Caso Lusi, ecco il resort di lusso a Genzano comprato con i soldi della Margherita

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Luigi Lusi

Luigi Lusi ha comprato e ristrutturato la lussuosa villa (1.600 metri quadri suddivisi su quattro piani con ascensore interno e vasca idromassaggio) a Genzano alle porte di Roma con i soldi del partito. L’ex tesoriere della Margherita, che è in carcere a Rebibbia per aver sottratto oltre 25 milioni di euro dalle casse del partito, ha dichiarato di voler restituire tutto ciò che ha sottratto all’ex partito di Francesco Rutelli. In questa villa ci sono sala biliardo, palestra, sauna, cantina, cucine, vasca idromassaggio, tantissime stanze da letto con bagni annessi e sala macchine con l’impianto di domotica. Meglio di un albergo a cinque stelle, per di più attrezzato con ogni tipo di comfort.

Il giudice per le indagini preliminari ha chiesto di quantificare il valore della villa e quello dell’appartamento acquistato al centro della Capitale al perito Luigi Lausi, ma anche i soldi spesi per le ristrutturazioni per fare l’inventario dei beni relativo a tutti gli immobili intestati alla “Paradiso Immobiliare”, una delle società create da Luigi Lusi per occultare i milioni di euro rubati alla Margherita.

Lusi indagato per calunnia per dichiarazioni su Rutelli e Bianco

Rutelli e Bianco

Nuovi guai giudiziari per Luigi Lusi. L’ex tesoriere della Margherita è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Roma con l’accusa di calunnia dopo le dichiarazioni rese in un interrogatorio a giugno, che chiamavano in causa i vertici della Margherita: Francesco Rutelli ed Enzo Bianco. La Procura di Roma non ha preso nessun provvedimento nei confronti di questi ultimi due politici. In precedenza l’attuale leader di Alleanza per l’Italia aveva presentato un esposto in Procura denunciando l’ex tesoriere per le affermazioni che aveva fatto nel corso del suo interrogatorio, quando aveva dichiarato che c’era stato un patto con la corrente rutelliana per la spartizione dei rimborsi elettorali provenienti dal finanziamento pubblico.

L’avvocato di Luigi Lusi, che è attualmente in carcere per aver sottratto 25 milioni di euro dalle casse del partito, ha asserito che l’iscrizione da parte della Procura di Roma è un atto dovuto dopo una denuncia, aggiungendo che la situazione non è mutata rispetto a prima. «Aspettiamo di conoscere i riscontri fatti della Procura della Repubblica – ha sottolineato l’avvocato Luca Petrucci – a seguito dell’interrogatorio di garanzia fatto dal mio cliente davanti al gip Simonetta D’Alessandro. Ora ci attendiamo che personalmente Lusi possa essere sottoposto a nuovo interrogatorio perché chiarisca i fatti che gli vengono addebitati».

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Luigi Lusi per calunnia è stata accolta con gioia da Francesco Rutelli. L’ex leader della Margherita ha asserito che sono stati mesi di sofferenza, anche se in Italia chi è vittima di reati può e deve avere fiducia nella giustizia. «Il cerchio sarà chiuso solo col ripristino dei danni che ho e abbiamo subito – ha detto Rutelli – e il recupero di tutti i soldi rubati alla Margherita, che andranno allo Stato, cioè ai cittadini italiani».

Spunta l’appunto di Rutelli sulla distribuzione dei fondi

Rutelli Lusi spunta appunto su distribuzione dei fondi

L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, dopo aver consegnato ai pm lettere ed email che incastrerebbero Francesco Rutelli ha parlato anche di un appunto che risale al 2009 in cui l’attuale leader di Alleanza per l’Italia descriverebbe un meccanismo di distribuzione dei fondi tra le varie correnti in un periodo in cui il partito era ormai sciolto. L’ex senatore del Partito Democratico, che è attualmente in carcere, ha tirato in ballo oltre a Rutelli anche Matteo Renzi ed Enzo Bianco.

