti, a chiacciere, lo ribadisce tanto, significa proprio dire basta ai soldi, e sì alle opportunità di lavoro!
Dare soldi per liquidare un problema enorme cpme quello degli estromessi, facendo credere che il lavoro arriverà subito dopo, non è affatto “cambiare”: e seguitare come fino all’altro ieri!

La Fornero deve mettersi a lavorare per quello che è pagata!
E il suo mettersi a lavorare non può ridursi al togliere le pensioni ad alcuni, e con quei soldi mettere in mezzo ad una strada altri!

Faccio un esempio esplicativo: molti malati vivono grandi disagi fino a morirne. Ce ne sono di sistemati su delle brandine, per giorni, per i corridoi degli ospedali, mal visitati e mal seguiti dal personale medico e paramedico. Ce ne sono altri che abbisognano di analisi e/o controlli, visite, indagini strumentali, servizi ai quali non riusciranno ad accedere se non prima di molti mesi dalla data della richiesta. Il dovere di un governo, rispetto a questi fatti, non può ridursi con il dare a quei malati qualche decina, qualche centinaia di euro, e poi dicendogli: “Ora, per favore, toglietevi dai piedi ed arrangiatevi da soli!”.
Cosa per altro che il governo Monti ha già fatto con il “decreto svuota carceri”!
Di fronte a detenuti in carcere, stipati oltre l’inverosimile, ed in celle indecenti, e a detenuti in attesa di decisioni dai tempi lunghissimi, circa il loro dover restare in carcere o meno, il governo non ha risposto bonificato le carceri, costruendone di nuove, ed accelerando i tempi della giustizia!
MAGARI!
No! NON HA FATTO, quello che avrebbe dovuto fare!
Cosa ha fatto, invece, il governo Monti “furbetto”, sottraendosi così alle proprie responsabilità?
Come se l’è cantata e come se l’è suonata, tutto da solo?
Semplice: rimettendo i detenuti in libertà!
TROPPO COMODO! TROPPO FACILE!

Ed ora, con le centinaia di migliaia di lavoratori estromessi dai cicli produttivi, ed stremssi a causa del fatto che chi ci ha governato non si è debitamente preoccupato di creare le opportunità di lavoro sufficienti per tutti, come se la vorrebbe cavare? Dandogli un contentino, a quei lavoratori estromessi, liberandosene dicendogli: “Quelle opportunità di lavoro alle quali avevate diritto, e che noi, tra magna-magna e bunga-bunga, non ci siamo premurati di creare, andatevele a cercare un po’ da soli, un po’ dove dove vi pare!”: e no!
NO, signora Fornero! I soldi se li tenga pure, che di “pacchi” di miliardi da goderci ci abbiamo già i 20 di Marchionne: quelli degli investimenti in cambio dell’accettazione di certi accordi! Ci bastano e ci avanzano.
A noi, prego, ci dia invece le opportunità di lavoro che si spettano!
Se non ne è capace, per favore, lo dica, e si faccia da parte!
Chiaro?
I soldi della Fornero, che tutto d’un tratto diventata “sprecona”, non servono!
Sono davvero uno spreco!
Non servono nemmeno per estendere gli ammortizzatori sociali a tutti! Perché quando avrà creato le opportunità di lavoro necessarie per ricollocare le centinaia di migliaia di lavoratori attualmente estromessi dai cicli produttivi, con il risparmio sugli ammortizzatori derivante, e con il gettito IRPEF dei nuovi stipendi e contributi previdenziali, ce ne avrà d’avanzo, la Fornero, per estenderli tranquillamente a tutti, gli ammortizzatori sociali.

I lavoratori hanno la loro ragion d’essere nel lavorare, ovvero nel contribuire, nel concorrere, nel dare. Non nel prendere!
I lavoratori vogliono dare, non prendere, voglio trainare, non essere zavorra da gettare da qualche parte, voglio essere (e lo sono!) una risorsa, non un peso!
I lavoratori sono un’energia, un propellente, non un freno.

Perciò NO! No ai soldi della Fornero!

La dignità dei lavoratori non è in vendita!

Dia lavoro, la Fornero, se ne è capace! Se ne è all’altezza, altrimenti è lei, che deve togliersi di mezzo, non i lavoratori!

Ché i lavoratori, quanto a diritto di starci, ne hanno senz’altro più sia di lei che del governo Monti, messi lì senza elezioni, e sostenuti da un Parlamento di nominati, con una maggioranza che annovera tra le prorpie fila un partito, il PD, che nel 2008 le elezioni addirittura LE PERSE!

Camusso: non ceda!

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Musthafa 17 marzo 2012 04:03
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Credo non si arrivere0 a nussen accordo, sul reddito minimo garantito, e8 solo propaganda..i sindacati e i partiti, fanno a gare per tutelare i propri iscritti, i precari non hanno ne partito, ne sindacato.. chi dovrebbe tutelarli?Solo la comunite0 europea ci potrebbe dare una mano! Io penso che, o siamo tutti uguali tra doveri e diritti altrimenti questa comunite0 diventere0 un paradosso!!Ci chiedono di essere allineati agli altri.. ma gli altri stanno meglio e guadagnano di pif9, per noi e8 solo un pagare e basta!! Abbiamo solo doveri a questo punto che vada a farsi benedire l’europa chi l’ha voluta, e coloro che hanno preso i fondi dalla comunite0..che paghino loro! io non ho visto un euro!!

