Ilva di Taranto ultime notizie, PdL e PD uniti contro l’ambiente

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Ilva, manifestazione sindacale a Taranto in sostegno ai lavoratori

L’emergenza Ilva di Taranto continua a tenere banco nel dibattito politico nazionale con i due partiti della strana maggioranza parlamentare, Popolo della Libertà e Partito Democratico, che pensano solo agli interessi economici ed occupazionali infischiandosene del diritto alla salute che è un bene dell’intera comunità. Prima la decisione del giudice Patrizia Todisco che il 25 luglio scorso aveva messo sotto sequestro sei aree dell’acciaieria dello stabilimento del capoluogo ionico con il fine di bloccare le specifiche lavorazioni e lo spegnimento degli impianti (per disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico). Poi il tribunale del Riesame ha rimesso in libertà 5 indagati e ha confermato gli arresti domiciliari per Emilio Riva, il figlio Nicola e Luigi Capogrosso. Ora il gip di Taranto con un nuovo provvedimento ha ribadito che l’Iva deve chiudere i reparti che hanno seminato in questi decenni morte, inquinamento atmosferico, tumori e disastro ambientale.

«Vi è una grave e attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria in cui versa il territorio di Taranto – si legge nel provvedimento del giudice Todisco -, imputabile alle emissioni inquinanti (convogliate, diffuse e fuggitive) dello stabilimento Ilva e segnatamente di quegli impianti ed aree del siderurgico sottoposti a vincolo cautelare». Il giudice di Taranto ha inoltre rimosso da ogni incarico di “custode” l’attuale presidente dell’Iva Ferrante. L’azienda ha subito presentato ricorso.

«La decisione del Gip di Taranto è grave, illogica e contraddittoria - ha attaccato Osvaldo Napoli del Popolo della Libertà -. Si comprende la necessità di tutelare un bene come l’ambiente, interesse generale e di tutti. Si comprende meno invece l’insistenza sul blocco produttivo dell’Ilva che lesiona un interesse non meno generale, visto che riguarda il lavoro di migliaia di operai oltre che gli interessi dell’Italia nel settore dell’acciaio. L’idea di mettere l’ambiente contro il lavoro risente di una visione ideologica. La decisione del Gip è anche un giudizio negativo sul decreto – ha aggiunto il vicepresidente dei deputati del PdL – con cui il Governo ha stanziato somme rilevanti per la bonifica dell’area». Napoli ha lodato la decisione dell’Ilva di impugnare l’atto.

Stefano Fassina del PD ha espresso le stesse preoccupazioni del collega pidiellino Osvaldo Napoli e ha giudicato irrituale e molto preoccupante il provvedimento del Gip di Taranto poiché sono in gioco le prospettive di un’azienda strategica e il futuro di decine di migliaia di lavoratori. Il ministro dell’Ambiente del Governo Monti, Corrado Clini, ha auspicato il proseguimento del percorso di risanamento degli impianti.

Il responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, ha criticato la posizione del PD in quanto la magistratura di Taranto, in tutte le sue istanze sta tentando di applicare la legge italiana anche dentro l’Ilva, permettendo all’azienda di ristrutturarsi, mettendo in sicurezza gli impianti con la cessazione dell’inquinamento dell’aria, della terra e del mare. «Sin dall’inizio la magistratura ha sopperito alla totale assenza delle istituzioni - ha dichiarato Zipponi – sul dramma che oggi stanno vivendo i lavoratori dell’Ilva e le loro famiglie. Non dovrebbe mai capitare di porre un lavoratore nella condizione di scegliere fra il lavoro e la propria vita. Se si è arrivati a questo punto è perché chi doveva agire non lo ha fatto, a partire dal Governo italiano. E’ necessario che l’enormità degli utili realizzati fino ad ora dai Riva siamo impiegati per bonificare l’ambiente. Ad oggi abbiamo visto utilizzare solo soldi pubblici, impegnati dal Governo e dalla Regione. Non è pubblico il piano di ristrutturazione dell’azienda – ha concluso – e i tempi di intervento, così come non è chiara la quantità di denaro che il gruppo Riva impegnerà ma, soprattutto, non esistono le garanzie e le penalità necessarie in questi casi, qualora l’azienda non ottemperasse agli impegni presi».

Sulla questione dell’Ilva è intervenuto anche il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il quale ha dichiarato: “Un governo che accusa il gip, invece di prendersela con chi ha inquinato, è come chi se la prende con il medico che ha individuato il tumore, invece che con chi l’ha causato”. Lo afferma in un nota il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro. “L’esecutivo, oggi – prosegue – mostra i muscoli con il gip quando, per anni, le istituzioni sono rimaste assenti di fronte a chi ha violato la legge, mettendo in pericolo la vita e la salute di cittadini e lavoratori. Noi siamo, senza se e senza ma, dalla parte della magistratura e dei lavoratori. Invece di prendersela con il gip, l’esecutivo pensi a mandare all’Ilva di Taranto esperti di bonifica e faccia pagare chi ha inquinato e causato tanti danni, per dare una garanzia reale e non ipocrita ai lavoratori dell’Ilva e ai cittadini“.

I Verdi hanno apprezzato il nuovo provvedimento del gip di Taranto. Il leader Angelo Bonelli ha affermato che la scelta dell’Ilva di impugnare la decisione del Gip è gravissima e dimostra che l’azienda è alla ricerca di una scorciatoia per evitare le prescrizioni della Procura e confermate dal Tribunale del riesame. «Quella di Taranto è un emergenza gravissima – ha asserito Bonelli -, probabilmente il più grave disastro ambientale e sanitario della storia della nostra Repubblica. Per difendere le ragioni dei cittadini di Taranto che da decenni sopportano nella loro vita il peso dell’inquinamento che provoca malattia e morte, siamo pronti a scendere in piazza».

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha deciso di incontrare Bruno Ferrante. Secondo una nota della Regione, saranno presenti all’incontro anche Giovanni Florido, presidente della Provincia di Taranto, e Ippazio Stefano, sindaco della città. Si svolgerà anche un incontro con i rappresentanti dei sindacati e di Confindustria.

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Dom 12/08/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Cesara 13 agosto 2012 18:39

Cari ministri e giudici, non è che si possa rimediare in quattro quattr’otto. Ci vorrà del tempo per spegnere, smantellare e riammodernare l’ILVA. Un pò di buon senso non guasta. Facciamo in modo che la fabbrica funzioni a ritmo meno intenso. Prima una fase, poi ci si ferma, si continua con unaltra fase e via via di seguito, intanto per non perdere il lavoro. L’inquinamento sarà certamente minore. e non aggraverà ancor di più lo stato d’inquinamento non più sopportabile ora. Nel frattempo si pensi come gestire meglio l’impianto frazionandolo a seconda del ciclo a cui viene destinato. Tanti cicli, tante fabbriche lontane l’una dall’altra. per non addensare la polvere, causa l’inquinamento, ma più governabile. .

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