Bersani teme Di Pietro, Vendola: “L’alleanza con l’Udc? Da suicidio”

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Antonio Di Pietro e Nichi Vendola

La volpe di Pierluigi Bersani non ha ancora preso una decisione in vista delle future alleanze per le prossime elezioni politiche 2013. Il suo obiettivo è di rimettere in piedi la vecchia alleanza catto-comunista, puntando sull’Udc di Pierferdinando Casini. Il suo partito è in subbuglio poiché alcune correnti sono favorevoli a un’alleanza con SeL e IdV, mentre, altre con i moderati. Una cosa però è certa. Bersani teme molto Antonio Di Pietro poiché secondo il segretario democratico è solo un populista alla Beppe Grillo. Nichi Vendola in una conferenza stampa con l’ex pm di Milano ha bocciato la probabile alleanza del PD con l’Udc e ha criticato anche le primarie del centrosinistra che rischiano di essere un congresso di partito.

Il Governatore della Regione Puglia ha dichiarato di non essere interessato a un’alleanza politica senza Di Pietro per le politiche del 2013. Ha chiesto una risposta chiara al PD in quanto non si può immaginare di essere alleati effimeri, virtuali, o residuali, aggiungendo che un’alleanza tra PD e Udc non lo trova interessato. Si è detto disponibile a un dibattito e a un punto di compromesso con i moderati, ma no alla resa della sinistra. Una probabile alleanza del PD con l’Udc e senza l’IdV rappresenterebbe un vero suicidio per la sinistra.

Vendola ha poi criticato le primarie del centrosinistra e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. «Ci sono cose per me incomprensibili – ha scritto il presidente della Puglia su Facebook – c’è un leader, come il sindaco di Firenze, che è una variabile estremista del liberismo. E un altro, come Bersani, che è un amabile socialdemocratico. Ma queste non sono primarie – ha aggiunto -, è il congresso del PD. E io non sono interessato a partecipare: se Renzi rende maggioritaria l’anima liberista del PD, ne traggo le conseguenze: io sono antagonista ai liberisti ovunque collocati».

Bersani e Di Pietro sono ormai alla resa dei conti con il leader dell’IdV che ha sottolineato di non porre ultimatum, ma chiede al PD di chiarire la propria posizione. L’ex pm è poi andato all’attacco: «Basta voti di fiducia al Governo per tirare a campare. Il PD faccia una scelta di campo scegliendo non dentro questo Palazzo, perchè a pane e spread si muore di fame».

Bersani ha ribadito il patto con i moderati durante un dibattito con Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky (presidenti di Libertà e Giustizia) a Milano. Ha spiegato che le primarie dovranno essere di coalizione. Vuole una coalizione con i moderati e contro i populisti dell’IdV poiché “il centrosinistra di Governo non deve essere esposto a pulsioni populiste o a posizioni che mettono in dubbio alcuni presidi costituzionali come la presidenza della Repubblica“. Lo scontro tra Bersani e Di Pietro continua…

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Sab 30/06/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Benedetto russo 12 luglio 2012 00:49

L’alleanza con l’UDC è quanto di più ridicolo, impopolare, innaturale e deleterio vi possa essere per il centrosinistra: un partito che ha in più regioni una storia politica discutibilissima (vedi la mia, la Sicilia), che ha sostenuto la destra, che adotta la pseudopolitica del pendolo, di un’oscillazione inaffidabile, che non si riconosce affatto nei valori della sinistra-e i valori, mettiamocelo bene in testa, non sono paletti ideologici, schemi, etichette, come li definisce qualche cinico e sornione esponente del PD, fautore di compromessi meschini, ma cardini irrinunciabili, punti di riferimento, idee.chiave cui si deve sempre guardare per essere credibili-, non è un partito che si può presentare schierato a sinistra! A cosa serve oggi parlare di destra e sinistra? Serve: dovremmo riorientarci, c’è troppa confusione, troppe mescolanze indigeste, cui bisogna reagire, chiarendo idee e posizioni. L’UDC, d’altronde, se proprio vogliamo abbassarci a un discorso opportunistico, non ha grandi masse di elettori: neanche SEL, ma SEL è la sinistra moderna, l’UDC cos’è?! Moderati e progressisti: a parte il fatto che il moderatismo è, a mio parere, davvero fuori moda in un Paese bisognoso di grandi cambiamenti a favore del lavoro, dell’occupazione, della crescita, della scuola e della ricerca ecc…, perché creare alleanze tra due poli che IN TUTTI I PAESI DELL’OCCIDENTE, TUTTI!, sono PER NATURA e giustamente alternativi e non fusi in una pappa incolore?! Il PD dovrebbe impegnarsi a far rinascere la sinistra, associando partiti e movimenti, e all’interno della quale è possibile anche ammettere che vi siano posizioni più o meno radicali, senza però snaturarla rendendola un centro senza chiara identità. Se su questo punto si è convinti del contrario, non ci siamo completamente. Prima i programmi, poi le alleanze: altra balla, sostenuta da pseudointellettuali vari: si dovrebbe piuttosto partire da una base di valori condivisa, e ovviamente poi realizzare un progetto articolato su cui si otterrà o meno il consenso. Se decido di mettermi in società con qualcuno per iniziare un progetto, mica faccio prima il progetto e poi scelgo il collega?! Se il Pd sostiene logiche del genere, che sia sconfitto: non ci siamo completamente! E viva la sinistra vera!

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