Elezioni USA 2012, sondaggi: Romney incalza Obama su Twitter

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Mitt Romney, Barack Obama

Nell’ambito delle elezioni USA 2012 la fanno da padrona quei sondaggi che vedono Romney incalzare Obama sui social network, in particolare su Twitter. A quanto pare il rapporto di Obama con gli utenti del celebre servizio di microblogging si è un po’ incrinato: esaminando l’orientamento degli Americani su Twitter si vede come il consenso di Romney è pari al 45%, mentre quello dell’attuale Presidente degli Stati Uniti si ferma al 39,7%. E’ logico che si tratta di consensi su Twitter, che non è detto che si traducano in veri e proprie preferenze elettorali, ma i dati sono piuttosto indicativi.

Dati contraddittori provengono infatti dai cosiddetti “Stati in bilico”, fra i quali anche l’Ohio. La simulazione ha precisato che sarebbe proprio l’attuale Presidente americano a conquistare l’Ohio, ma è ancora tutto da vedere. D’altronde Obama, nonostante appaia in difficoltà su Twitter, ha avuto modo di mostrare il meglio di sé.

Nel secondo dibattito televisivo per le presidenziali Usa, l’attuale presidente americano Barack Obama ha riscattato la prima deludente performance ed è riuscito a mettere sotto scacco in più di una occasione il suo rivale repubblicano Mitt Romney. Se nel primo dibattito il candidato democratico è sembrato spento e quasi rassegnato su alcuni temi cruciali per gli americani, come ad esempio l’economia, in questo secondo dibattito è partito subito all’attacco fin dal primo minuto. Una strategia che gli ha portato i suoi frutti poiché secondo i sondaggi di tutti i media americani ha avuto la meglio su Romney. Nella platea della Hofstra University, il capo della Casa Bianca è stato molto incisivo e determinato su diversi argomenti: dalla politica fiscale ai rapporti con la Cina, dalla tutela delle fasce più deboli della popolazione alla politica energetica fino al salvataggio dell’industria dell’auto.

Barack Obama solo su alcuni argomenti è sembrato un po’ troppo macchinoso: l’immigrazione e la questione della ricerca petrolifera. Per il resto è stato una macchina da guerra. «Paghi solo il 14% di tasse – ha detto Obama al suo rivale -, minacci sfracelli contro la Cina, ma da imprenditore l’hai coccolata e hai investito i tuoi soldi in società che sono state i pionieri dell’outsourcing di posti di lavoro americani finiti all’estero». I due candidati presidenti hanno dovuto rispondere alle domande dei cittadini selezionati in modo casuale dalla Gallup, tra gli elettori incerti della contea di Nassau.

Tra gli argomenti affrontati durante il dibattito anche l’uccisione dell’ambasciatore Stevens a Bengasi e Obama si è difeso molto bene. L’attuale presidente degli Stati Uniti si è assunto tutte le responsabilità e ha criticato duramente e aspramente i repubblicani poiché vogliono politicizzare una questione molto delicata che coinvolge la sicurezza nazionale e la perdita di vite umane.

Mitt Romney è stato più incisivo, come d’altronde durante il primo dibattito, sul contrasto alla crisi economica puntando sul piano di rilancio dell’occupazione e su una politica di contenimento del debito pubblico ma allo stesso tempo ha mostrato un maggiore interesse rispetto al passato nei confronti dei temi sociali, che è sempre stato uno dei cavalli di battaglia di Obama. Al termine del dibattito, secondo i sondaggi della Cnn Obama ha ottenuto il 46% dei consensi contro il 39 del suo rivale repubblicano. Ora c’è grande attesa per lunedì con il terzo e ultimo dibattito presidenziale che si svolgerà in Florida.

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Sommario
  1. Romney incalza Obama su Twitter
  2. Obama perde il primo faccia a faccia

Gio 25/10/2012 da Gianluca Rini in ,

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Arturo Fiocco 29 luglio 2012 16:16

Se fossi al posto del magnate mormone mi guarderei bene dal dare credito al concorrente Romnei. Questi, non è una persona che mette pace fra gli uomini bensi un uomo dalla doppia faccia. Questo magnate avrà anche i suoi interessi da difendere e quindi non gliene importa niente se i suoi simili ebrei sofriranno per le scelte sbagliate, ma se bada solo al suo interesse, neppure egli è un uomo da seguire. Se in Italia ci fosse un uomo come Barac Obama, credo che staremmo tutti un po’ meglio. Spero che gli americani decidano con la loro testa a chi dare la fiducia, guardando Romnei, mi si rivolta lo stomaco, sta infangando tutti con le sue avances in Palestina, compresi quelli del vecchio continente.

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