Nomine Rai, finalmente eletto il CdA: ci sono anche Colombo e Tobagi

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Gherardo Colombo

Dopo tante polemiche, veleni e scontri anche istituzionali tra Fini e Schifani stamattina la commissione di Vigilanza della Rai, convocata dal presidente Sergio Zavoli, ha eletto i nuovi membri del CdA dell’azienda pubblica radiotelevisiva. Ma come i partiti politici si sono divise le poltrone? Quattro poltrone all’accoppiata Popolo della LibertàLega Nord, due al Partito Democratico e una all’Udc. Tra i nuovi membri del CdA della Rai spiccano Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, entrambi in quota PD.

I membri del CdA Rai eletti in quota PdL-Lega sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Luisa Todini e Guglielmo Rositani. Rodolfo de Laurentiis per l’Udc. Flavia Piccoli Nardelli è risultata essere la prima dei non eletti con 4 voti e di area politicamente indefinibile. Ora la casta festeggia e il vicepresidente della Vigilanza Rai in quota PD, Giorgio Merlo, ha dichiarato che “da oggi la Rai può ripartire“.

Nomine Rai, Fini e Schifani litigano per una poltrona

Fini e Schifani

Scontro istituzionale senza precedenti tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il presidente del Senato, Renato Schifani, sulle nomine Rai. La grottesca e vergognosa situazione di stallo creatasi su una delle aziende pubbliche più importanti del nostro Paese continua a tenere banco nel dibattito pubblico nazionale. Lo scontro istituzionale tra due delle più alte cariche istituzionali del nostro Paese è nato in seguito alla sostituzione del pidiellino Paolo Amato con il capogruppo di Coesione nazionale al Senato, Pasquale Viespoli, alla carica di membro della commissione di Vigilanza Rai.

La seconda carica dello Stato ne ha dato comunicazione scritta al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e a quello della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli. Questa decisione ha scatenato un vespaio di polemiche politiche. Il fondatore di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, ha parlato di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica e ha chiesto spiegazioni al presidente del Senato in una lettera scritta perché non è sulla correttezza formale della sostituzione del senatore Amato che bisogna riflettere, bensì sulla tempistica della decisione dato che la questione poteva trovare soluzione esclusivamente nell’ambito della quota di seggi spettante al Senato in quanto il gruppo Coesione nazionale non è presente alla Camera dei deputati. Il senatore del Popolo della Libertà, Paolo Amato, aveva minacciato di lasciare il partito dopo che gli sarebbe stato detto per chi votare come candidato al Cda Rai, ma ora è ritornato sui suoi passi. Renato Schifani ha risposto al presidente della Camera dei Deputati dichiarando di essere sereno perché non ha fatto altro che far rispettare le regole, impedendo che la Commissione di Vigilanza compisse atti viziati da illegittimità.

Il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha dichiarato che ciò che sta accadendo attorno al rinnovo del Consiglio di amministrazione della Rai ha dell’incredibile dato che i modi e i tempi della sostituzione del senatore Amato lasciano senza parole. Ha chiesto con urgenza al presidente del Senato di riferire in aula. «Quanto alla Rai – ha sottolineato Bersani -, questa invereconda commedia imbastita dal PdL sulle sorti di una delle più importanti aziende pubbliche italiane deve finire: o giovedì si chiude in modo positivo questa vicenda o il governo deve finalmente prendere in mano la situazione e garantire una gestione straordinaria della Rai».

Il segretario politico del PdL, Angelino Alfano, ha difeso la scelta di Schifani e ha criticato Fini: «Non accettiamo, quindi, alcuna critica, a maggior ragione da parte di chi, in pieno esercizio del suo alto ruolo istituzionale, ha fondato un partito, ha indetto riunioni nello studio a lui assegnato in qualità della sua carica ed è più volte intervenuto in maniera strumentale e partigiana nelle dinamiche politiche e parlamentari tentando di orientarle dall’alto del suo scranno. Il presidente Schifani dovrebbe essere preso da esempio – ha concluso – proprio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi lo critica». I partiti continuano a scannarsi per le poltrone del Cda Rai, lottizzando tutto e di più senza rispettare le regole e senza garantire un minimo di indipendenza e autonomia, pilastri fondamentali per un colosso dell’informazione. Il solo fine dei politici è quello di occupare poltrone, infischiandosene di tutto il resto.

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Gio 05/07/2012 da Ottavio Polito in

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Cesara 29 gennaio 2012 18:29

Che te frega. i sondaggi dicono che il Pd sta al 29% e il PDL al 24%. Allora non è vero: i sondaggi sono taroccati, come noi pensiamo.

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Hackan 17 marzo 2012 06:50

[..YouTube..] EUXTV is sounding more like Pravda every day !Glorious EU ntaion sweeps aside silly democracy and installs own officials without complex elections to make a benefit for poor ntaions who previously allow their population to have a say in who governs. EU will now take control and everything will be rosy and if it is not well screw you, you don’t get say anyway! Keep talking like that and it will be the Gulag for you !Tractor production is up Comrade!14 November 2011, 05:57

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Cesara 9 giugno 2012 17:57

Forse al posto di Tarantola Monti ha intenzione di metterci qualcun’altro? Per non farle torto ha pensato di darle un altro incarico, forse non prestigioso come quello precedente ma di un certo peso, si. Si sa che in rai fanno strada solo personaggi di sinistra. La linea politica c’entra? forse si, visto quanto ha sottolineato il PDL. non c’era nessuna necessità di sostituire la Lei con Tarantola, visto i risultati positivi dell’azienda ottenuti con la sua amministrazione. il PD e Casini sembrano tutto sommato, dell’idea, si può fare. Qui gatta ci cova. Alla Rai si vuole dare spazio al cattocomunisti?

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Cesara 5 luglio 2012 16:18

Colombo al CdA della Rai? Hai! c’è il rischio che ritorni il trio monnezza di Anno zero e continuare con le intercettazioni tanto care ai PM di Milano. Mamma mia !

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Roberto 11 21 settembre 2012 13:32

E’ un crimine non dare la carica di direttore di RAI INTERNATIONAL a Federico Guiglia, ma forse si è ancora in tempo? Speriamo
Roberto11

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Lorenza 28 settembre 2012 09:25

Magari dare la direzione di RAI INTERNATIONAL a Federico Guiglia. Non credo che la RAI sia cosi perspicace.

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