Crisi in Siria, Assad provocherà una nuova guerra fredda tra Usa e Russia

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Referendum per la Costituzione

Siria, il paese sotto il fuoco delle forze governative

Dalle ore 7 di stamattina (le 6 in Italia) si sono aperti i seggi per il referendum sulla nuova Costituzione proposta dal regime siriano del dittatore Bashar al-Assad, che sopprimerebbe il monopolio del partito Baath (articolo 8 della nuova Carta), pur mantenendo ampi poteri al presidente. Sono oltre 14 milioni i siriani chiamati alle urne. I ribelli e i movimenti politici anti-Assad hanno invitato a boicottare il voto perché pretendono le dimissioni del dittatore Assad. Proprio per questo motivo l’affluenza alle urne sarà piuttosto scarsa. Intanto non si placano le violenze e la repressione del regime nel Paese anche nel giorno del referendum.

L’Osservatorio siriano dei diritti umani (OSDH) ha riferito che nove civili sono morti a Homs (la città roccaforte dell’opposizione al presidente siriano), che è ormai sotto attacco da ormai più di tre settimane. Almeno quattro soldati, fra cui un ufficiale dell’esercito regolare, sono morti durante lo scontro con un gruppo di ribelli siriani nel quartiere di al-Hamidiyédi. Sono in corso esplosioni e sparatorie anche in altre città della Siria.

Anche ieri ci sono stati duri scontri nel Paese tra le forze di sicurezza e i ribelli, con un bilancio di 94 morti e 68 feriti. Fra i morti, 24 civili a Homs e 23 membri delle forze di sicurezza del regime. Almeno otto ribelli sarebbero stati giustiziati sommariamente dopo esser stati arrestati. Il sito internet israeliano “Debka” ha diffuso l’indiscrezione relativa a un intervento militare da parte di Usa, Francia, Gran Bretagna, Turchia e Italia in Siria. Roma e Londra hanno pubblicamente smentito questa voce. La Farnesina ha precisato che l’Italia è contraria ad interventi militari in Siria. Il Foreign Office britannico ha aggiunto che non si sta pianificando nessun intervento militare poiché la situazione in Siria è molto diversa da quella in Libia: “Non abbiamo un unico approccio per tutto in politica estera“.

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Lun 28/05/2012 da Ottavio Polito in

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Cesara 6 febbraio 2012 13:08

Come posssono questi due Stati condannare la Siria per le stragi della popolazione, se loro sono sempre pronti a reprimere qualsiasi manifestazione contro i loro governi? La Cina poi ha il coraggio di dire che il veto lo pone per un senso di giustizia. Affermazioni che fanno inorridire dette dalla Cina.

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Ottavio Polito
Ottavio Polito 6 febbraio 2012 14:14

Ciao Cesara,
non vorrei che la Russia e la Cina abbiano votato contro il resto del Consiglio di sicurezza solo per il fatto di non schierarsi con l’Occidente, per partito preso. Bisognerebbe indagare sul perchè, queste due potenze mondiali, forti sul piano militare, non abbiano condiviso la linea seguita dagli altri stati democratici. Potrebbe esserci dell’altro, dietro il loro no alla condanna per la Siria di Assad.

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Cesara 6 febbraio 2012 18:27

A parer mio l’occidente di per sè non c’entra, c.’entra invece che La Cina si trova in linea con il regime di Assad. Si è visto cosa succede in Cina quando il popolo si rivolta. La stessa cosa che sta succedendo in Siria con Assad. Perchè dunque condannare un regime simile? La Russia forse come lei sostiene potrebbe essere il solito bastian contrario, forse è qui il motivo che bisogna capire. ovvero capire tutto della Russia ancora così enigmatica. Però ricordiamoci cosa faceva la Russia in pieno comunismo. metteva in atto lo stesso sistema attuale della Siria. e forse non condannando il regime di Assad si sente in diritto in un qualsiasi momento di rinverdire i vecchi tempi quando la Russia con la crudeltà della dittatura comunista soffocava ogni anelito di liberta con carri armati ed altro.

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Ottavio Polito
Ottavio Polito 6 febbraio 2012 18:40

…la tua può essere una buona chiave di lettura…

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Mogol_gr 27 febbraio 2012 04:18

@Cesara. Se non le dispiace oltre alla Cina c’entrano gli arabi (é la vera Primavera vedi gli anti “amici della Siria” a Tunisi).

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Cesara 12 marzo 2012 13:11

In tutti i modi vale sempre il discorso che democratiamente non deve cambiare niente, deve rimanere la stessa situazione di sudditanza per il popolo intero. In poche parole la democrazia fa fatica ad entrare nella testa di questi protagonisti di una civiltà inferiore contro la ns. che è all’insegna della democrazia stessa.

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Pierpaolo 12 marzo 2012 13:11

In Siria come in Afghanistan, ovunque arrivino i gangsters USA.

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