Bankitalia: “Se lo spread non cala, il Pil andrà in rosso e non ci sarà nessuna ripresa”

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Bankitalia spread pil rosso

Bankitalia afferma che se lo spread non calerà il Pil dell’Italia andrà in rosso e non ci sarà nessuna ripresa economica. La pessima previsione dell’istituto centrale italiano è contenuta all’interno del periodico bollettino con cui Palazzo Koch informa delle previsioni economiche per il nostro Paese. La Banca centrale guidata da Ignazio Visco, inoltre, fa sapere che se lo spread fra i titoli di stato italiani ed i relativi tedeschi si manterrà sempre sul livello di gennaio, per un biennio, con i relativi rendimenti, il Pil si ridurrà dell’1,5%. Nel caso, invece, in cui il differenziale tornasse ai livelli accettabili della scorsa estate, allora la contrazione si fermerebbe all’1,2% e il Pil potrebbe crescere di uno 0,8%.

Il rapporto fra il deficit e il Pil risulta molto importante, per l’analisi di Bankitalia, in quanto la conseguenza sarebbe il possibile raggiungimento del pareggio di bilancio, per lo Stato, nel 2013, anno in cui è stato fissato dalle istituzioni italiane come obiettivo.

Inflazione. Palazzo Koch comunica anche il dato relativo all’inflazione, che, per il 2012, dovrebbe salire fino al 3,1% per poi ridiscendere, nel 2013, fino al 2,4%. Bankitalia, tuttavia, emtte in evidenza il fatto che il rallentamento dell’attività economica è condizionato dall’aumento del livello generalizzato dei prezzi nonchè dagli aumenti dell’Iva e delle varie accise sui beni.

Conti pubblici. Il Bollettino di Bankitalia illustra, inoltre, una serie di notizie positive sul fronte dei conti pubblici. Infatti, secondo la Banca centrale, le tre manovre economiche approntate dal Governo, che hanno portato la pressione fiscale al 45% del Pil, permetteranno all’Italia di conseguire un avanzo di bilancio primario dell’ordine del 5% del Pil, che permetterà una diminuzione del suo rapporto con il deficit.

Contromisure. Secondo l’istituto monetario di Via Nazionale, sul fronte delle contromisure da adottare per arginare la crisi, è necessario che la UE applichi le nuove regole di bilancio e, poi, rafforzi il cosiddetto fondo salva-stati, l’Efsf, per ripristinare la fiducia e stabilizzare le condizioni dei mercati. Su questo punto, tuttavia, risuona sinistro il commento del presidente Bce Draghi sulla crisi.

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Mar 17/01/2012 da Ottavio Polito in ,

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