Crisi in Siria, Assad provocherà una nuova guerra fredda tra Usa e Russia
La Ue vara le sanzioni. Il ministro Terzi: “No a opzioni militari”

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La UE vara le nuova sanzioni per la crisi in Siria mentre il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, dichiara che “non ci saranno opzioni militari“. Per quanto riguarda le sanzioni che erano state approvate dell’Unione europea, adesso, nello specifico, si riferiscono alla restrizione monetaria della Banca centrale siriana, oltre che al trasporto aereo delle merci, da e per il Paese arabo. La UE ha comunicato che le misure restrittive contro il regime della Siria sono state approvate dai vari ministrei degli Esteri riuniti in consiglio a Bruxelles, al quale era presente anche il rappresentante istituzionale italiano.
Il ministro Terzi, infatti, dopo la riunione, ha dichiarato che “l’Italia condivide le sanzioni europee contro la Siria perchè, in questo momento, non ci sono altre modalità se non l’intervento militare”. Tuttavia, proprio su questa estrema eventualità, il ministro degli Esteri dell’Italia dice che, sul tavolo, non è previsto nessun interventi militare in Siria, da parte dell’Occidente e che nessuno se lo augura.
Una dichiarazione suffragata anche dal presidente di turno della UE, il danese Sovndal, il quale esclude, per il momento, qualsiasi intervento militare e che la UE preferisce seguire la strada delle sanzioni economiche. I 27 Paesi membri della UE, inoltre, secondo l’attuale presidente danese, chiederanno alla Siria di lasciare entrare nel suo territorio gli aiuti umanitari. Una delle decisioni prese dal Consiglio degli Esteri della UE è stato quello del riconoscimento dell’opposizione che ti trova, adesso, in Siria, cioè il Consiglio Nazionale Siriano.
A tal proposito, il ministro Terzi ha aggiunto che la UE riconosce nel CNS un interlocutore affidabile e legittimo, come centro di opposizione siriana, utile per una soluzione politica della crisi che c’è in Siria a causa della dura repressione del regime del presidente Assad. Infatti, le ultime violenze effettuate sulla popolazione nel corso del referendum sulla nuova costituzione siriana lo provano, con una sessantina di morti fra i manifestanti, specie nella città di Homs.
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Lun 28/05/2012 da Ottavio Polito in Siria
Ciao Cesara,
non vorrei che la Russia e la Cina abbiano votato contro il resto del Consiglio di sicurezza solo per il fatto di non schierarsi con l’Occidente, per partito preso. Bisognerebbe indagare sul perchè, queste due potenze mondiali, forti sul piano militare, non abbiano condiviso la linea seguita dagli altri stati democratici. Potrebbe esserci dell’altro, dietro il loro no alla condanna per la Siria di Assad.
A parer mio l’occidente di per sè non c’entra, c.’entra invece che La Cina si trova in linea con il regime di Assad. Si è visto cosa succede in Cina quando il popolo si rivolta. La stessa cosa che sta succedendo in Siria con Assad. Perchè dunque condannare un regime simile? La Russia forse come lei sostiene potrebbe essere il solito bastian contrario, forse è qui il motivo che bisogna capire. ovvero capire tutto della Russia ancora così enigmatica. Però ricordiamoci cosa faceva la Russia in pieno comunismo. metteva in atto lo stesso sistema attuale della Siria. e forse non condannando il regime di Assad si sente in diritto in un qualsiasi momento di rinverdire i vecchi tempi quando la Russia con la crudeltà della dittatura comunista soffocava ogni anelito di liberta con carri armati ed altro.
Segnala abuso@Cesara. Se non le dispiace oltre alla Cina c’entrano gli arabi (é la vera Primavera vedi gli anti “amici della Siria” a Tunisi).
Rispondi Segnala abusoIn tutti i modi vale sempre il discorso che democratiamente non deve cambiare niente, deve rimanere la stessa situazione di sudditanza per il popolo intero. In poche parole la democrazia fa fatica ad entrare nella testa di questi protagonisti di una civiltà inferiore contro la ns. che è all’insegna della democrazia stessa.
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Come posssono questi due Stati condannare la Siria per le stragi della popolazione, se loro sono sempre pronti a reprimere qualsiasi manifestazione contro i loro governi? La Cina poi ha il coraggio di dire che il veto lo pone per un senso di giustizia. Affermazioni che fanno inorridire dette dalla Cina.
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