Banca Mondiale: la crisi nell’Eurozona rallenta la crescita planetaria

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La Banca Mondiale afferma che la crisi economica in atto all’interno dell’Eurozona non fa che rallentare la crescita planetaria. Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, lancia un allarme a tutti i Paesi d’Europa e dichiara che la frenata dell’economia rischia di ripercuotersi in maniera devastante sui Paesi in via di sviluppo. La crisi nella crescita dell’area Euro si trascina dietro il forte rallentamento di quelle economie che tentano di svilupparsi ma che, sicuramente, non lo potranno fare a causa della mancata crescita del Pil europeo. Secondo la Banca Mondiale, infatti, le previsioni di crescita della UE sono troppo ottimistiche e non si realizzeranno.

Il Pil mondiale, invece, secondo l’istituto, crescerà del 2,5% nel 2012, mentre quello europeo sarà negativo. Una crescita mondiale che dovrebbe migliorare, ma solo nel 2013, e che potrebbe arrivare ad un Pil del 3,1% su scala mondiale. La conseguenza è la percezione del rallentamento dell’economia, vista attraverso la diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale.

I dati della Banca Mondiale, del resto, coincidono con quelli di Bankitalia, secondo la quale, con uno spread elevato, il Pil andrà in rosso e non ci sarà nessuna ripresa economica. Per questa ragione, i Paesi in via di sviluppo devono prepararsi a nuovi choc, con la crisi del debito nell’area Euro, secondo la Banca Mondiale, dovuti anche al rallentamento di altre economie emergenti.

Per proteggersi, questi Paesi, dovrebbero ricorrere a proprie infrastrutture e condurre, di continuo, stress-test sulle banche locali. Se la crisi si intensificherà, secondo l’isituto monetario di Washington, nessuno sarà risparmiato e ci si dovrà preparare al peggio. Il tema della sicurezza alimentare, per i Paesi più poveri, diventerà centrale.

Mer 18/01/2012 da Ottavio Polito in

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