Primo maggio, Napolitano: “Crescita per i giovani”. Fornero: “Non è un bel giorno”

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Quirinale Celebrazione Festa del Lavoro

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha sottolineato, durante la cerimonia del primo maggio al Quirinale, che bisogna portare avanti la crescita per i giovani, pur essendo consapevoli che l’Italia sta vivendo un presente piuttosto duro a causa della recessione e della crisi economica. I sindacati, manifestando, hanno chiesto di risolvere problemi fondamentali come quello delle tasse, degli esodati, del cambiamento e del lavoro. Cgil, Cisl e Uil sono uniti nelle critiche nei confronti della riforma Fornero, ma non sono riusciti a trovare in maniera unitaria una risposta da dare a tutto ciò.

In ogni caso chiedono che il Governo si impegni puntando sull’occupazione. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha dichiarato: “Chiediamo al governo di tagliare subito le tasse sui lavoratori e sui pensionati, di sterilizzare le tasse sulla benzina, di dare credito d’imposta per chi investe“.

Inoltre Bonanni è stato molto critico nei confronti del Governo, perchè ritiene che è assolutamente sbagliato caricare i lavoratori di tasse, nonostante si dica che voglia rilanciare l’economia. Sulla questione giungono anche le riflessioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che è stata intervistata nel corso di una trasmissione alla radio.

Il ministro Fornero ha affermato che non si tratta di un bel primo maggio, perché si ha il dovere di riflettere sui motivi della crisi e soprattutto di agire per superarla. Elsa Fornero ha fatto presente: “Non è un bel primo maggio sia per l’assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro“.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel corso della manifestazione nazionale dei sindacati per il primo maggio, ha sottolineato che le morti sul lavoro sono diventate il simbolo della crisi e delle ingiustizie. Inoltre ha aggiunto: “La festa del lavoro si deve celebrare sempre, anche in anni difficili come questo, perché bisogna rimettere il lavoro al centro delle cose che si fanno“.

La Camusso chiede di detassare la tredicesima già da quest’anno, in modo da arrivare ad una riforma strutturale nel 2013. Inoltre il segretario della Cgil chiede risposte precise per i lavoratori e per i pensionati.

Intanto al Quirinale sono state consegnate delle stelle al merito del lavoro a coloro che sono rimasti vittime degli infortuni sul lavoro.

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Mar 01/05/2012 da Gianluca Rini

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Cesara 1 maggio 2012 16:56

Per i giovani e no, che non è un bel giorno il primo maggio. Lo vediamo quanti ne giungono in piazza S. Giovanni per il concertone. Se la cantano e se la suonano tutti insieme disperatamente.Alla razza giovane non rimane altro da fare. Speriamo che i politici si mettano una mano sulla coscenza.

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Antonimo 1 maggio 2012 19:24

A Monti, a Napolitano, alla Fornero, dei giovani non importa nulla, cercano solo di “piacere” mentre ripetono fino alla nausea lo stesso mantra: I “mercati” hanno ragione, al rigore non c’è alternativa, gli italiani hanno vissuto al di sopra dei propri mezzi; Evidentemente questi “miracolati” del potere pensano di parlare ad una platea di sprovveduti che ignorano del tutto di storia e di economia. Purtroppo per loro, non è così. Io non so se Monti in passato abbia vissuto o meno “al di sopra dei propri mezzi” come osa affermare abbiano fatto gli italiani, ma so per certo che oggi è lui a vivere di gran lunga al di sopra dei propri meriti, vista la totale inconsistenza del sincopato vaniloquio che utilizza per tentare di nascondere il marchio infame del suo governo, un governo abusivo, nemico dei cittadini e della nazione. Un consiglio mi sento di dare a Monti sperando che lo giri anche ai suoi amichetti di Goldman-Sachs: Non è detto che l’Europa sia disposta a farsi sottomettere ed impoverire dai “mercati” senza reagire. I popoli d’Europa e con essi gli italiani, si cominciano a rendere conto delle responsabilità delle banche e della finanza nella crisi e le conseguenze potrebbero essere del tutto imprevedibili per i fiancheggiatori i dei “mercati” insinuatisi dentro le massime istituzioni dello Stato. I sinedriti di belzebù, nonostante godano della protezione dei “mercati”, farebbero bene a non sottovalutare la forza della democrazia. La verità ha una “forza propria”, insopprimibile e come la Storia insegna, potrebbe arrivare anche per loro il giorno dei limoni neri.

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