Monti chiama a rapporto i leader di maggioranza: “La situazione è seria”

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casini alfano bersani

La situazione economico-finanziaria dell’Italia è piuttosto delicata e proprio per questo motivo Mario Monti ha chiamato a rapporto i leader di partito che sostengono la sua strana maggioranza. Ieri il premier ha incontrato nel mattino il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani, nel pomeriggio il segretario politico del Popolo della Libertà Angelino Alfano. Oggi è il turno del leader del Terzo Polo, Pier Ferdinando Casini. Durante gli incontri di ieri si sono affrontati tanti temi: dalla crisi economica alla spending review fino alla legge elettorale. Il segretario democratico ha invitato il Professore a fare correzioni sul decreto relativo alla revisione della spesa pubblica in materia di enti locali e sanità attraverso tavoli di concertazione con le parti interessate. Monti ha replicato che tutto si può fare, l’importante è che il saldo finale resti invariato.

Angelino Alfano ha detto chiaramente al presidente del Consiglio che il suo partito non è disposto ad accettare nuove manovre con sacrifici per gli italiani, anche se lo chiede l’Europa poiché bisogna fare gli interessi degli italiani e non dei tedeschi. Mario Monti voleva tastare gli umori dei due principali partiti ed entrambi hanno confermato pieno appoggio al Governo tecnico fino alla primavera del 2013. Dunque il rischio di elezioni politiche anticipate è stato accantonato anche perché ci sono bel altri problemi da affrontare nell’immediato.

Mario Monti ha invitato Bersani e Alfano a stringere i tempi per una nuova legge elettorale: «Fate anche voi il vostro dovere, così come il governo compie la sua parte». Palazzo Chigi ha smentito le indiscrezioni sui tagli alle tredicesime dei dipendenti pubblici e pensionati e il premier ha confermato che non ci saranno in futuro nuove manovre lacrime e sangue.

A preoccupare il capo del Governo tecnico è soprattutto la crisi dell’Eurozona. «La situazione resta molto instabile – ha detto Monti a Bersani -, ma non siamo noi all’origine della crescita dello spread. Il Governo ha fatto ciò che era possibile». Su questo argomento Bersani e Alfano hanno espresso la stessa opinione e cioè che bisogna dare seguito alle decisioni prese dal vertice europeo di fine giugno (scudo anti-spread), rafforzando i poteri della Banca centrale europea per superare le speculazioni finanziarie internazionali.

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Gio 26/07/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Carolus 26 luglio 2012 11:33

La legge elettorale interessa solo alla sinistra che vorrebbe tornare al sistema proporzionale che ha creato solo danni irreversibili all’Italia.
Il motivo è chiaro cioè il non volersi presentare insieme a IDV e SEL per non dover dichiarare il vero programma di Bersani: Programma che include naturalmente “ammazza i padroni, porta via i patrimoni, matrimoni gay e tutto il programma comunistoide che ha fatto crollare tutti i regimi dittatoriali comunisti.

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Cesara 26 luglio 2012 12:43

Ormai sono tutti nel pallone, Tecnici, Partiti , l’informazione poi te la raccomando. Di euro si muore ,Lasciateci morire in santa pace; basta chiacchiere. Le chiacchiere stanno a zero.

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