Secondo i magistrati le accuse di Luigi Lusi nei confronti dei vertici della Margherita sono poco credibili, anche se è comunque in corso da parte degli inquirenti un’attività di riscontro sulla documentazione fornita dall’ex tesoriere sabato nel corso del suo interrogatorio fiume. L’attenzione però si è spostata su un appunto autografo di Rutelli inviato a Lusi nel 2009 dove si fa esplicito riferimento a una quota dei rimborsi elettorali (600mila euro) da destinare alla corrente dei rutelliani. Lusi avrebbe infatti rivelato a gip e pm che nella distinta di quel versamento “100mila euro erano stati destinati, in due tranche, a Matteo Renzi“.

ecco le lettere che incastrano Rutelli

le lettere di lusi inguaiano rutelli

Il Senato ha votato alcuni giorni fa per l’arresto di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto 25milioni di euro al partito per scopi personali e familiari. Ora però la situazione rischia di aggravarsi sempre di più e di coinvolgere direttamente anche i big della Margherita, partendo proprio da Francesco Rutelli. L’ex tesoriere ha consegnato alcuni importanti documenti due giorni fa ai magistrati romani: una lettera scritta a mano e una al computer dall’attuale leader di Alleanza per l’Italia.

Francesco Rutelli ha sempre respinto ogni accusa, addossando tutte le colpe sul suo ex uomo di fiducia definendolo come un ladro senza vergogna. Queste due lettere del leader ApI fanno guarda caso riferimento ai rimborsi elettorali ottenuti dalla Margherita dopo lo scioglimento e la fusione con i Democratici di Sinistra nel Partito democratico avvenuta cinque anni fa. Per di più ci sarebbero altri appunti relativi alle somme versate alle diverse correnti del partito e ad alcuni autorevoli esponenti dell’attuale PD: da Enzo Bianco a Matteo Renzi. Una tesi che è stata più volte raccontata da Lusi, ma smentita categoricamente dai diretti interessati.

Durante l’interrogatorio, svoltosi sabato pomeriggio nel carcere di Rebibbia, Luigi Lusi ha rivelato agli inquirenti: «Le indicazioni arrivavano dal segretario con il quale avevo un confronto costante, anche se spesso riuscivamo a parlarci per non più di dieci minuti. Lui era perfettamente a conoscenza degli investimenti immobiliari – ha detto l’ex tesoriere -, tanto da suggerirmi la creazione di una società estera visto che mia moglie è canadese». Per queste dichiarazioni Rutelli ha deciso di querelarlo bollandole come bufale pronunciate da un ladro. Oltre alle lettere di Rutelli, Lusi ha consegnato al giudice Simonetta D’Alessandro anche le sue email inviate al leader ApI. Ora Rutelli e altri big del PD tremano poiché forse non è stata raccontata tutta la verità su questa vergognosa e scabrosa vicenda e spetta alla Guardia di Finanza fare tutte le verifiche del caso. La guerra tra Lusi e Rutelli continua, ma gli ex militanti della Margherita vogliono giustamente la verità senza coperture o mezze versioni.

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Mar 07/08/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Cesara 25 maggio 2012 19:42

Li avrebbe dati soltanto a loro? Figuriamoci, Fuori gli altri nomi.

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Alessandro maiorano 26 maggio 2012 09:00

il piu ladro di tutti? matteo renzi,con quella faccina d angelo e immacolata a firenze non ci frega piu………questo tangentista

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Carolus 1 giugno 2012 09:00

E’ così che la sinistra amministra il denaro dei cittadini ! I sinceri democratici ci fanno pena quando sbandierano la loro moralità !

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Cesara 1 giugno 2012 11:22

Mancano soltanto 50 milioni all’appello? Rifate i conti. Arrivate fono al fondo della pentola targata MARGHERITA, vedrete quanti altri ne usciranno fuori.

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Cesara 25 giugno 2012 11:04

Rutelli che vuoi negare? Già quando facevi il Sindaco di Roma i soldi destinati per l’Anno Santo sono spariti e te li sei giostrati come ti pare. Una volta politico a tempo pieno ha meso in pratica quanto avevi fatto precedentemente come Sindaco. A proposito, ormai tieni pratica e ogni occasione è buona.

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