Crisi, Obama striglia l’Europa: “Faccia di più”

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Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha strigliato l’Europa perché ha fatto ben poco per contrastare la crisi economico-finanziaria internazionale. Un nuovo attacco del capo della Casa Bianca dopo quello di qualche giorno fa. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha sottolineato che i mercati restano scettici sul fatto che le misure prese finora siano sufficienti per garantire una ripresa in Europa e per rimuovere il rischio che la crisi si aggravi. Proprio per questo motivo ha chiesto ulteriori passi in avanti.

Accuse americane indirette alla gestione della crisi dell’Eurozona da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel e delle istituzioni europee. Ieri la leader tedesca ha incontrato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Hanno ribadito che crescita e rigore sono facce della stessa medaglia e la Merkel ha lanciato segnali di apertura sulla vigilanza bancaria europea, aggiungendo che il patto di bilancio è solo un primo passo verso l’integrazione europea. Rimane fermamente contraria agli Eurobond. L’Ue ha intanto smentito l’esistenza di un piano segreto per salvare la moneta unica, mentre, le banche di Spagna e Cipro lanciano segnali di aiuto.

L’Eurozona sta sempre più sprofondando e le colpe secondo molti analisti politici e leader europei (Francois Hollande in testa) sono da attribuire al vecchio asse franco-tedesco (Sarkozy-Merkel) che ha adottato misure di eccessivo rigore che hanno aggravato ancora di più la crisi dell’Eurozona oltre a quella greca. Barack Obama è in campagna elettorale per le presidenziali statunitensi e sta addossando all’Europa tutte le colpe della crisi che è scoppiata in America molto prima del Vecchio Continente. Per di più dietro la crisi dell’euro c’è il Governo Usa, poiché la moneta unica europea rischiava di fare davvero concorrenza al dollaro e rappresentava una vera e propria minaccia per gli interessi commerciali ed economici a stelle e strisce.

Crisi, Obama attacca i leader Ue: “Sono complici di questa situazione”

Barack Obama

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha accusato i leader europei di essere i fautori e complici della crisi economico-finanziaria internazionale. Gli effetti si ripercuotono anche sull’economia americana con il tasso di disoccupazione che è tornato a salire portandosi all’8,2% e per di più i posti di lavoro creati nel mese di maggio sono stati solo 69mila e non 150mila. La colpa di questa crisi è da attribuire ai suoi colleghi europei che sono divisi su tutto e non riescono ad andare oltre il proprio orticello.

Barack Obama si è lamentato del Congresso Usa che blocca le sue misure per rilanciare la ripresa e dell’Unione europea che non riesce a risolvere i propri problemi. La febbre dell’Eurozona preoccupa i mercati finanziari e l’attuale presidente statunitense, che è in campagna elettorale per le prossime presidenziali. Obama ha rivelato che queste divisioni europee sono emerse anche durante l’ultima teleconferenza col presidente del Consiglio Mario Monti, con il presidente francese Francois Hollande e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Le ricette europee per la crescita adottate dall’asse franco-tedesco (Angela Merkel-Nicolas Sarkozy) sono state totalmente insufficienti, deludenti e disastrose con effetti negativi su tutte le economie europee, in particolar modo quella italiana e spagnola.

Crisi finanziaria: Monti, Merkel, Obama e Hollande inciuciano al telefono

Francois Hollande, Angela Merkel, Mario Monti

Vertice telefonico tra i tre leader europei, Angela Merkel, Francois Hollande e Mario Monti, e il presidente statunitense Barack Obama per analizzare gli stessi temi affrontati durante il vertice del G8 a Camp David negli Stati Uniti: dalla crisi greca a due settimane dal voto alla crisi finanziaria fino alla tenuta del sistema bancario in Europa.

Secondo fonti diplomatiche i leader di Usa, Italia, Francia e Germania si sono soffermati a lungo in teleconferenza su questi importanti argomenti, prendendo in esame anche tutte le misure necessarie e utili per la crescita. L’argomento centrale rimane dunque il bilanciamento tra rigore e crescita. Un tema molto delicato che dopo la sconfitta presidenziale di Nicolas Sarkozy in Francia rischia di creare tensioni in seno all’Ue tra la cancelliera tedesca e il neo presidente francese Hollande. Durante il vertice telefonico si è discusso anche della situazione dell’Eurozona in vista del prossimo vertice dell’Unione europea. I leader europei non riescono però ancora a trovare una soluzione alla drammatica crisi finanziaria che sta flagellando l’economia europea. Non sarà per caso sbagliata la cura? Non è opportuno un cambio di passo? Meno rigore e più investimenti per la crescita?

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Cesara 16 maggio 2012 10:16

Alla crescita bisognava pensarci prima del rigore. Forse con la crescita in atto sarà poi più facile affrontare il debito pubblico; tanto perchè si dice che i tedeschi sono degli intelligentoni.

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Cesara 18 maggio 2012 16:45

Adesso vuole crescita e rigore contemporaneamente. Che dicono gli economisti è possibile farlo di pari passo?

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