Beni pubblici, Monti annuncia la svendita

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Mario Monti premiato all'European School of Management and Technology

Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, che è stato paragonato dall’astrofisica Margherita Hack a un asparago bianco, ha incontrato ieri il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble a Berlino. Durante la conferenza stampa che ha fatto seguito alla consegna del premio Responsible leadership award, il capo del Governo italiano è tornato a parlare della grave crisi economico-finanziaria che ha messo in ginocchio l’Eurozona e in particolar modo il nostro Paese. A differenza di quanto si era prospettato nei giorni scorsi, e cioè un nuovo aumento delle tasse e imposte per far cassa, il Professore ha lanciato la proposta di vendere i beni pubblici appartenenti a Comuni e Regioni.

Monti è stato elogiato dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble, che lo ha definito l’uomo giusto al posto giusto prevedendo un ritorno alla crescita per l’Italia poiché il nostro Paese ha effettuato progressi considerevoli nel ristrutturare le sue finanze pubbliche da quando Monti ha assunto la carica di capo del Governo. Ha poi asserito che l’Eurozona ha bisogno che l’Italia sia forte.

Rispondendo a una domanda di un giornalista nel corso della conferenza stampa, il premier Monti ha spiegato che il suo esecutivo tecnico non solo non esclude la cessione di quote dell’attivo del settore pubblico, ma la sta preparando e presto seguiranno degli atti concreti. Come dire dalle parole, bisogna passare ai fatti. Ha specificato che il Governo ha già predisposto veicoli, fondi mobiliari e immobiliari, attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale.

In tutto ciò il ruolo predominante l’avranno gli enti locali. Quindi nel mirino del Governo Monti finiranno servizi pubblici locali e municipalizzate, settori e aziende che al momento hanno sul mercato valutazioni e opportunità di ritorno economico molto più vantaggiose di quelle delle grandi aziende di cui lo Stato conserva una quota.

Durante la riunione di martedì sera del Comitato interministeriale per la spending review si è previsto un risparmio di 5 miliardi nel 2012 e altri 8 o 9 nel 2013. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha asserito che con l’area potenziale di intervento si potrebbe arrivare anche a 100 miliardi complessivi per via della cessione degli asset pubblici. Tutto ciò consentirebbe di non far leva sulle tasche dei cittadini, che sono stati già martoriati con l’aumento di imposte e tasse per evitare il rischio default, evitando una nuova manovra e l’aumento dell’Iva a ottobre. La strategia liberista di Monti non piace ad alcuni politici della sinistra che la considerano troppo di destra e troppo incline a svendere il patrimonio pubblico. Bisogna ovviamente fare molta attenzione alla vendita di questi beni pubblici. Non si poteva ancora una volta colpire i cittadini, ma solamente la casta politica che continua a essere intoccabile pena la caduta del Governo Monti. Voi cosa ne pensate?

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Gio 14/06/2012 da Domenico Giampetruzzi

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