OccupyWelfare contro la Fornero, occupato il Ministero del Lavoro

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Il movimento “OccupyWelfare” ha fatto un blitz al Ministero del Lavoro, occupandolo, per consegnare una lettera dei precari , schierandosi contro il ministro Fornero e per manifestare il proprio dissenso verso le politiche di riforma del lavoro del nuovo Governo Monti. Nel giorno della Festa della Donna, molte donne precarie si sono recate, con piglio battagliero, nella sede del dicastero responsabile del settore Lavoro. In quel momento, però, il ministro Fornero era al Quirinale, a presenziare un incontro con il Capo dello Stato, davanti a una platea tutta femminile, giusto per parlare di lavoro, di donne e di famiglia. In compagnia del ministro Fornero vi erano anche diversi altri rappresentanti del Governo Monti, con molti parlamentari di tutti gli schieramenti.

Il presidente Napolitano, padrone di casa, ha esortato i ministri presenti a incrementare l’occupazione femminile per favorire la crescita dell’economia italiana. Tutto questo al Quirinale, mentre all’interno del ministero del Lavoro si consumava l’occupazione di giovani donne precarie in cerca di risposte da parte del ministro del Welfare.

Una cinquantina di attiviste, che protestano contro la riforma del lavoro, hanno raggiunto il piano dove si trovano i vari uffici e, poi, hanno occupato la sala dell’ufficio stampa ministeriale. Gli attivisti di “OccupyWelfare“, tuttavia, sono stati raggiunti da agenti della Digos e bloccati all’interno dello stesso ministero. Il fatto è stato prontamente comunicato al ministro Fornero, la quale ha fatto in tempo a concludere il suo intervento e tornare al suo ministero, dove ha incontrato nove donne precarie, fra quelle presenti, appartenenti al movimento.

Da qui, è stato organizzato un tavolo di discussione improvvisato ma che, comunque, ha messo in stretto rapporto il ministro Fornero e le donne precarie di “OccupyWelfare“. Qualcuna di loro l’ha definito come “il primo tavolo in cui la Fornero si confronta con precari indipendenti”. Le attiviste sono tutte precarie o disoccupate, facenti parte del mondo della comunicazione, della ricerca, del sociale e, tra queste, anche una ragazza madre.

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Gio 08/03/2012 da Ottavio Polito

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