Legge elettorale, i partiti di maggioranza trattano per votare in autunno

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berlusconi casini bersani e monti alla camera

I tre leader politici che sostengono il Governo Monti stanno valutando l’ipotesi di anticipare le elezioni politiche poiché i loro partiti (Partito Democratico, Popolo della Libertà e Terzo Polo) continuano a perdere voti giorno per giorno. Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini e Pier Luigi Bersani sono in allarme dato che questa strana maggioranza bipartisan occupa attualmente l’85% dei seggi parlamentari e prima delle ultime elezioni amministrative aveva il 70% dei consensi, mentre, oggi supera di poco il 50% (un misero 55%).

Questa maggioranza che sostiene il Governo tecnico rischia di non esserlo più alle prossime politiche del 2013 e proprio per questo motivo i tre leader di partito vogliono raggiungere un compromesso per la riforma del Porcellum nel più breve tempo possibile. Tutto ciò comporterà l’apertura della campagna elettorale per votare presto: a novembre. Berlusconi, Casini e Bersani avrebbero raggiunto un accordo di massima su un sistema proporzionale fissato su collegi più piccoli, tre preferenze, un listino bloccato per il 25% degli eletti e una legge sui tetti di spesa per la campagna elettorale. L’opzione del voto anticipato a novembre è stata spiegata molto bene dall’esponente pidiellino Gaetano Quagliariello: «L’opzione del voto a novembre si va concretizzando non per volontà degli attori ma per necessità, impellenza, mancanza di alternativa». Il fenomeno Grillo e l’aumento dei consensi per IdV e SeL, oltre che della sinistra radicale, preoccupano la casta.

Berlusconi e Bersani vogliono contrastare il fenomeno Grillo

Silvio Berlusconi

I partiti che sostengono l’attuale maggioranza di Governo sono pronti per una nuova legge elettorale utile soprattutto per contrastare il fenomeno Grillo alle prossime elezioni politiche del 2013. La riforma del sistema di voto potrebbe consentire ai tre partiti (PdL, PD e Terzo Polo) di dar vita a una grande coalizione nella fase post-Monti. Materia del contendere è il premio di maggioranza. Il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, propone di assegnare un premio di maggioranza del 15% alla coalizione vincente. Diversa la posizione del fondatore del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, che opta per un premio di maggioranza più basso (10%), ma al partito vincente e non alla coalizione.

Sulla stessa posizione dell’ex presidente del Consiglio anche il leader del Terzo Polo, Pierferdinando Casini. Angelino Alfano ha dichiarato a Bersani durante il loro ultimo colloquio che il 15% per il PdL è inaccettabile. Il segretario democratico ha risposto: «Abbassando la soglia, si prefigura l’instabilità. E tu, Angelino, dovresti convenire che sarebbe meglio puntare sulle coalizioni e non sui partiti – ha aggiunto Bersani – perché se non si organizzano i due campi in contesa e andiamo in ordine sparso, Grillo potrebbe spazzarci via tutti». A quanto pare la casta non si preoccupa di dar vita a una riforma elettorale equilibrata e migliore di quella attuale, ma la sua unica preoccupazione è rappresentata dal possibile exploit del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo alle prossime politiche a tal punto che ci sarebbe già un accordo tra PdL, PD e Terzo Polo per dar vita a una grande coalizione dopo l’era Monti.

Legge elettorale, chi vincerà le elezioni dopo il nuovo porcellum?

legge elettorale cosa prevede la riforma

I tre leader politici (Angelino Alfano, Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani) che sostengono l’attuale maggioranza di Governo stanno discutendo su eventuali modifiche da apportare alla bozza di riforma della legge elettorale che attualmente prevede tra le principali novità: una soglia di sbarramento (4% o 5%), il diritto di tribuna per i partiti che non riescono ad eleggere parlamentari, la cancellazione dell’attuale premio di maggioranza e l’abbandono del maggioritario ripristinando il sistema proporzionale. Renato Mannheimer ha spiegato sul “Corriere della Sera” cosa cambierebbe con la nuova riforma sulla legge elettorale voluta da PdL, PD e Udc.

