Decreto svuota carceri, la Camera approva. Il ministro Severino: “Non è un indulto mascherato”

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La Camera ha approvato il cosiddetto decreto svuota carceri, sul quale il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha detto che non si tratta di un indulto mascherato. La votazione ha visto 385 voti a favore, 105 voti contrari e 26 astenuti. I partiti che hanno votato a favore del decreto svuota carceri approntato dal ministro Severino sono stati il Pdl, il Pd ed i Terzo Polo, oltre ad altri deputati dell’area mista. I partiti contrari sono stati la Lega Nord e Idv. Sebbene l’appoggio al decreto svuota carceri sia stato massiccio, tuttavia bisogna evidenziare il numero delle defezioni nei partiti maggiormente rappresentati.
Infatti, 43 deputati del Pdl non hanno votato; nel Pd, 30 non votano ed altri 25 si danno alla fuga; 5 Radicali si astengono; 12 deputati di Popolo e Territorio fanno lo stesso. Il decreto svuota carceri approntato dal ministro Severino, comunque, viene commentato sotto diversi punti di vista, alcuni positivi altri negativi.
Emanuele Fiano, Pd.
Secondo l’esponente del Pd, Emanuele Fiano, l’argomento del sovraffollamento delle carceri doveva essere affrontato in modo urgente perchè le condizioni di vita dei detenuti negli istituti di pena sono una priorità e, come tale, doveva essere trattata: “Abbiamo votato a favore del decreto Severino guidati dal diritto, dalla civiltà e dalla sicurezza, tre principi sui quali ci basiamo sempre”.
Antonio Di Pietro, Idv.
Di segno nettamente opposto la considerazione del leader di Idv, l’ex magistrato Antonio Di Pietro, che ha commentato il decreto svuota carceri etichettandolo come “criminogeno”: “Noi non lo votiamo e voi siete diventati correi dei delinquenti, in nome di una presunta solidarietà con i detenuti”. Secondo Di Pietro, infatti, con questo decreto il Governo Monti non ha risolto niente, in quanto il detenuto si sposta dalla cella alla camera di sucurezza, anch’essa sovraffollata. Il leader di Idv aggiunge che il Governo si comporta in modo pavido e commette un’ingiustizia perchè “mette fuori chi può commettere altri reati. Ciò perchè non è in grado di afre altre strutture carcerarie”.
Il ministro Severino: “Nessun automatismo”.
Sulle polemiche degli altri deputati, interviene il ministro della Giustizia, Paola Severino, che dichiara come non ci sia nessun automatismo nella scarcerazione dei detenuti. In ogni caso, secondo il ministro, sarà sempre un magistrato a decidere sei il detenuto è meritevole di un miglioramento del suo grado di detenzione. La prima parte del decreto svuota carceri, poi, regola le cosiddette porte girevoli, cioè l’entrata e l’uscita dei detenuti nell’arco di 3 o 5 giorni con una casistica selezionata. Il magistrato, nel caso di arresto in flagranza di reato, decide se risparmiare tempo ed affidare il detenuto agli arresti domiciliari oppure alle camere di sicurezza, senza però nessun automatismo nella decisione. Non bisogna creare falsi allarmismi che, poi, risultano del tutto infondati.
Mer 15/02/2012 da Ottavio Polito in Paola Severino











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