Libia, Monti e Scaroni a Tripoli per ricevere più petrolio

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Mario Monti e Paolo Scaroni sono sbarcati in Libia per incontrare il governo locale a Tripoli e chiedere una maggiore fornitura di petrolio per l’Italia. Il presidente del consiglio italiano, di concerto con l’amministratore delegato dell’Eni , ha in mente una road map per potenziare la politica energetica italiana attraverso un rafforzamento dei legami politici con il Paese arabo. Il presidente Monti ha affermato che L’italia vuole stare saldamente in Libia e rafforzare sempre di più la sua presenza allo scopo di rinsaldare i legami fra i due Paesi dirimpettai. Per questo motivo, il Premier italiano ha incontrato il presidente del governo provvisiorio della Libia, Abdel Rahim al-Kib.

Mario Monti ha tenuto a dire che lo spirito di collaborazione fra le due nazioni continuerà sempre su basi più forti, anche dopo la caduta dell’uomo forte Gheddafi. Il trattato di amicizia, che fu stipulato fra il deposto dittatore e l’ex presidente Berlusconi, continuerà ad esistere e confermerà i precedenti obiettivi. Del resto, alla fine della guerra, lo aveva ribadito anche l’ex ministro La Russa quando dichiarava che l’Italia era pronta a fare la sua parte nella ricostruzione della nazione.

I due Paesi, adesso, saranno sempre uno accanto all’altro, anche in base alla cosiddetta “Tripoli Declaration”, secondo la quale l’Italia svolgerà un ruolo di primo piano nella ricostruzione del Paese arabo, affinchè la sua rete di infrastrutture possa essere rilanciata. Per tutta risposta, il presidente libico Abdel Rahim al-Kib ha rimarcato che i rapporti fra Italia e Libia rimarranno forti ed il ruolo italiano sarà primario. Lo stesso presidente libico ha espresso grande stima nel presidente Monti, individuando in lui un uomo dalla “visione progredita nel capire i rapporti internazionali”.

Il petrolio libico

Monti scaroni libia impianto

L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha affermato che la produzione del petrolio libico sta tornando velocemente ai livelli pre-guerra: infatti si sono raggiunti i 260 mila barili al giorno quando, prima della guerra, si era a 270 mila barili al giorno. L’obiettivo del governo italiano è quello di raggiungere una produzione di 300 mila barili al giorno e di confermare l’asse Roma-Tripoli come prioritario nella fornitura del greggio. Secondo Scaroni, poi, i libici si sono comportati sempre bene con l’Italia e, in 50 anni di cooperazione, “non è mai successo che un contratto non sia stato rispettato”. L’Eni, quindi, continuerà i suoi frequenti incontri con la compagnia petrolifera statale libica, la National Oil Company, per definire un’intesa di carattere sociale del valore di 380 milioni.

Cooperazione militare

Monti scaroni libia di paola

Italia e Libia hanno stipulato anche un accordo di cooperazione militare per la stabilizzazione della sicurezza nel Paese. Infatti, alla visita del presidente Monti, era presente anche il ministro della Difesa italiano, l’ammiraglio Di Paola, il quale ha sottoscritto una lettera d’intenti nella quale si evidenzia un forte impegno di cooperazione italo-libica nel settore della difesa. L’intesa, in particolare, prevede l’addestramento di personale militare libico in Italia nel settore dello sminamento delle zone più a rischio del Paese arabo. Non solo, ma la cooperazione continuerà con la bonifica di tutti i porti della Libia, come Tripoli o Misurata, di tutti quei residuati bellici che ancora sono presenti in quelle aree. Infine, un maggiore e accurato controllo di tutti i confini mediante l’utilizzo di tecnologia elettronica italiana.

Sab 21/01/2012 da Ottavio Polito

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