Monti striglia la sua maggioranza parlamentare: “Basta con le risse”

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Mario Monti a Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ha invitato la sua maggioranza a stringere i tempi per la legge elettorale. Ha esortato i partiti a riformare il sistema di voto con l’obiettivo di dare anche un segnale di credibilità ai mercati finanziari internazionali. A “Radio anch’io” prima del tour europeo, il capo del Governo non è entrato nel vivo del dibattito sulle diverse posizioni che sta scatenando un acceso dibattito tra gli esponenti del Partito Democratico e quelli del Popolo della Libertà. «Lo scenario peggiore, quello che voglio esorcizzare, sarebbe quello di elezioni alla scadenza naturale - ha detto il premier Monti -, e quindi non anticipate, ma a cui si arrivasse senza una riforma elettorale e in un clima di disordinata rissa tra i partiti».

Sul voto anticipato era già intervenuto Giorgio Napolitano che aveva sollecitato la massima cautela e responsabilità in rapporto all’esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al presidente della Repubblica. Ieri il capo dello Stato ha ribadito che occorre la massima cautela e responsabilità nell’affrontare una materia così delicata come le elezioni anticipate e la riforma elettorale. Due argomenti importanti per il futuro democratico del nostro Paese dove bisogna evitare di piegarsi a posizioni di parte e a manovre politiche.

A “Radio anch’io” il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ha spiegato che c’è una relazione tra elezioni e andamento dello spread. Il capo del Governo ha dunque invitato la classe politica ad essere più responsabile e matura visto e considerato che nelle ultime settimane il differenziale tra i titoli decennali di stato italiani e quelli tedeschi. Inoltre ha aggiunto che l’Italia sta per uscire dal tunnel.

Sul dibattito relativo alla legge elettorale è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha richiamato i partiti politici sulla riforma elettorale, sottolineando l’importanza di un ampio consenso. «L’accordo sulla nuova legge elettorale deve coinvolgere innanzitutto i partiti della maggioranza - ha asserito la seconda carica dello Stato -, altrimenti questo potrebbe causare ripercussioni sull’esecutivo. Accordi trasparenti e alla luce del sole – ha concluso Schifani – e non nelle piccole stanze dei partiti».

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Mer 01/08/2012 da Domenico Giampetruzzi

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