Fornero: “Quella di S&P è una vera sberla”. I commenti del Colle e della Camera

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Il ministro Elsa Fornero dichiara che “quella di S&P è stata una vera e propria sberla che ci rallenta il recupero”. Colle e Camera pongono i loro commenti a corredo della decisione, mentre la responsabile del Welfare ammette che le dichiarazioni dell’agenzia di rating non fanno altro che rendere più difficile il cammino che l’Italia ha intrapreso con tanta dedizione. Non solo, ma il declassamento di S&P rende anche più difficile il rapporto fra i diversi Paesi della UE in quanto acuisce le diversità esistenti fra le varia economie nazionali e rende più difficile la crisi. Il punto di vista del ministro tecnico del nuovo Governo Monti è stato esternato nel corso della presentazione del libro di Emma Bonino, “il dovere della libertà”.
Nel corso del suo commento, la Fornero ha spiegato che, durante la scorsa estate, il nostro Paese ha rischiato di cadere nel baratro ma che, adesso, “questo tira e molla non fa bene al Paese”. Per risolvere la crisi, l’Italia ha bisogno di tante riforme che, proprio in questo periodo, si stanno approntando ad opera del presidente Monti. Il fatto che, l’agenzia di rating Standard & Poor’s declassi Francia e Austria determina un abbassamento del giudizio anche per l’Italia che, per una serie di cattive condizioni economiche, arriva a perdere due posizioni, portando la sua economia a registrarsi su un livello BBB+. Si tratta di un giudizio abbastanza rigido, cui bisogna ovviare.
Il Quirinale

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La decisione di S&P di declassare ancora l’economia italiana, ha fatto reagire anche il Quirinale, per il tramite di Giorgio Napolitano. Il Presidente, infatti, dopo aver preso atto che la scure dell’agenzia si è diretta verso nove Paesi europei, crede che sia arrivato il momento di studiare le trasfoprmazioni che sono in atto nel nostro continente e di “mettere in campo una comune volontà nel procedere lungo la via della politica unica e nella realizzazione di una effettiva unione economica“.
La Camera dei Deputati

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Il declassamento italiano da parte di S&P fa prendere posizione anche al presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale afferma che il giudizio dell’agenzia di rating è una bocciatura per tutta l’Eurozona, territorio in cui insiste anche l’Italia, che ne subisce le conseguenze negative ma che, tuttavia, sa reagire. Infatti, secondo Fini, se si va a leggere con attenzione quanto ha scritto S&P nella sua relazione, si riconosce al Governo Monti “la capacità e il coraggio di avere aggredito alcune criticità”.
Standard & Poor’s

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La stessa agenzia di rating interviene nel dibattito velenoso scaturito all’indomani del declassamento italiano ed europeo. Moritz Kraemer, direttore generale di Standard & Poor’s, dichiara che il nuovo Governo Monti è riuscito a cambiare profondamente la politica italiana ma che, tuttavia, la crisi è talmente difficile che gli sforzi effettuati non sono sufficienti a superare il delicatissimo momento critico. Il quadro che Kraemer fa dell’attuale situazione di Italia e Spagna è, forse, catastrofico: il rifinanziamento dell’Italia e della Spagna andrebbe al di là della portata del fondo europeo salva-stati.
I due Paesi, secondo S&P, sono quelli più vulnerabili a rischi sistemici. Poi, lo stesso direttore Kraemer continua, affermando che vi possono essere ancora dei declassamenti dovuti ai debiti nazionali, col possibile peggioramento delle economie dei vari Paesi nonostante i piani approntati dai rispettivi governi. Moritz sostiene, inoltre, che vi è un buon 40% di probabilità che l’economia dell’Europa vada in recessione quest’anno.
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Sab 14/01/2012 da Ottavio Polito in Standard & Poor's
…sig/ra Ministro, anche la SBERLA che Lei ha dato ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati è VERA! Essa è vera ed inutile, già Voi tutti lo sapevate. Essa è VERA come quella di S&P che, in nome dei suoi padroni, sì schiera in battaglia contro la stupidità di costruire una moneta internazionale senza una politica comunitaria precisa. In ogni caso, ma sarà difficile farne tesoro esperienziale perché tutto cadrà in una guerra mondiale selvaggia, la Vostra presenza di Tecnocrati al Governo ha mostrato che non avete più idee dei mestieranti della politica, e nemmeno siete più incorruttibili di loro.
Dies irae, dies illa… quantus tremor est futurus…
kiriosomega



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L?Europa non ha capito (forse) che la finanza americana l’euro non lo vuole. Ricordo al raduno dei grandi del Pianeta che si tiene ogni anno a Ginevra, e quindi avvenuto puntuale anche nel 2011, si vociferava che questa volta l’argomento era come abbattere l’euro. Non meravigliamoci ora se L’Agenzia di Rating S&P puntualmente torna all’attacco per smontare ogni rimedio per salvare l’euro. Personalmente sono dalla parte di queste Agenzie, prima ci liberiamo dell’euro e meglio è.
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