Legge 194, la Consulta ha deciso: “inammissibile” la questione di legittimità

La Consulta ha deciso sulla questione relativa alla legge 194. Tutto era iniziato quando un Giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale sull’articolo 4 della legge 194, esprimendosi sul caso di una ragazza di 16 anni che aveva deciso di abortire senza chiedere ai genitori. Il giudice aveva definito l’embrione umano un “essere provvisto di un’autonoma soggettività giuridica“. Non sono mancate ovviamente le polemiche, che si sono diffuse anche sulla rete.
Adesso la Consulta ha deciso, giudicando la questione di legittimità costituzionale come “manifestamente inammissibile“.
Sicuramente si tratta di una decisione importante, che dovrebbe farci riflettere parecchio sulle possibilità di scelta di ogni essere umano. La libertà di espressione e di decisione in completa autonomia è qualcosa che non dovrebbe mai essere negata.
La Rete si mobilita per difendere l’aborto

Le pressioni del Vaticano e in particolar modo di Papa Benedetto XVI sul mondo politico italiano in merito all’aborto sono ormai all’ordine del giorno. La questione non si dovrebbe neanche porre visto che gli italiani hanno già scelto negli anni ’70 attraverso un referendum abrogativo il diritto all’aborto con la conseguente legge 22 maggio 1978, n.194 (generalmente citata come “la 194″) che ha abolito i reati previsti dal titolo X del libro II del codice penale. Ma si sa in Italia sulle questioni etiche bisogna ogni giorno respingere le ingerenze delle gerarchie vaticane. Ieri sul social network, Twitter, il secondo hashtag più popolare era #save194.
La questione relativa all’aborto è diventata di estrema attualità nel nostro Paese dopo che una minorenne, N.F., si era rivolta al consultorio per abortire senza coinvolgere i genitori. Il giudice minorile di Spoleto ha poi chiesto alla Corte costituzionale di valutare la legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge relativo alle circostanze che consentono l’aborto entro i primi 90 giorni poiché violerebbe gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (tutela della salute) della Costituzione e rappresenterebbe una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione.
Quindi in poche parole il destino della Legge 194 è in mano alla Consulta che esaminerà il quesito di costituzionalità il 20 giugno. L’hashtag #save194 ha raccolto il consenso di laici e cattolici oltre che di numerosi politici, scrittori e associazioni: dallo scrittore anti-camorra Roberto Saviano al popolo delle Donne Viola, dalla Cgil a leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro fino all’Aied e al Corpo delle donne.
Ancora una volta il Vaticano spera di capovolgere il parere e l’opinione del popolo italiano, tra l’altro già espresso con il referendum degli anni ’70, per cercare di imporre con forza la propria visione e le proprie tesi a uno Stato che dovrebbe essere laico non solamente a parole ma anche nei fatti. Viviamo in uno Stato democratico e laico oppure in uno stato teocratico? Bisogna mantenere intatto il diritto che le donne hanno di poter scegliere senza nessun condizionamento esterno ed evitando il penoso ritorno all’aborto clandestino, poiché questa libertà è tutelata dalla legge.
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Mer 20/06/2012 da Domenico Giampetruzzi in Corte Costituzionale





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