Egitto news, tregua in Piazza Tahrir. Foto e video

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Egitto, le foto degli scontri tra polizia e manifestanti

a cura di Ottavio Polito

Una tregua in Piazza Tahrir fra i manifestanti e la Polizia ha calmierato l’Egitto. Dopo cinque giorni di scontri violenti, in tutto il Paese Nordafricano, oggi pare sia tornata la calma e si comincia a dialogare fra le opposte fazioni in lotta. L’Esercito del Maresciallo Tantawi ha deciso di dividere gli oppositori con del filo spinato, per mantenere ben delineato il settore dei manifestanti. La Giunta militare, comunque, conferma la data delle prossime elezioni, a cominciare dall’inizio della prossima settimana. Nel frattempo è avvenuta una cosa insolita: l’Esercito ha chiesto scusa alla popolazione attraverso Facebook. Il regime utilizza lo stesso mezzo di comunicazione che ha caratterizzato tutte le rivoluzioni maghrebine: il social network.

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Con un comunicato, infatti, il Consiglio supremo delle forze armate ha espresso tutto il suo rammarico e le sue scuse per la morte dei manifestanti che si erano recati in Piazza Tahrir per elevare la loro protesta. Intanto, la tregua regge e le linee divisorie fra Polizia e manifestanti vengono rispettate.

Nonostante la richiesta di rinvio delle elezioni, avanzata dal ministro dell’Interno Assawy, l’Esercito ha invece affermato che lo svolgimento delle elezioni è il modo migliore per aiutare il Paese, in un momento come questo. Si dovrebbero espletare anche le elezioni presidenziali, oltre a quelle politiche, ma i rappresentanti del popolo non sono convinti delle varie proposte che giungono loro, come un governo ad interim.

Gli scontri di mercoledì

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In Egitto proseguono gi scontri e lo scienziato El Baradei afferma che la Polizia usa gas nervino sui civili. Ci sono le foto e i video delle violenze perpetrate sulla popolazione da parte delle forze speciali egiziane che si accaniscono durante gli scontri con i manifestanti. Questo è il quinto giorno di scontri e l’esponente della cultura egiziana comunica su Twitter la sua testimonianza. Il direttore dell’Aiea dichiara che le violenze in Piazza Tahrir continuano e la Polizia ha usato degli speciali lacrimogeni contenenti degli agenti nervini lanciati sulla popolazione.

Gli effetti del gas sono riportati da numerosi testimoni che, poi, raccontano tutto sul web, argomentando le loro storie con foto e con video.I social network, dunque, fungono da cassa di risonanza, ancora una volta, per le rivolte popolari dei Paesi rivieraschi del Nord Africa. In Egitto, l’Onu ha sollecitato un’inchiesta per chiarire le ragioni e le modalità delle uccisioni dei civili da parte delle forze governative. L’Onu auspica che si possa al più presto allestire un’indagine indipendente per appurare la verità.

Nel frattempo, la Giunta militare del Maresciallo Tantawi non riesce a gestire la situazione e risponde con violenza alla manifestazione di milioni di persone in tutta la nazione. I maggiori partiti hanno sospeso le loro campagne elettorali in vista delle prossime elezioni parlamentari di fine mese: “E’ indecente continuare mentre i civili vengono attaccati”, ha detto il candidato del Blocco egiziano.

I funerali in Piazza Tahrir

Piazza Tahrir vede svolgersi i funerali delle vittime cadute per gli scontri con la Polizia, nel corso delle tre giornate di violenze scoppiate nella capitale Il Cairo. I manifestanti si sono radunati attorno al feretro che trasportava uno dei civili rimasti uccisi negli scontri, scondandolo fino alla sede del Consiglio dei ministri, nei pressi del quale è stato inscenato un sit-in di protesta. Secondo fonti organizzative, i manifestanti presenti all’interno della piazza sarebbero diverse migliaia ma la notizia di una certa importanza è che, a questo sit-in, si sarebbero uniti anche due alti ufficiali dell’esercito che non condividono la repressione dei civili.
Pare che tra la folla dei manifestanti siano presenti anche degli stranieri e che siano stati arrestati dalla Polizia. Si tratterebbe di tre cittadini americani presenti durante la rivolta popolare e che si trovano in Egitto per studio. In queste ultime ore si attende anche il discorso del Maresciallo Tantawi, capo della Giunta militare che dirige il Paese, che dovrebbe annunciare un nuovo Primo Ministro.

La battaglia

Secondo fonti mediche, la Polizia starebbe usando dei gas paralizzanti contro i manifestanti. Il tipo di feriti che sta giungendo negli ospedali dimostra di essere intossicato da un altro gas, differente da quello dei giorni precedenti. Infatti, secondo il medico Osama Hamzah, adesso le forze speciali della Polizia usano un gas molto più forte di quello usato prima, che ha effetti anche paralizzanti sul sistema nervoso. Tuttavia i suoi effetti nocivi spariscono dopo alcune ore. Tutte queste notizie vengono riportate anche dagli stessi manifestanti, che le trasmettono in rete usando i social network, come hanno fatto i loro predecessori nella rivoluzione d’estate.

Tutti gli scontri, con relativi morti e feriti, vengono denunciati dalle varie associazioni, come i Fratelli Musulmani, che via internet tengono aggiornate le violenze compiute su di loro dall’esercito del Maresciallo Tantawi. La situazione pericolosa è seguita anche da Amnesty International, che sta denunciando veri e propri soprusi, superiori al periodo dittatoriale di Hosni Mubarak.