Aggiornamento a cura di Domenico Giampetruzzi

Il sociologo e saggista Renato Mannheimer ha spiegato che con questa nuova riforma si abbandona il sistema bipolare sperimentato in questi ultimi anni. Prima delle votazioni l’elettore non conoscerà più con certezza il Governo sostenuto dal suo voto, ma tutto si baserà sugli accordi e sulle mediazioni tra i partiti dopo le elezioni politiche e sui risultati di queste ultime. Molto dipenderà anche da un altro fattore: se il sistema individuasse un partito vincitore anziché una coalizione. Infatti con molta probabilità non si parlerà più di una coalizione vincente, ma di un solo partito. Mannheimer ha aggiunto che i tre leader politici stanno pensando di introdurre un premio più modesto (36 seggi) al partito che ottiene più voti e forse anche al secondo.

simulazione corriere della sera

Trovato l’accordo per un nuovo porcellum

Vertice maggioranza accordo

Il vertice di maggioranza ha visto l’accordo a sorpresa sulla legge elettorale. Pierluigi Bersani, però, non crede sull’eventuale voto di ottobre, dichiarando che si tratta di “stupidaggini” che sono state messe in giro ad arte. L’appuntamento fra i tre leader di partito, Alfano, Casini e lo stesso Bersani, è cominciato nel primo pomeriggio di ieri, nell’ufficio di solito utilizzato da Silvio Berlusconi. Il tema è quello delle riforme e dovrebbe prevedere un protocollo d’intesa fra le forze politiche che sostengono il Governo Monti in Parlamento. Un vertice che ha visto prendere in considerazione anche il superamento dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, nell’eventualità che le prossime consultazioni elettorali siano effettuate con la nuova legge elettorale, con le preferenze per i candidati.
I tre leader di partito erano accompagnati dai loro colleghi di delegazione: La Russa e Quagliariello, per il Pdl; Violante, per il Pd; Adornato e Bocchino a corredo di Udc e Fli. Uno dei commenti più sanguigni, è venuto fuori, come al solito dal segretario del Pd, Bersani, sulle possibili votazioni di ottobre: “Non capisco da dove escano queste stupidaggini. Certamente non da noi!”.

Su questo argomento, si è espresso anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: “Il Pd alle elezioni? Io non ne sono convinto per chissà quale informazione, ma per come si è mosso il Pd nell’ultima fase”. Le dichiarazioni di Cicchitto, peraltro, non fanno altro che ricollegarsi al fatto che, nei giorni scorsi, Bersani ha attaccato Monti, col rischio di levare l’appoggio del Pd.

Cicchitto, di conseguenza, ha detto che un eventuale strappo del partito di Bersani potrebbe portare alle elezioni anticipate in autunno. All’inizio della costituzione del nuovo Governo, secondo il capogruppo Pdl, il Pd si era messo subito a disposizione per appoggiare il nuovo Esecutivo mentre, adesso, “c’è una radicalizzazione nel partito e qualcuno ci ha pensato”. Bersani, però, sembra avere smentito.

Cosa prevede la riforma elettorale
La bozza di Riforma elettorale pensata dai tre leader politici dell’attuale maggioranza di Governo prevede una soglia di sbarramento (4% o 5%), il diritto di tribuna per i partiti che non riescono ad eleggere parlamentari, l’abbandono del maggioritario ripristinando il sistema proporzionale, la cancellazione dell’attuale premio di maggioranza, l’indicazione del candidato premier sulle liste e la riduzione del numero dei parlamentari: dagli attuali 945 a 750 (500 deputati e 250 senatori). Le altre novità non sono di certo esaltanti poiché come avviene con l’attuale sistema elettorale, Porcellum, non ci sarà nessun ritorno alle preferenze e per di più sparirà l’obbligo di coalizione. Questa proposta, che ricalca la bozza Violante, sta scatenando un vespaio di polemiche politiche poiché secondo molti costituionalisti si ritornerebbe alla vecchia politica del Palazzo dove tutto verrà deciso in Parlamento e non nelle urne, comportando un grave rischio: l’ingovernabilità.

