Amministrative Verona 2012, intervista a Michele Bertucco

Michele Bertucco, 48 anni, in seguito ai risultati delle primarie, è il candidato Sindaco per la coalizione di Centro-Sinistra (PD, SEL, IDV, Federazione Della Sinistra e PSI) a Verona e dovrà fronteggiare la concorrenza di ben due avversari: Flavio Tosi e Luigi Castelletti. Ha un passato da sindacalista e di Presidente di Legambiente nel Veneto.
Si descriva in 5 righe come farebbe sua moglie/compagna
“Preferirei che fosse lei a rispondere. Perciò mi limito ai dati oggettivi: quarantotto anni, lavoro in banca, abito nel quartiere di San Zeno. Ho dedicato finora il mio tempo libero, e non solo quello, alla difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente, nel sindacato e in Legambiente. Credo che le soluzioni ai problemi vadano trovate con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti, anche se questo richiede lunghissime giornate di lavoro che non sempre trovano d’accordo la mia famiglia. Mi piace leggere e sono appassionato di cinema”.
Quali sono le più gravi carenze della sua città?
“C’è in giro una diffusa preoccupazione per il futuro, quello dei singoli ma anche della città e del suo sviluppo. Si avverte la mancanza di un disegno coerente e condiviso per sviluppare le enormi potenzialità di Verona sia sotto il profilo economico che della qualità della vita. Si aggiunge che negli ultimi anni il problema del traffico e dell’inquinamento sono letteralmente sfuggiti di mano. Le grandi risorse rappresentate dall’associazionismo e dal volontariato sono state spesso abbandonate a se stesse”.
Convinca un ipotetico turista a visitare la città che intende creare.
“Non c’è bisogno che mi dilunghi nell’elencare le tante bellezze di Verona e le tante manifestazioni, come la stagione lirica, che rendono questa città nota in tutto il mondo. Aggiungo soltanto che se diventerò sindaco il turista troverà migliori servizi di accoglienza e nuovi percorsi artistico-culturali capaci di fargli apprezzare non solo le mete più conosciute (Arena, Casa di Giulietta) ma anche lo straordinario patrimonio paesaggistico e monumentale offerto dal sistema dei forti e delle mura antiche che coronano la città. E gli darei due appuntamenti: il 2013 per il centenario degli spettacoli in Arena e per il 2015 in coincidenza con l’Expo di Milano”.
Tornerà nelle periferie anche dopo essere stato (eventualmente) eletto?
“Non mi piace la separazione tra centro e periferia tanto più che le dimensioni di Verona consentono di progettare un realtà unica. I quartieri, quello storico come gli altri, devono tornare ad essere luoghi di incontro e di socializzazione. Questo è l’impegno che ho preso con tante persone a cui ho chiesto non solo sostegno elettorale ma fattiva collaborazione per la riqualificazione delle piazze e dei centri periferici. C’è ancora molto lavoro da fare, perciò la risposta è necessariamente affermativa: continuerò a mantenermi a stretto contatto con loro anche una volta eletto”.
Perché i ragazzi della sua città si drogano?
“Purtroppo questo problema non riguarda solo Verona, e naturalmente non esiste un’unica motivazione. Verona è una città benestante e appartiene al novero delle 12 maggiori città italiane, con tutti i problemi di dispersività e in qualche caso anche di marginalità che questo comporta. Nei giovani c’è sempre un grande potenziale di creatività che le istituzioni locali, in collaborazione con parrocchie, associazioni e gruppi devono cercare di valorizzare prima di tutto mettendo a disposizione spazi e strumenti adatti a coltivarlo”.
Quote rose: più “Fornero” o “Carfagna” nella sua Giunta?
“Mi sono impegnato a garantire il 50% di presenza femminile in tutti i posti che contano, a partire dalla Giunta. Tuttavia, la partecipazione femminile non si tutela soltanto con le quote rosa. Nel mio programma prevedo il bilancio di genere, cioè una serie di procedure amministrative in grado di garantire un’attuazione delle politiche pubbliche rispettosa delle pari opportunità. Per il resto, le scelte che farò per la giunta, come in enti e aziende partecipate, non avranno altra bussola che la competenza, la trasparenza e il merito. Qualità di cui le donne sono indubbiamente ricche”.
