Pd, Renzi e le sue cento idee per l’Italia

  • Commenti (4)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Pd Renzi 100punti italia

Matteo Renzi enuncia le sue cento idee per l’Italia e per il Pd, nella riunione della Leopolda, a Firenze. Le cento idee sono contenute all’interno del cosiddetto WikiPd, un luogo virtuale e reale nel quale sviluppare tutte quelle idee che servono per rilanciare il Paese. Il sindaco toscano vuole creare un nuovo Big Bang all’interno del suo partito e causare la morte, solo politica, dei dinosauri che, ancora, popolano il bosco del Pd. Renzi arringa la sua foltissima platea tirando in ballo l’amore per il proprio Paese, unito alla voglia di cambiare la piatta realtà della partitocrazia attuale.

Una volontà da attuare, però, con una certa forza esplosiva, altrimenti si rischia di essere tacciati come veltroniani. Un sindaco che non vuole opporre i soliti slogan che arrivano dalla Sinistra, di fronte al possibile fallimento del Governo, ma essere propositivi con idee reali che devono riformare il mondo reale, quello dove lavorano milioni di Italiani in difficoltà.

Una sfida da rilanciare alle primarie del centrosinistra, che Renzi giudica come un ribaltamento. Il punto di partenza di Matteo Renzi è completamente opposto a quello dei dirigenti del suo partito, il Pd, e indica nella divisione tra lavoratori e imprenditori uno dei grandi errori dei dirigenti del suo partito. In questo caso, infatti, il nuovo punto di vista di Renzi è quello di dare valore a chi fa impresa.

Il vecchio modello, per cui i dirigenti davano le linee guida agli eletti, andava ben nel ‘900, ma non adesso. Secondo il sindaco di Firenze, bisogna uscire dal proprio guscio e aprirsi al mondo, perché “la storia la fanno i pionieri e non i reduci”. Il riferimento è per Bersani, segretario del Pd che si candida alle primarie del centrosinistra.

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Dom 30/10/2011 da Ottavio Polito

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Francesco 30 ottobre 2011 23:21

Caro renzi, la tanto conclamata giustizia sociale sappi che può passare solo per la giustizia fiscale e questa manca quando c’è evasione. Le proposte per combatterla postulano un modello tributario poggiato sui segienti tre pilastri:
Principio della tassazione del reddito residuo in modo da provocare contrasti d’interessi fra soggetti
tributari per fare emergere l’evasione di liberi professionisti ed artigiani
attraverso la deduzione dal reddito dei compensi corrisposti a queste
categorie; Analisi patrimonoale generalizzata a tutti i soggetti tributari per
fare emergere incrementi patrimoniali conseguiti con le entrate in nero
corroborata dall’introduzione del principio dell’inversione dell’onere della
prova, efficace contro l’evasione e sopratturro contro la corruzione e
l’affarismo mafioso; nominatività dei titoli di credito in ausilio all’analisi
patrimoniale per monitorare il dinamismo degli arricchimenti illeciti. A queste
misure andrebbe associato, per completare il pacchetto, il monitoraggio dei
flussi di capitali in entrata ed uscita ed il superamento del permissivismo
delle società di comodo e delle fughe di capitali. A chi sostiene che dette
misure stimolerebbero la fuga dei capitali si può obiettare che i capitali
fuggono con facilità perchè con altrettanta facilità sfuggono al fisco ed agli altri controlli.
Mi rendo conto che si tratta di misure tabù e che non sono state adottate per
mancanza di conoscenza e di intuizione della loro efficacia ma per mancanza di
volontà, anche perchè potrebbero far male alla politica. Se Lei ha la forza di
portarle avanti avrà la mia stima di vero fautore della moralizzazione, ma ho
molti dubbi. La nobile funzione del fisco è quella della giustizia distributiva (del carico tributario) e redistributiva (delle risorse attraverso beni e servizi elargiti ai cittadini)
Che ne pensi della patrimoniale quale strumento “ad juvandum” per una redistribuzione della ricchezza.
Un fisco così rinnovato può dare vita ad un diverso modello di società da contrapporre al berlusconismo che con l’esaltazione dell’edonismo individuale ha generato i guasti da riparare a spese delle categorie deboli e relegato in soffitta i canoni autentici del vivere sociale.
Saluti e buon lavoro
Francesco Agostino – Catanzaro

Rispondi Segnala abuso
Ottavio Polito
Ottavio Polito 31 ottobre 2011 10:32

Ciao Francesco,
dico subito che sono d’accordo con te e, credo, che lo sarebbe anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, dopo avere pronunciato il suo discorso alla stazione Leopolda della sua città. La novità di questo giovane politico, tra le altre cose, sta proprio nel giudizio che ha della giustizia sociale e del rispetto verso il prossimo. Temi che sono cari al Cristianesimo e che vengono pronunciati da un esponente politico del centrosinistra, ma di estrazione cattolica. Le idee di Renzi sono allettanti e, cosa buona, si dirigono contro la politica praticata, fin’ora, dai suoi colleghi di partito, a cominciare dal segretario del Pd. Il Fisco, solo se basato su criteri di giustizia sociale e di equa redistribuzione del reddito, può diventare una leva per il cambiamento.
Ciao e buona lettura.

Rispondi Segnala abuso
Carolus 31 ottobre 2011 11:25

Da anticomunista dichiarato ti dico che se mi togli dai piedi i tuoi “storici” capi con le loro granitiche convinzioni populiste, ti voto.
elenco dei fossili:
Bersani, Finocchiaro, Franceschini, Vendola, Bindi…. ecc. ecc.

Rispondi Segnala abuso
Ottavio Polito
Ottavio Polito 31 ottobre 2011 11:37

Ciao,
non sei il solo a pensarla così. Il sindaco di Firenze sta aprendo delle nuove prospettive politiche ma i dinosauri non vogliono mollare l’osso.
Ciao e buona lettura.

Segnala abuso