Di Pietro critica Berlusconi: “E’ entrato in politica per sfuggire alla giustizia”

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Idv Antonio Di Pietro critica Silvio Berlusconi su tangentopoli

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha partecipato ieri al primo congresso del Movimento di responsabilità nazionale di Domenico Scilipoti. Durante il suo intervento il premier Berlusconi ha attaccato come ormai da abitudine la magistratura, la sinistra italiana e i media. Il capo del Governo si è lamentato delle aggressioni mediatiche, politiche e giudiziarie subite in questi anni. All’Auditorium Massimo a Roma il presidente Berlusconi ha poi ricordato ancora una volta, la sua discesa in campo, attuata nel ’94 “dopo il golpe giudiziario e per sottrarre l’Italia ai comunisti ortodossi”. Il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro ha criticato il discorso del premier soprattutto per quanto riguarda la sua discesa in campo.

Il fondatore dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha spiegato in una nota che Berlusconi confonde il significato dei termini poiché con Tangentopoli si intendeva, e si intende, una realtà virtuale, che nel nostro Paese è reale, e che veniva distrutta da finanziamenti e accordi illeciti, scambi di favori e mazzette. L’ex pm di Milano ha ricordato che l’inchiesta “Mani Pulite” fu un’azione giudiziaria efficace, in cui l’autorità giudiziaria cercò di ripulire le istituzioni.

Di Pietro ha asserito che Tangentopoli è stato un golpe commesso da chi, come lui, ha praticato commistioni illecite tra politica e affari. «Quanto alle dichiarazioni in cui il premier sostiene che la magistratura l’ha aggredito – ha aggiunto l’ex pm -, è bene ricordare che questa sua affermazione è vecchia di oltre 15 anni. L’aveva già fatta nel lontano 1995, allorché lui e il suo amico Previti denunciarono i magistrati milanesi presso la procura di Brescia, per le azioni giudiziarie che avevano intrapreso nei suoi confronti».

«Nel decreto di archiviazione è specificato che – ha proseguito il leader dell’Italia dei valori -, contrariamente a quanto Berlusconi aveva affermato, non era vero che i giudici l’avevano messo sotto inchiesta perché era entrato in politica, semmai il contrario, cioè che si era messo a fare politica perché i giudici l’avevano messo sotto inchiesta. Carta canta».

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