Beppe Grillo paragonato a Mussolini: è un oltraggio? [SONDAGGIO]

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Beppe Grillo chiude la campagna elettorale per il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Matteo Afker

Beppe Grillo come Benito Mussolini: è questo il paragone che si può leggere in un editoriale del celebre Financial Times, un articolo che ha fatto infuriare il comico genovese, inquietato da questo paragone. Beppe Severgnini ha parlato del Movimento Cinque Stelle come di un partito capace di fare del “populismo 2.0“, un modo di porsi moderno, ma legato a degli standard non troppo recenti. Beppe Grillo è il leader, che da Severgnini viene considerato esagerato, abile nell’esibirsi, empatico, capace di effettuare comunicazione “a senso unico” e di tenere il “rigido controllo del partito“.

Certo, forse il paragone tra Beppe Grillo e Benito Mussolini è stato un po’ forte, ma non possiamo nascondere che l’Italia è il Paese dei partiti esagerati, in cui i leader politici farebbero di tutto per convincere gli elettori di essere nel giusto.


Basti pensare al successo che nel corso degli anni ha avuto la Lega o che hanno ottenuto tutti gli altri numerosi partiti che sono legati al territorio, che si spingono verso il protezionismo e verso l’esaltazione dei beni del luogo.

L’Italia sa bene che per progredire bisogna affacciarsi all’Europa, ma gli italiani amano sentirsi a proprio agio, confortati da leader politici forti, sicuri di quello che dicono, almeno in apparenza. Un leader di partito che compare in televisione e tenta di fare un discorso più o meno sensato non ha molte possibilità di essere apprezzato.

Un capo di partito che invece scende in piazza, parla dei problemi della gente (anche senza promettere di risolverli), urla e coinvolge allora ha più possibilità di essere carismatico. E allora quel “fascino del Grillo parlante” di cui si parla nell’articolo del Financial Times assume un significato che va oltre i comizi in piazza, ma finisce per diventare una vera e propria fiducia.

Grillo si sente accusato, definisce l’articolo un “attacco deliberato al movimento democratico che io rappresento“. In una sua lettera, il comico genovese scrive che lo spirito del Movimento Cinque Stelle si può racchiudere nelle parole “trasparenza e partecipazione, entrambi possibili grazie alla diffusione di Internet“.

D’altronde lo stesso Severgnini parlava di questo nel suo articolo: “In una sala conferenze Monti può avere una chance. Ma in un video su internet o in una piazza italiana, non c’è partita“. Forse ciò che cambia è solo il punto di vista. Non è che i due stanno dicendo la stessa cosa e non se ne accorgono?

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Lun 11/06/2012 da Gianluca Rini

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Cesara 11 giugno 2012 16:18

Ma non era Berlusconi il nuovo Mussolini? Ora la palma è passata a Grillo? E’ sempre Servegnini che decide chi è il Mussolini di turno. Su Google ho letto che lui è stato corrispondente del The Economist, dal 1996 a 2003, periodo dell’antiberlusconismo in grande ascesa mandato avanti dall’ex rifondarolo con i suoi famosi cortei pacifisti, ma con la spraga in mano. Quindi era li era lui che passava le stronzate a questo giornale, che si dicevano qui da noi su Berlusconi e che tanto piacevano agli inglesi. Tutta quella preparazione giornalistica a quanto pare a doc, per poi rivelarsi un gossiparo di mezza tacca?

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Cesara 12 giugno 2012 12:07

L’oltraggio semmai è a Mussolini paragonato a Grillo. E vero che Mussolini poi ci ha portato alla guerra, ma quanto di buono ha fatto prima, per l’Italia? Grillo è meglio fermarlo in tempo prima che scateni una guerra civile. Vedi i no-Tav è lui il porta bandiera di questo movimento di scatenati.

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Nicola 12 giugno 2012 16:46

…Guarda caro Grillo che non è un’offesa essere paragonati al Duce d’Italia Benito Mussolini. Ricorda che i primi 15 anni del Suo Governo sono stati i migliori di tutti i 70 di falsa repubblica e di democrazia beffarda :oppio dei popoli, a tutto vantaggio del capitalismo il quale fino a quando ha potuto, ha dato caramelle ai ceti meno fortunati. quando queste sono finite ha iniziato a rubare proprio agli stessi ceti più poveri e sfortunati. Devi sapere, caro Grillo, che se ancora oggi io e molti altri camerati come me, dormienti in Italia ed all’estero, non sono stati costretti ad andare a leccare il c.lo a monti&C. è grazie a quelle terre che zappiamo, Suo dono, è veno non senza condizioni, perché Lui voleva il 10% della produzione, ma poi basta, Tu caro Grillo quanti 10% paghi ai Tuoi capitalisti filo montiani????! credo parecchi. dai dai grida anche Tu con Noi
W il Duce d’Italia

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