Crisi in Siria, Assad provocherà una nuova guerra fredda tra Usa e Russia

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Ban Ki-Moon: “Esecuzioni sommarie”

Ban Ki moon

Le forze di sicurezza siriane del regime di Bashar al-Assad hanno sparato nuovamente sulla folla che manifestava contro il Governo siriano, causando vittime e feriti. Le atroci violenze in Siria non si placano. Durante l’assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il segretario Ban Ki-moon ha denunciato esecuzioni arbitrarie, arresti e torture. Ban Ki-moon ha dichiarato che contro la città di Homs c’è stato un grande assalto delle forze governative. «Le immagini che abbiamo visto sulla Siria – ha denunciato il segretario generale dell’Onusono atroci. È assolutamente inaccettabile, intollerabile. Come può un essere umano sopportare questa situazione?».

Aggiornamento a cura di Domenico Giampetruzzi

Il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, ha spiegato che le autorità siriane devono aprire senza precondizioni, alle comunità umanitarie. Finora il dittatore siriano Bashar al-Assad ha negato tutto ciò. La coordinatrice delle operazioni umanitarie dell’Onu, Valerie Amos, ha tentato senza successo di ottenere il permesso di entrata da Assad. Il Comitato internazionale della Croce rossa ha infatti spiegato che il Governo di Damasco ha bloccato un convoglio di aiuti umanitari a Homs. Solamente nella giornata di ieri le forze di sicurezza siriane hanno ammazzato 75 persone, tra cui un bambino e due donne. Oltre 34 persone sono state uccise a Homs, di cui 14 giustiziati sommariamente in un campo nei pressi di Bab Amro. Altri 16 sono morti nell’esplosione di un mortaio a Rastan, 11 a Idlib, 9 a Hama e altrettanti a Dayr az Zor. Altre 8 persone sono state uccise nella regione di Aleppo, due a Duma nei pressi di Damasco, e uno rispettivamente a Daraa e Latakia.

I comitati delle opposizioni hanno affermato che ieri migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare in diversi quartieri di Aleppo, gridando slogan di sostegno a Homs e augurandosi il crollo del regime di Bashar al-Assad e la distribuzione di armi all’esercito libero siriano. Il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, ha deciso di chiudere l’ambasciata in Siria, precisando che non è possibile alcun tipo di intervento senza una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che ne stabilisca le condizioni giuridiche. Questa decisione è stata considerata “infelice” dal portavoce del ministero degli Esteri siriano, Jihad Makdissi, ma anche da alcuni Comitati di coordinamento locali anti regime. Diversa la posizione del direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti umani (Oshd), Rami Abdel Rahman, che ha invitato gli altri Paesi europei a seguire l’esempio francese ”affinché il regime si senta isolato” e ha chiesto la chiusura delle ambasciate siriane in Europa perché sono centri di spionaggio sulle attività dei militanti.

Il premier britannico David Cameron ha asserito che il Governo di Assad deve rispondere di crimini contro umanità perché è responsabile della repressione nel Paese e ha criticato la Russia e la Cina che in sede Onu hanno difeso “questo regime criminale”. Il presidente del Consiglio italiano Mario Monti si è augurato una maggiore pressione sul regime, anche con altre sanzioni mirate, e ha incoraggiato le opposizioni a unirsi per dare vita a nuova Siria. Il presidente dell’Unione europea, Herman van Rompuy, ha annunciato che l’Ue raccoglierà le prove dei crimini commessi in Siria contro la popolazione civile. Secondo il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, Bashar al-Assad “ha i giorni contati”.

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Lun 28/05/2012 da Ottavio Polito in

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Cesara 6 febbraio 2012 13:08

Come posssono questi due Stati condannare la Siria per le stragi della popolazione, se loro sono sempre pronti a reprimere qualsiasi manifestazione contro i loro governi? La Cina poi ha il coraggio di dire che il veto lo pone per un senso di giustizia. Affermazioni che fanno inorridire dette dalla Cina.

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Ottavio Polito
Ottavio Polito 6 febbraio 2012 14:14

Ciao Cesara,
non vorrei che la Russia e la Cina abbiano votato contro il resto del Consiglio di sicurezza solo per il fatto di non schierarsi con l’Occidente, per partito preso. Bisognerebbe indagare sul perchè, queste due potenze mondiali, forti sul piano militare, non abbiano condiviso la linea seguita dagli altri stati democratici. Potrebbe esserci dell’altro, dietro il loro no alla condanna per la Siria di Assad.

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Cesara 6 febbraio 2012 18:27

A parer mio l’occidente di per sè non c’entra, c.’entra invece che La Cina si trova in linea con il regime di Assad. Si è visto cosa succede in Cina quando il popolo si rivolta. La stessa cosa che sta succedendo in Siria con Assad. Perchè dunque condannare un regime simile? La Russia forse come lei sostiene potrebbe essere il solito bastian contrario, forse è qui il motivo che bisogna capire. ovvero capire tutto della Russia ancora così enigmatica. Però ricordiamoci cosa faceva la Russia in pieno comunismo. metteva in atto lo stesso sistema attuale della Siria. e forse non condannando il regime di Assad si sente in diritto in un qualsiasi momento di rinverdire i vecchi tempi quando la Russia con la crudeltà della dittatura comunista soffocava ogni anelito di liberta con carri armati ed altro.

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Ottavio Polito
Ottavio Polito 6 febbraio 2012 18:40

…la tua può essere una buona chiave di lettura…

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Mogol_gr 27 febbraio 2012 04:18

@Cesara. Se non le dispiace oltre alla Cina c’entrano gli arabi (é la vera Primavera vedi gli anti “amici della Siria” a Tunisi).

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Cesara 12 marzo 2012 13:11

In tutti i modi vale sempre il discorso che democratiamente non deve cambiare niente, deve rimanere la stessa situazione di sudditanza per il popolo intero. In poche parole la democrazia fa fatica ad entrare nella testa di questi protagonisti di una civiltà inferiore contro la ns. che è all’insegna della democrazia stessa.

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Pierpaolo 12 marzo 2012 13:11

In Siria come in Afghanistan, ovunque arrivino i gangsters USA.

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