De Magistris spara a zero sul Movimento 5 Stelle: “Dietro Grillo ci sono i poteri forti”

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Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha sferrato un duro attacco al Movimento Cinque Stelle in occasione della festa del Fatto Quotidiano al Parco della Versiliana. Critiche rivolte non ai militanti ed elettori del M5S, ma bensì al suo leader carismatico Beppe Grillo. Fino a qualche anno fa c’era un grande rapporto di amicizia tra l’autorevole esponente dell’Italia dei Valori e il comico e blogger genovese. Poi il loro rapporto si è incrinato e ora è quasi guerra aperta. Le critiche del leader della rivoluzione arancione prendono spunto dalle osservazioni fatte alcuni giorni fa a Piazzapulita su La7 dal consigliere regionale dell’Emilia Romagna, Giovanni Favia, che ha rivelato che nel movimento la democrazia non esiste e la responsabilità di tutto ciò sarebbe di Gianroberto Casaleggio.
Una polemica tutta interna al Movimento Cinque Stelle che sta dividendo gli stessi militanti e con Beppe Grillo che grida al complotto dei media, come faceva un tempo l’ex presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Casaleggio ha respinto con fermezza tutte le accuse di Favia, ma il consigliere regionale non demorde e accusa anche Grillo di essere come Berlusconi. Molti militanti accusano Favia di essere un traditore, ma altri ancora fanno notare che le sue critiche sono verosimili.
Di questa opinione è anche Luigi De Magistris che ha rivelato al Fatto Quotidiano di aver subito anche lui le invettive di Grillo. «Non apprezzo la logica dell’esisto solo io e tutti gli altri fanno schifo – ha spiegato il sindaco di Napoli -, che serve soltanto ad accrescere un proprio potere personale e non aiuta a favorire l’unità del Paese. Dietro il comico diventato a un tratto politico c’è un coagulo opulento di poteri forti – ha aggiunto -, quello che di dice Favia è verosimile e non penso che la lotta per i diritti e contro le disuguaglianze possa venire da Grillo».
Dunque anche secondo De Magistris dietro il M5S ci sono i poteri forti. Una teoria che è stata avanzata nel recente passato anche da altri esponenti politici di livello nazionale. Ora in molti restano a guardare poiché il M5S, che finora ha terrorizzato tutta la classe politica, rischia di frantumarsi e disintegrarsi dall’interno per la gioia della casta e di tutti coloro che non digeriscono la democrazia partecipativa.
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Lun 10/09/2012 da Domenico Giampetruzzi






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CHI PUO’ VANTARE ALTRETTANTO???????
Il 9 gennaio sarà celebrato il “Restitution day”, il giorno in cui i deputati all’ Ars del Movimento Cinque Stelle restituiranno alla Regione gran parte del loro stipendio, e cioè le somme eccedenti i 2500 euro più rimborsi spese.
Rispondi Segnala abusoViene così mantenuta fede alla promessa fatta in campagna elettorale da Cancelleri e compagni e contemporaneamente viene scritta una pagina storica nella vita dell’Assemblea Regionale: è la prima volta, infatti, che deputati rinunciano volontariamente alla parte preponderante dei loro compensi (valutabile intorno al 70 per cento).
Le somme restituite, poco meno di un milione di euro annui, secondo gli intendimenti del gruppo parlamentare, saranno utilizzate per finanziare un fondo di microcredito destinato alle piccole imprese, per il quale il Consiglio di presidenza dell’ Ars è stato invitato dal M5S a modificare in maniera opportuna il proprio bilancio. “Speriamo, però – dice il capogruppo del Movimento all’Assemblea regionale, Giancarlo Cancelleri – che alla fine questa cifra sia molto più grossa. Vogliamo credere, infatti, che in momento così delicato per l’economia siciliana anche altri deputati saranno pronti a percorrere il cammino da noi tracciato, dimostrando di lavorare anche, e soprattutto, per la Sicilia”.