Crisi in Siria, Assad provocherà una nuova guerra fredda tra Usa e Russia
Russia e Cina spaccano in due l’Onu

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Il regime di Bashar Al-Assad, in Siria, compie una strage nella città di Homs con un bombardamento che causa più di 300 morti, ma la Russia e la Cina spaccano in due l’Onu ponendo il loro veto su una risoluzione di condanna. Sebbene la condanna per il regime di Assad provenisse da tutti i Paesi occidentali del Consiglio di sicurezza, le due potenze orientali hanno deciso di opporsi al volere degli altri componenti. Si tratta della più pesante repressione del governo siriano del presidente Assad, compiuto con l’artiglieria che ha bombardato i rivoltosi, procurando morte e scompiglio nel Paese. Secondo la TV satellitare Al Arabiya, i manifestanti uccisi sarebbero di numero ben superiore a quello diramato, così come migliaia sarebbero i feriti.
Una escalation della violenza da parte del regime siriano che non riesce a trovare un freno nemmeno all’interno dell’Onu. Infatti, due potenze come Russia e Cina si sono messe di traverso, di fatto bloccando ogni possibilità di azione da parte delle Nazioni Unite. Non è la prima volta che accade una cosa del genere e che dimostra l’immobilismo del’organizzazione internazionale. Lo scorso mese di gennaio, infatti, furono ancora Russia e Cina a opporsi alla risoluzione dell’Onu contro il regime siriano.
Non ha fatto breccia nemmeno il presidente Usa Barack Obama, il quale ha apertamente criticato il governo della Siria, affermando che “il presidente Assad se ne deve andare. Mostra disprezzo per la vita umana e, per questo, deve consentire una transizione democratica nel suo Paese”. A dare ampio appoggio a Obama, anche il suo Segretario di Stato, Hillary Clinton, che ha anche criticato quelle nazioni che “impediscono che il mondo condanni le violenze in Siria”. Il riferimento è chiaro nei confronti della Russia e della Cina, verso le quali non è stato possibile instaurare un confronto costruttivo: “E’ difficile immaginare che, dopo la giornata più sanguinosa in Siria, ci sia chi impedisce alla comunità internazionale di condannare questa violenza”.
Nel continuare il suo intervento, la Clinton ha affermato che ci saranno, adesso, molte maggiori possibilità che la Siria sprofondi in una guerra civile. A tracciare un solco profondo con la Russia e con la Cina, anche la Francia, attraverso il suo ministro degli Esteri, Alain Juppè: “Bombardando la città di Homs, la Siria ha fatto un passo ulteriore nella barbarie. Inoltre, chi ostacola la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu si assumerà responsabilità storiche”.
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Lun 28/05/2012 da Ottavio Polito in Siria
Ciao Cesara,
non vorrei che la Russia e la Cina abbiano votato contro il resto del Consiglio di sicurezza solo per il fatto di non schierarsi con l’Occidente, per partito preso. Bisognerebbe indagare sul perchè, queste due potenze mondiali, forti sul piano militare, non abbiano condiviso la linea seguita dagli altri stati democratici. Potrebbe esserci dell’altro, dietro il loro no alla condanna per la Siria di Assad.
A parer mio l’occidente di per sè non c’entra, c.’entra invece che La Cina si trova in linea con il regime di Assad. Si è visto cosa succede in Cina quando il popolo si rivolta. La stessa cosa che sta succedendo in Siria con Assad. Perchè dunque condannare un regime simile? La Russia forse come lei sostiene potrebbe essere il solito bastian contrario, forse è qui il motivo che bisogna capire. ovvero capire tutto della Russia ancora così enigmatica. Però ricordiamoci cosa faceva la Russia in pieno comunismo. metteva in atto lo stesso sistema attuale della Siria. e forse non condannando il regime di Assad si sente in diritto in un qualsiasi momento di rinverdire i vecchi tempi quando la Russia con la crudeltà della dittatura comunista soffocava ogni anelito di liberta con carri armati ed altro.
Segnala abuso@Cesara. Se non le dispiace oltre alla Cina c’entrano gli arabi (é la vera Primavera vedi gli anti “amici della Siria” a Tunisi).
Rispondi Segnala abusoIn tutti i modi vale sempre il discorso che democratiamente non deve cambiare niente, deve rimanere la stessa situazione di sudditanza per il popolo intero. In poche parole la democrazia fa fatica ad entrare nella testa di questi protagonisti di una civiltà inferiore contro la ns. che è all’insegna della democrazia stessa.
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Come posssono questi due Stati condannare la Siria per le stragi della popolazione, se loro sono sempre pronti a reprimere qualsiasi manifestazione contro i loro governi? La Cina poi ha il coraggio di dire che il veto lo pone per un senso di giustizia. Affermazioni che fanno inorridire dette dalla Cina.
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