Legge elettorale: intesa tra Pdl e Pd, ma Bossi minaccia Berlusconi

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Il Pdl ed il Pd cercano nuovi accordi sulla riforma della legge elettorale e convergono su un’intesa: quella che siano i cittadini a scegliere i loro rappresentanti. I due partiti politici hanno riunito le loro delegazioni per discutere sul cambio di metodo elettivo ed hanno ritenuto utile sfruttare questa ultima parte di legislatura per procedere con un progetto di riforma della legge elettorale, per dare un’accettabile credibilità al sistema politico italiano. Il Pdl ed il Pd si sono incontrati anche per ribadire che esiste la necessità che la nuova riforma della legge elettorale abbia il più ampio consenso parlamentare. Un argomento che è stato rimarcato dalla nota espressa dai politici appartenenti ai due suddetti schieramenti. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è tornato a minacciare l’alleanza con il Pdl per le prossime amministrative.
Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale, in se stessa, l’idea è quella di superare il bicameralismo paritario, di ridurre il numero dei parlamentari e di rafforzare il ruolo che il Potere Esecutivo deve svolgere all’interno delle Istituzioni italiane. Il primo punto porta alla ribalta la necessità che siano gli Italiani a scegliere i nomi dei loro rappresentanti, non i partiti, come fin qui accaduto. I partiti del Pdl e del Pd, però, cercano di individuare un sistema che non porti alla frantumazione della rappresentanza e che sia tendelzialmente bipolare.
Altro aspetto della riforma, in aggiunta, può essere considerata quella che riguarderà i nuovi regolamenti di Camera e Senato, con un procedimento che possa snellire i tempi e favorire la celerità e la trasparenza. Argomenti che sono stati discussi, in questa fase iniziale, dal Pdl e dal Pd, in una riunione esclusiva. Riunione che è stata criticata da Antonio Di Pietro, leader di Idv, che ha considerato gli incontri come “oscuri e pericolosi”, definendoli “incontri di sottoscala” perchè non avvenuti alla luce del sole e non aperti al confronti degli altri rappresentanti dei partiti, alemno fino ad ora.
Secondo Di Pietro, infatti, questi discorsi continuano a non tenere conto del volere dei cittadini italiani che si sono espressi attraverso un referendum e che non sono stati ascoltati dalle Istituzioni. Per questo, secondo il leader di Idv, gli incontri fra il Pdl ed il Pd sono da considerare pericolosi e, verso i quali, l’Idv esprime un parere talmente negativo che si traduce nella sua mancata partecipazione ai futuri colloqui. Su una simile lunghezza d’onda anche la Lega Nord che, attraverso Roberto Calderoli, ha dichiarato che “prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si discute di legge elettorale“.
La minaccia di Bossi
L’intesa tra il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e il Partito democratico di Pierluigi Bersani non piace affatto al segretario federale del Carroccio, Umberto Bossi. Prima di incontrare il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, il Senatur ha spiegato ai cronisti che la priorità non è la legge elettorale in quanto occorre dimezzare il numero dei parlamentari. Per quanto riguarda l’alleanza tra Pdl e Lega Nord alle prossime elezioni amministrative, Bossi ha avvertito l’ex premier Silvio Berlusconi: «Dipende dalla legge elettorale e se Berlusconi sostiene questo Governo. In Lombardia il partito ha già detto “no” – ha aggiunto – e anche nelle altre regioni. Ai nostri non piace che Berlusconi sostenga questo Governo». Bossi ha poi mandato a quel paese i giornalisti che gli chiedevano dei problemi familistici interni al suo partito e delle questioni da discutere con il premier Monti. Stesso trattamento per il finto Maroni del programma tv di Canale 5, Striscia la notizia.
Nuovo patto della crostata fra Pd e Pdl.
Vi ricordate l’accordo tra Berlusconi e D’Alema fatto a casa di Gianni Letta, quando la moglie portò il dolce in tavola? Era una crostata e l’ex presidente Cossiga lo spiattellò alla stampa. Adesso, pare ci sia un nuovo patto della crostata fra il Pd ed il Pdl, che tentano di trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale: il cosiddetto Porcellum. Un accordo che, stavolta, è seguito da presso dal Quirinale, che lo ha caldeggiato nella persona del presidente Napolitano. Fu il Capo dello Stato, infatti, ad ammonire i partiti a mettersi attorno ad un tavolo e cominciare a parlare di cambio della legge elettorale. Infatti, il nuovo Governo tecnico di Monti è troppo indaffarato nelle riforme economiche e non avrebbe nemmeno il tempo per dedicarsi anche alla riforma della legge elettorale.
Ecco che le diplomazie dei partiti politici tornano alla ribalta e gli incontri per trovare un punto di convergenza cominciano a fare capolino. Quello fra il Pd ed il Pdl non è originale, come pocanzi accennato, ma viene ribattezzato come il nuovo patto della crostata. La speranza è quella che, dagli accordi, non esca un dolce indigesto per gli italiani, che si sono dovuti sorbire una legge elettorale con le liste preconfezionate dei partiti. Una scatola chiusa che non ha dato loro la facoltà di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento. Sebbene la consulta abbia bocciato il Referendum, sembra giunto il momento di cambiare lo stesso la legge elettorale attuale e tornare ad avere un po’ più di libertà nelle urne. I partiti, comunque, sono all’inizio della scalata, con un progetto di riforma che non si sa bene da dove parta: sistema iberico? Sistema tedesco? Sistema ibrido? Misto maggioritario e proporzionale? Ancora tutto in alto mare.
- Introduzione
- La Consulta boccia i Referendum
Mer 08/02/2012 da Ottavio Polito











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