Prostituzione: case chiuse o sesso in strada?
“Nonostante la spettacolarizzazione della repressione della prostituzione di strada il tema della schiavitù e dello sfruttamento sessuale è ancora ben presente nella nostra città. La mia preoccupazione primaria sarà collaborare con le forze dell’ordine per contrastare il racket e la tratta, nonché garantire il diritto alla quiete e alla tranquillità dei residenti”.
Ambiente: tutti in auto e chi se ne frega dell’inquinamento o tutti a piedi (ovviamente tranne il Sindaco e gli assessori)?
“Non sarei così drastico, esiste anche la bicicletta! L’importante è che sindaco e assessori siano i primi a dare il buon esempio. L’amministrazione uscente ha creduto possibile assecondare il traffico automobilistico nel suo incessante sviluppo progettando nuove strade che sottraggono ulteriore spazio alle persone, con il risultato che Verona è – e resta – la terza città più inquinata d’Italia. Io invece credo che il traffico vada cambiato nella sua composizione, potenziando le forme alternative di mobilità affinché le persone trovino più conveniente spostarsi con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta”.
Imu: spennerà vivi i suoi concittadini per poi ripagarli con i servizi o li spennerà vivi e… basta?
“A Verona la tassazione è già alta, ma prima di fare promesse voglio vedere i conti. Negli enti locali la quadratura del bilancio diventa sempre più difficile, ma non intendo aspettare la manna dal cielo. La società civile veronese ha tutti gli anticorpi necessari per risollevarsi e diventare una delle prime città a vincere la crisi. Voglio mobilitare le migliori energie della società civile veronese nel campo dell’associazionismo come del volontariato e dell’imprenditoria, mettendole in grado di dare il loro contributo per il bene comune”.
Come pensa di conquistare gli indecisi?
“Semplicemente con le buone proposte e il buon esempio, dimostrando che con il lavoro e con l’impegno di tutti le cose possono davvero cambiare. La sfida che mi pongo è appunto creare attorno ai problemi della città la più ampia partecipazione possibile”.
Come sarà la (eventuale) sua opposizione? Muro contro muro o apertura al dialogo?
“Io preferisco sempre entrare nel merito delle cose, perché quando si va nel merito non c’è più destra o sinistra, ma solo idee buone e idee cattive.
Tuttavia, su alcune scelte dell’amministrazione uscente, palesemente insostenibili e dannose per la salute dei cittadini, come il nuovo inceneritore di Cà del Bue e il nuovo Passante Nord, detto anche Traforo delle Torricelle, credo ci saranno pochi margini di discussione”.
Un giudizio non politically correct sugli altri candidati.
“Rispetto sempre i miei avversari. Ma per non essere scortese rispetto alla domanda dirò che nel 2007 la candidatura di Flavio Tosi nacque da un accordo stretto in extremis tra i partiti del centrodestra nella villa del deputato Aldo Brancher, i cui garanti erano Berlusconi e Bossi in persona. Tutti personaggi a vario titolo travolti da scandali e inchieste giudiziarie. Malgrado la sua abilità a smarcarsi dai suoi stessi padrini politici caduti in disgrazia, Tosi resta figlio di quella politica. Lo stesso Castelletti era della partita all’epoca. Quindi, l’unica alternativa sono io”.
La Storia come ricorderà il suo operato da sindaco?
Come il sindaco del rilancio della città con un’idea rivolta al futuro, attuata ascoltando e coinvolgendo il maggior numero possibile di persone.
Con chi preferirebbe andare a cena: Monti, Berlusconi o Bersani?
Brunch con Monti, panino e birra con Bersani, caffè di pura cortesia con Berlusconi.
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Gio 03/05/2012 da Redazione NanoPress




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