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Sofia 17 marzo 2012 06:02
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Hayley 17 marzo 2012 07:08
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Cesara 18 marzo 2012 13:04
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Monti ci assicura che entro la settimana prossima un accordo sulla riforma del lavoro ci sarà. A noi sembra che è ancora tutto al punto di partenza, ancora tutto in alto mare. Staremo a vedere.

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Cesara 20 marzo 2012 17:29
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Staremo a vedere cosa succede prima di continuare a commentare.

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Cesara 20 marzo 2012 18:12
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Ecco l’interpretazione della CGL sbagliata, ovviamente. Speriamo che non accada quello che è successo a Biagi che in conseguenza di mala interpretazione del sindacato, ci scappi un altro morto.

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Francesco 22 marzo 2012 23:09
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IN ITALIA E BELLO VINCEREEEEEE I CONCORSI PUBBLICI PER CHI A I SANTI,CHI E MENO FORTUNATO E LAVORA PRESSO AZIENDE PRIVATE GESTITE DA ARROGANTI IMPRENDITORI CAFONI. LA MODIFICA DELL’ARTICOLO 18 E UN VERO AFFARE ”””’ POVERA ITALIA”’ CAMUSSO ALMENO LEI NON CI ABBANDONI!!!!!!

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Cesara 24 marzo 2012 17:30
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L’imprenditore è sempre penalizzato, perchè se deve licenziare per motivi economici, si suppone che troverà delle difficoltà per l’indennizzo che dovrà pagare al lavoratore, per diversi mesi. In questo modo, forse ci penserà si due volte prima a licenziare, ma opterà quasi sicuramente di chiudere l’azienda e trasferirsi all’estero.

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Antonio Bonifati 27 marzo 2012 18:01
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Per una dozzina d’anni ho lavorato in Italia con contratti di cococo e cocoprò. Nonostante fossi “bravo”, non essendo “raccomandato” nessuno mai mi ha dato nemmeno un posto a tempo determinato. Nei periodi di disoccupazione tra un contratto e l’altro non ho goduto di nessuna indennità, eppure i miei proventi erano ben tassati, come se si trattasse di lavoro a tempo determinato.

Qualsiasi riforma del mercato del lavoro che metta fine a questo tipo di sfruttamento dei giovani e riduca il divario tra chi gode di privilegi enormi e occupa posti improduttivi e di chi fa gli straordinari non pagati senza alcuna sicurezza lavorativa, non può che far bene al paese, non solo all’economia.

Anche perchè molti giovani, specie quelli col cervello se ne stanno fuggendo all’estero, dove un posto di lavoro a tempo determinato lo trovi in due settimane se vali. In Italia nemmeno in 12 anni. Per non parlare poi dei concorsi truccati in Italia… quanti ne ho visti d’ignoranti e incompetenti passarmi davanti, nonostante ai colloqui dicevano cazzate, poi il concorso lo vincevano loro e io venivo messo in riserva e mai chiamato. Per queste cose bisognerebbe istituire una commissione d’inchiesta.

Ora qualcosa si sta muovendo in questo paese, ma non perchè quelli che occupano i posti di potere hanno acquisito maggior senso dello stato e si comportano con legalità, ma perchè gli stessi privilegi e le ingiustizie su cui pochi si arricchiscono alle spalle della povera gente (che sono la maggioranza) sono ora minacciati dalla crisi economica. Lo stato italiano è nelle mani degli strozzini che ci prestano i soldi al 7%, mentre alla Germania solo al 2%. Così non si può andare avanti. Come dicevano i latini, acta est fabula, la commedia è finita!

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Cesara 6 aprile 2012 12:53
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Infatti non se la sognava. Non poteva pensare che per l’Imprenditoria ed il commercio in generale ci sarà inevitabilmente, una mammaia di posti di lavoro. Le Aziende con questa riforma penseranno solamente a disfarsi del cappio al collo, il prima possibile e chiudere definitavamene e di conseguenza tutta la produzione nel ns Paese, andra scemando sempre più. Ma si è resa conto per prima, la Camusso che ha combinato con la sua ottusagine ed il Governo poi, che le è andato dietro.

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Cesara 15 aprile 2012 13:29
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MAGARI! Ritorna all’università, non in cattedra, ma a studdiare meglio la materia sul lavoro. Che avrà insegnato finora agli studenti se poi all’atto pratico, guarda che combina. Mah!

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AxelB 20 aprile 2012 20:15
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Non ci resta che sperare che olte a tartassare i lavoratori, adesso s’inventino qualcosa di concreto per far ripartire le cose … certo che spremendo la gente non si può sperare in grandi riprese! Ha ragione chi dice che dovrebbero ridurre il costo del lavoro … http://pannellifotovoltaici.myblog.it/

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