Bersani e Vendola scaricano Di Pietro: “E’ troppo polemico e populista”

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pierluigi bersani stringe la mano a nichi vendola

Nichi Vendola ha scaricato con molto stupore Antonio Di Pietro per allearsi con Pierluigi Bersani in vista delle prossime elezioni politiche del 2013. Una strategia politica astuta e furba visto e considerato che nelle ultime settimane il leader di Sinistra ecologia Libertà si era presentato in conferenza stampa proprio con l’ex pm di Milano per ribadire il suo “no” a una coalizione con PD, SeL e Udc senza IdV. Di Pietro aveva presentato in Parlamento una proposta di legge per i matrimoni gay e lo stesso Vendola si era detto favorevole, dopo tanti anni di silenzio. Ora dopo l’apertura a doppio taglio (una mezza trappola) di Bersani sul riconoscimento giuridico delle coppie gay, Vendola ha colto l’occasione per scaricare Di Pietro e candidarsi alle primarie del centrosinistra sapendo di poterle vincere.

La scelta di Nichi Vendola di scaricare senza troppi complimenti Antonio Di Pietro è dovuta al fatto che l’ex pm di Milano è troppo polemico e populista. Una critica che Bersani ha più volte rivolto al fondatore dell’Italia dei Valori, paragonandolo a Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle. «A me spiace molto – ha detto il Governatore pugliese, che è indagato per lo scandalo sanità in Puglia -, ma le sue continue polemiche e il suo propagandismo esagerato rischiano di portarlo alla deriva. Di Pietro non sta dimostrando molto interesse verso una prospettiva che avevamo immaginato insieme. La sua attività prevalente è da polemista – ha aggiunto Vendola – più che da costruttore dell’alternativa».

Ora il leader di SeL ha deciso ancora una volta di sacrificare i matrimoni gay e tanti altri diritti richiesti a gran voce anche dalla comunità gblt pugliese oltre che nazionale in nome di una nefasta e probabile alleanza con PD e Udc. Il Governatore della Regione Puglia aveva l’occasione giusta per svecchiare la politica italiana puntando tutto sulle tematiche socio-economiche oltre che sui diritti civili, come è già avvenuto nei principali Paesi occidentali e avanzati, ma ha preferito mercanteggiare al ribasso con il PD sui diritti civili pur di candidarsi alla poltrona di premier. Anche l’apertura a Pierferdinando Casini dell’Udc non è piaciuta a diverse associazioni e organizzazioni gblt. Ora i candidati alle primarie del centrosinistra dovrebbero essere Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Matteo Renzi.

Di Pietro ha messo in evidenza le numerose contraddizioni di Vendola in un post pubblicato ieri sul suo blog, annunciando allo stesso tempo di aver depositato due quesiti referendari alla Corte di Cassazione sull’art. 18 e sull’art. 8, entrambi in difesa dei lavoratori: quelli licenziati ingiustamente e quelli a cui viene tolto il contratto collettivo di lavoro. «Credo che sia difficile, direi impossibile, per SeL, il partito di Nichi Vendola, rompere con l’Italia dei Valori, – ha scritto l’ex pm di Milano – perché vorrebbe dire rompere con le battaglie in difesa del lavoro. Chi pensa di fare a meno dell’IdV nella costruzione di una nuova area riformista, di una coalizione che mette insieme sviluppo e solidarietà, pensa forse di poter fare a meno degli elettori. Anche dei suoi elettori. Mi rifiuto di pensare – ha concluso – che Vendola possa rinunciare alle nostre battaglie sui diritti dei lavoratori». Il Governatore pugliese ha scelto un’altra strada: il compromesso al ribasso con Bersani pur di ambire alla poltrona di presidente del Consiglio. In fin dei conti Di Pietro come alleato di Governo poteva rappresentare una mina vagante per Bersani e lo stesso Vendola poiché difficilmente scende a compromessi.

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Gio 02/08/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Cesara 2 agosto 2012 17:22

Bersani- Vendola o Bersani- Di pietro. tanto Vendola o Di Pietro rappresentano lo stesso elettorato, quello dei centri sociali, accozzaglia di bivaccari, non- global, pacifisti con la spranga in mano e anarchici. Tutta brava gente. In tutti i modi Bersani, Vendola, Di Pietro tutti voti che si spostano ora di quà, ora di là ma sempre dentro l’area di sinistra. Sono solo voti di sinistra che cambiano bandiera.

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