Il Governo di Sharaf si dimette?

Il Governo dell’Egitto si dimette, dopo gli scontri e i morti seguiti ai disordini, testimoniati dalle foto e dai video girati di nascosto dalla popolazione del Cairo. Nella terza giornata di violenze fra i manifestanti, che desiderano il cambio della Giunta militare alla guida del Paese, e i reparti speciali della Polizia che risponde in maniera eccessivamente violenta alle protesta dei manifestanti. La piazza principale della capitale egiziana, piazza Tahrir, sembra tornata quella di giugno, quando la rivoluzione contro l’ex presidente Mubarak scoppiò in tutta la sua potenza. Adesso, il Primo Ministro Essam Sharaf sembra che abbia rassegnato le proprie dimissioni ai militari del Consiglio supremo delle Forze armate.

Tuttavia ci sono delle notizia discordanti, secondo la Tv di Stato. Pare che il vice capo del governo, Ali El Selmi, abbia invece confermato la data delle prossime elezioni presidenziali, il 28 novembre, e che abbia confermato ancora la presenza di un esecutivo. In questo frangente, i manifestanti non lasciano il campo di battaglia rappresentato da un luogo simbolo, per loro, piazza Tahrir, nella quale hanno fatto trionfare la ribellione al potere dittatoriale dell’uomo forte egiziano.

I manifestanti chiedono che la guida effettiva del potere, in mano ai generali dell’esercito, sia lasciata ad un governo composta da civili e che ci sia maggiore rappresentatività democratica all’interno delle istituzioni egiziane. In pratica, la popolazione vuole che il maresciallo Tantawi lasci il Consiglio dei generali al Governo e sia sostituito. Questi, invece, vorrebbe trovare un nuovo Premier prima di accettare le dimissioni del Primo Ministro Sharaf.

Una situazione, insomma, in cui il caos regna padrone. Nel frattempo, continuano gli scontri e le cifre sulle vittime variano di ora in ora. Si parla anche di un numero di feriti che si dovrebbe aggirare intorno ai 1700, non solo nella capitale ma in altre città dell’Egitto. Al Cairo, sembra che gli attivisti dei 35 partiti stiano convergendo su piazza Tahrir per formare uno scudo umano che possa difendere i manifestanti dalla Polizia.

L’intervento di Obama

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La situazione si fa tanto preoccupante che anche il presidente Usa, Barack Obama, interviene sugli scontri in Egitto e afferma che “tutte le parti devono mostrare moderazione in modo che gli egiziani possano andare avanti insieme”. Il portavoce di Washington, Jay Carney, ha espresso tutte le preoccupazioni del presidente americano, aggiungendo che l’Egitto deve completare il suo percorso verso la democrazia.

Gli scontri di lunedì

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a cura di Domenico Giampetruzzi

A una settimana dalle prime elezioni legislative dalla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak, continuano gli scontri piuttosto accesi tra i manifestanti e la polizia in piazza Tahrir al Cairo in Egitto. Tra ieri e oggi sono morti almeno 40 persone e il bilancio delle vittime continua a salire di ora in ora. Secondo fonti mediche i feriti sono oltre 1800. I giovani manifestanti accusano l’esercito di voler mantenere il potere sostenendo che la gestione della fase di transizione del Consiglio supremo delle Forze armate è stato un fallimento.

L’esponente del partito Libertà e giustizia dei Fratelli Musulmani, Mohamed El-Beltagy, ha dichiarato all’Aki – Adnkronos international che la colpa degli ultimi scontri è tutta delle forze di sicurezza perché sono stati gli agenti ad attaccare per primi, sabato scorso, i manifestanti riuniti in piazza Tahrir. E’ fallito anche il tentativo di mediazione dell’imam della moschea Omar Makram sulla piazza Tahrir, lo sceicco Mazhar Shahine, con le autorità militari.

Il Consiglio nazionale per i diritti umani aprirà un’inchiesta anche alla luce degli ultimi video shock pubblicati su Youtube. In uno dei tanti alcuni poliziotti trasportano e scaricano il corpo di una vittima nell’immondizia. L’Unione europea ha espresso, attraverso il portavoce dell’Alto rappresentante Catherine Ashton, grande preoccupazione per gli eventi in Egitto e ha rivolto a tutte le parti coinvolte un appello alla calma e alla moderazione.

Scontri tra polizia e manifestanti in Piazza Tahrir

a cura di Ottavio Polito

I morti in Egitto salgono a 20 a causa degli scontri fra la Polizia e i manifestanti in piazza Tahrir. Dall’alba di stamani, molte migliaia di persone si sono riversate all’interno di una delle piazza simbolo della rivoluzione al Cairo, protestando ancora contro la Giunta militare che guida il Paese e contro le prossime elezioni presidenziali che vedrebbero uomini della solita nomenclatura partecipare per conquistare il potere politico. Lo scontro fra le forse speciali di Polizia e i manifestanti ha fatto salire vertiginosamente il numero delle vittime nella capitale, mentre si contano delle vittime anche per le proteste scoppiate nella città di Alessandria.

Secondo fonti del ministero della Sanità egiziano, i feriti ammonterebbero a circa 1500 unità mentre altre fonti dei manifestanti parlano, a proposito delle vittime, che il loro numero effettivo sarebbe salito a quota 30 vittime. Nella giornata di domenica, gli scontri fa la Polizia e i manifestanti avevano provocato tre morti.r

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Gio 24/11/2011 da Ottavio Polito

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