Bankitalia, debito pubblico da record a marzo

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Nel mese di marzo il debito pubblico italiano è salito ad un nuovo record di 1.946,083 miliardi di euro. Ad annunciarlo è Bankitalia, che ha mostrato le nuove cifre all’interno del supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia che è dedicato alla finanza pubblica. Si tratta di una cifra sicuramente allarmante, che arriva nonostante il progetto relativo ai tagli messo a punto dal Governo Monti. E’ un nuovo record, che ha sfiorato la soglia di due miliardi di euro.
Il precedente record era stato toccato nello scorso mese di gennaio, quando il debito pubblico italiano era salito a 1.934,980 miliardi di euro. Invece, nello scorso mese di febbraio, la cifra era scesa, anche se di poco, a 1.928,226 miliardi di euro. Si tratta di numeri che non possono essere assolutamente sottovalutati.
Visco: “Conti in sicurezza e crescita per superare la recessione”

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Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha dichiarato che dal vertice G20 di Cannes al meeting che si è aperto ieri nella capitale messicana è cambiata molto l’immagine del nostro Paese all’estero, sottolineando che per quanto riguarda il bilancio pubblico c’è stata una “messa in sicurezza” notevole e ora bisogna insistere ancora sulla crescita per superare la recessione. Sulla crescita deve puntare anche l’Europa per superare la drammatica crisi economico-finanziaria. Secondo il numero 1 di Bankitalia non sono necessarie nuove misure di liquidità da parte della Banca centrale europea (Bce) in quanto l’Eurotower valuterà l’efficacia della seconda operazione di rifinanziamento a tre anni decisa a febbraio e poi vedrà il da farsi.
Il Governo tecnico, presieduto da Mario Monti, sta portando avanti una serie di riforme fortemente richieste anche dall’Unione europea. «Le riforme riguardano un processo organico e completo – ha detto Visco – nel quale siamo tutti impegnati a vedere risultati permanenti». Il responsabile di Palazzo Koch ha asserito che il giudizio dell’Ocse, in base al quale in questa crisi molti Paesi hanno colto l’occasione di accelerare sull’attuazione delle riforme strutturali, è estremamente interessante poiché confuta la tesi di chi ritiene che quando la congiuntura va male sia meglio non fare le riforme. Le più utili e importanti da attuare sono sicuramente quelle che consentono di minimizzare l’eventuale impatto recessivo di breve periodo.
Il Governatore Ignazio Visco ha sottolineato che vi sono tensioni sul mercato del petrolio che stanno salendo sempre più e proprio per questo motivo occorre vigilare sui possibili effetti negativi per l’economia. Un’altra questione molto delicata riguarda il mercato interbancario, che è legata al ritorno della fiducia, per la quale si sta studiando se cambiare alcune regole del gioco. «Segni positivi sul fronte della fiducia – ha detto Visco -, comunque, ce ne sono. Come ad esempio il ritorno, da parte di alcune banche, alle emissioni obbligazionarie non garantite dallo Stato».
Visco: “Il 2012 sarà un anno di recessione”

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Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha dichiarato durante il meeting di Forex a Parma che il 2012 sarà un anno di recessione per l’Italia, con il Pil in calo dell’1,5%. Il numero 1 di Bankitalia ha comunque sottolineato che bisogna guardare avanti anche perché una stabilizzazione dell’attività produttiva è alla vista già nel secondo semestre. Di conseguenza il ritorno alla crescita è possibile già dal prossimo anno. Visco ha invitato i banchieri a non asfissiare le imprese. Dopo aver evitato il credit crunch, ora le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene il loro mestiere. «Bisogna essere prudenti - ha asserito il Governatore Visco -, ma fare in modo che l’economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé le prospettive del sistema bancario».
Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha evidenziato che nel mese di dicembre 2011 si sono contratti sia i prestiti alle imprese (di 20 miliardi di euro) che alle famiglie. Ha aggiunto che un’ulteriore lieve contrazione del credito si sarebbe verificata anche nel mese scorso.
Visco ha assicurato che la Banca centrale europea (Bce) e le banche dell’Eurosistema continueranno a garantire il proprio sostegno alla liquidità e all’attività di prestito delle banche, ma a una condizione: le politiche nazionali devono continuare a essere orientate alla stabilità e alla crescita. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) aveva già annunciato un periodo di recessione per l’Italia nel 2012 (con una contrazione del Pil del 2,2%) e nel 2013 (con un calo dello 0,3%). Lo stesso allarme era stato lanciato dall’Ocse nel novembre scorso e dalla Confcommercio nel dicembre scorso.
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Lun 14/05/2012 da Domenico Giampetruzzi



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