Le reazioni
L’accordo raggiunto da Alfano, Bersani e Casini sulla legge elettorale non piace affatto all’Italia dei valori. Il capogruppo Idv alla Camera dei Deputati, Massimo Donadi, ha parlato di una vera e propria “truffa” ai danni dei cittadini in quanto non restituisce ai cittadini il diritto di scegliersi i loro candidati. Inoltre Donadi ha fatto notare che con questa proposta di riforma elettorale si toglie al cittadino il diritto di conoscere prima delle elezioni, e non dopo, il programma, la coalizione e il candidato premier. L’ex ministro leghista, Roberto Maroni, si è detto completamente d’accordo sulla riduzione dei parlamentari purché sia contemporanea all’introduzione del Senato federale “allora sì che è una riforma vera altrimenti è una cosa che fa ridere”. Poi ha lanciato un attacco ai tre partiti che sostengono il Governo Monti. «Se la nuova triplice – ha avvertito Maroni -, Pdl, Pd e Udc si mette d’accordo per fare una riforma in cui si sceglie la maggioranza dopo il voto sottraendo ai cittadini il potere di decidere, sarebbe la vera porcata». Critici anche Sinistra ecologia libertà e Verdi. Il leader ecologista, Angelo Bonelli, ha dichiarato che devono essere i cittadini a scegliere chi governa il Paese e non gli inciuci di Palazzo. Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sel ha asserito che “siamo alla seconda Prima Repubblica”.

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Lun 23/07/2012 da Ottavio Polito

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Mario 10 aprile 2012 16:15

Non vedo l’ora di andare a votare…faccio vedere Io ai vari partiti ( Desta- Centro – Sinistra) come un piccolo italiano sa esprimere il suo diritto: a sentire parlare dei partiti e/o vedere le solite “faccie” in TV mi sento il volta-stomaco !

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Cesara 7 luglio 2012 11:50

A B C messi insieme è un grande errore, Il PDL deve rimanere fuori da questo inciucio.. Teniamo sempre presente che il Governo Tecnico è stato voluto da Bersani e Casini per far fuori prima di tutto Berlusconi ed il suo partito, Il PDL stia atttento a fraternizzare con il PD e il terzo Polo. Di sicuro con una coalizione si fatta sarà Berlusconi, ovvero il PDL. a rimetterci. Sicuramente sarebbe l’utimo colpo di grazia per far sparire il PDL. Attenzione alle sirene malefiche dei media, che sono in gran parte alleate dei cattocomuunisti e quindi remano contro Berlusconi ed il PDL. Grillo malgrado le buoni intenzioni non è in grado di cambiare un bel niente a livello politico. Il PDL stia attento, è una trappola dei catto comunisti, non finiamo di ripeterlo

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Cesara 23 luglio 2012 11:05

E’ opportuno che il PDL sulle questioni decisionali si liberi della compagnia di Bersani e Casini. decida da solo. Il PDL, se deve staccare la spina a Monti, lo faccia senza render conto al gatto e alla volpe, ovvero Bersani e Casini., anzi noi consigliamo al PDL di precedere gli altri su questa decisione, perchè poi, il merito sarà solo del Partito che lo farà per primo, altrimenti tutti e tre si contenderanno lo stesso merito, quindi tutti sulla stessa posizione di partenza. Per quanto riguarda il fenomeno Grillo di certo ne risentirà più il PD, per questo, Bersani e Casini vogliono coinvolgere il PDL e fare tutto insieme. No, non va bene questo andazzo del PDL attaccato a Bersani eCasini, Forse è questo lo sbaglio di Alfano, non aver capito che il PDL deve fare tutto da solo. Berlusconi lo ha capito e ha deciso di tornare per salvare capre e cavoli.

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